Articolo da Wikinotícias
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Mercoledì (18), la crisi umanitaria in Libano, causata dalla persistenza degli attacchi israeliani, potrebbe finire per assomigliare a quella verificatasi a Gaza, ha detto a Euronews Tom Fletcher, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore dei soccorsi di emergenza.
"Temo, infatti, che il Libano possa diventare la prossima Gaza", ha dichiarato il massimo funzionario umanitario delle Nazioni Unite durante l'intervista al programma di Euronews "12 Minutes with", aggiungendo che "in realtà, temo questo perché è ciò che sentiamo dire da alcuni ministri israeliani in questo momento, che usano un linguaggio sempre più belligerante riguardo a ciò che intendono fare al Libano". Gli attacchi israeliani si sono verificati principalmente nel Libano meridionale e nella periferia meridionale di Beirut.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avvertito che i libanesi costretti ad abbandonare le proprie case non potranno farvi ritorno finché non sarà garantita la sicurezza degli israeliani nel nord del Paese, paragonando la situazione a quella di Gaza.
La situazione del conflitto in Medio Oriente ha raggiunto un nuovo livello di gravità. Sabato (14), il governo israeliano, guidato dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, ha minacciato pubblicamente di trasformare il Libano in una "nuova Gaza" se gli attacchi del gruppo Hezbollah non si fossero fermati. La dichiarazione giunge in un momento di intensificazione dei bombardamenti, che hanno già provocato centinaia di vittime civili e mobilitato gli sforzi diplomatici in tutto il mondo.
Dall'inizio di marzo, la controffensiva israeliana in Libano ha causato la morte di quasi 800 persone, tra cui circa 100 bambini. Recentemente, nuovi raid aerei sulla città di Sidone, strategicamente situata tra la capitale Beirut e il confine meridionale, hanno provocato la morte di quattro persone.
Un altro attacco su larga scala ha colpito un centro sanitario nel sud del Paese, uccidendo 23 persone, tra cui 12 medici. Israele giustifica le sue azioni affermando che Hezbollah utilizza ambulanze e infrastrutture civili per scopi militari, mentre le autorità libanesi condannano la portata sproporzionata degli attacchi.
Gli esperti di diritto internazionale suggeriscono che la strategia di Israele potrebbe andare oltre la semplice neutralizzazione militare. Secondo il professor Salem Nasser, l'obiettivo sarebbe quello di stabilire una "zona di sicurezza" nel Libano meridionale.
Secondo l'analisi, questa zona di sicurezza richiede che il territorio venga evacuato non solo dai combattenti, ma anche dai suoi abitanti civili. I bombardamenti sui villaggi meridionali mirerebbero a costringere gli abitanti ad abbandonare la regione, in modo che, secondo il piano israeliano, queste persone non facciano ritorno. L'esercito israeliano ha distribuito volantini a Beirut avvertendo che la devastazione potrebbe essere simile a quella vista nella Striscia di Gaza se il lancio di razzi non cessasse.
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Fonte: Wikinotícias
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