sabato 18 aprile 2026

Appalti, subappalti e salari al ribasso: l’ingranaggio che produce miseria



Articolo da World Politics Blog

Nel dibattito sullo sfruttamento del lavoro non basta denunciare i contratti pirata: occorre mettere in discussione appalti, subappalti, salari insufficienti, lavoro nero e filiere opache, per capire come il ribasso strutturale del costo del lavoro continui a produrre miseria e precarietà.

Basta non applicare i contratti pirata per scongiurare lo sfruttamento della forza lavoro?

E tutti i contratti siglati da Cgil, Cisl, Uil sono dignitosi e tali da garantire condizioni retributive accettabili e con effettivo potere di acquisto?

E per quale ragione negli appalti e nei subappalti troviamo contratti indecorosi, assenza di salario accessorio? E il lavoro nero, dopo tanti anni, è ancora al suo posto: qualcuno vuol spiegarci la ragione di questo fenomeno endemico?

Il problema è un altro: non si può parlare di salari senza rivedere le dinamiche contrattuali, i sistemi di calcolo dei rinnovi, senza smontare le norme in materia di immigrazione, modificando le regole statistiche per le quali bastano due giorni di lavoro all’anno per essere annoverati tra gli occupati.

Il lavoro nero è diffuso in varie regioni, esempi di caporalato ve ne sono anche al Nord e non solo nelle regioni meridionali, come si evince da articoli della stampa e inchieste della Magistratura; dovremmo comunque parlare degli organi ispettivi a corto di personale, della disattenzione cronica della medicina del lavoro, mai depotenziata come ai nostri giorni.

Siamo consapevoli di mettere troppa materia al fuoco, ma i vari aspetti del problema, sfruttamento della forza lavoro, si connettono con altre questioni.

Proviamo allora ad affrontare due soli argomenti.

I soggetti chiamati a presidiare legalità, vigilanza e rappresentanza possono svolgere appieno il loro compito?

In diversi casi hanno le mani legate, tra organici risicati e normative inadeguate; nel corso degli anni, poi, le norme che disciplinano salute e sicurezza sono state addolcite a favore della parte datoriale. Tuttavia, potremmo anche parlare della carenza di strumenti e di figure professionali negli apparati ispettivi; ove poi sono maggiormente radicati e ramificati appalti e subappalti, i bassi salari, le inadeguate tutele individuali e collettive sono più facili da reperire.

Spesso si fa riferimento ai contratti siglati dai sindacati rappresentativi, senza mai chiedersi se questi accordi siano rispondenti ai principi di equità e dignità; in presenza di contenziosi legali, il riferimento va all’art. 36 Cost., ossia al principio della retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Questo principio si scontra con i contratti siglati dai sindacati rappresentativi, che invece vanno, non sempre ma frequentemente, in direzione opposta.

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Articolo tratto interamente da World Politics Blog

Immagine generata con intelligenza artificiale


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