Questo governo Meloni non sopporta nemmeno una mosca che ronza contro. Ogni critica è un nemico da schiacciare, ogni voce fuori dal coro è un pericolo per la "patria". E no, non sto esagerando: guardate le leggi che hanno sfornato una dietro l'altra, tutte mirate a tappare la bocca a chi dissente. È un copione che puzza di muffa fascista, quel Ventennio che i leghisti e i meloniani fingono di odiare ma copiano alla lettera. Solo chi ha i paraocchi non lo vede!
Partiamo dalle basi, la riforma del CSM? vogliono blindare i magistrati fedeli al potere, riducendo l'indipendenza della giustizia. Mussolini fece lo stesso: magistratura al guinzaglio del regime. Similitudine? Totale. Chi indaga sui potenti ora deve inchinarsi.
Poi c'è la legge sul carcere per chi critica Israele (il cosiddetto "decreto sicurezza bis" del 2024): offendi il governo di Tel Aviv sui social? Puoi rischiare anche il carcere. Libera espressione? Macché, è "odio". Ricorda le leggi fasciste del 1931 contro la "stampa sovversiva": guai a criticare l'alleato del Duce, o finivi al confino.
Non dimentichiamo la legge bavaglio sulle intercettazioni, approvata a furor di popolo (loro): niente più scoop giornalistici che disturbano i VIP al potere. Giornali ammaestrati, come durante il Ventennio con la Carta della Stampa del 1938, che impose il giuramento di fedeltà al Fascismo. Oggi è "riforma per la privacy", ma è lo stesso: chi parla troppo finisce zittito.
E la riforma della Rai? Trasformata in megafono del governo, con nomine dirette da Meloni e Tajani. Critichi il premier in TV? Via subito, come i giornalisti antifascisti epurati nel 1925. O pensate al decreto contro le ONG e le proteste in mare: blocca chi salva migranti, accusandoli di "traffico". Mussolini chiudeva i porti e sparava ai "clandestini" d'Africa. Stessa musica.
Aggiungete la legge anti-rave del 2022, estesa ora a qualsiasi assembramento "non autorizzato": festival, picchetti, manifestazioni spontanee? Repressione dura, con arresti preventivi. Ricorda le squadracce fasciste che scioglievano scioperi a manganellate. E non scordiamo il divieto di scritte murali politiche nelle città: basta uno striscione contro la guerra o per i diritti LGBTQ+, e scatta la multa salata. Fascismo 1926: proibite le affissioni "antipatriottiche".
Persino la riforma costituzionale sul premierato forte puzza di dittatura light: poteri concentrati in una persona; proprio Mussolini si fece dare i pieni poteri con una legge ad hoc.
Solo gente con i paraocchi fa finta di non vedere. Questo non è un normale governo di destra: è un sistema che prova a normalizzare il silenzio, a convincerci che chi protesta è esagerato, che chi critica “odia l’Italia”.
Il punto è questo: se ci abituiamo a tutto, se ci limitiamo a brontolare al bar o sui social, il passo successivo sarà sempre un po’ peggiore del precedente. Non serve essere eroi, ma serve esserci: informarsi, discutere, scendere in piazza quando serve, difendere chi viene zittito, non voltarsi dall’altra parte perché “tanto non cambia niente”.
La democrazia non muore in un colpo solo, muore di indifferenza, di rassegnazione, di “non mi riguarda”. E invece ci riguarda eccome. Sta a noi decidere se farci mettere il bavaglio piano piano o tenere la testa alta e la voce ferma, finché possiamo ancora usarla.Autore: Spartaco
Immagine generata con intelligenza artificiale
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