martedì 7 aprile 2026

Non sarà più lo stesso Paese: ecco come il clima stravolgerà l'Italia



Articolo da Ambientenonsolo

Entro la fine del secolo l’Italia, insieme a tutto il bacino del Mediterraneo, sarà interessata da un aumento generalizzato delle temperature e da una riduzione media delle precipitazioni. Ma a preoccupare non è solo il riscaldamento: secondo un nuovo studio di ENEA, il cambiamento climatico nel nostro Paese si manifesterà sempre più attraverso eventi estremi, con temporali intensi e alluvioni improvvise, soprattutto in autunno e in particolare sulle Alpi.

Lo studio si basa su proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione – fino a 5 chilometri – che consentono di osservare con grande dettaglio gli impatti locali attesi da qui al 2100, superando i limiti dei modelli climatici globali a bassa risoluzione.

Una “lente di ingrandimento” sul clima futuro

«Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione che, come una lente di ingrandimento, permettono di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali», spiega Maria Vittoria Struglia, coordinatrice dello studio e ricercatrice del Laboratorio ENEA Modelli e servizi climatici.

Questi strumenti, sottolinea Struglia, sono fondamentali non solo per descrivere il futuro clima italiano, ma anche per progettare strategie di adattamento mirate, capaci di tenere conto delle specificità territoriali e stagionali.

Il team di ricerca ha simulato sia il clima passato (1980–2014), per quantificare i cambiamenti già in atto, sia il clima futuro (2015–2100), utilizzando tre diversi scenari socioeconomici e climatici: da quello più virtuoso, in cui le politiche di sostenibilità sono centrali, fino a quello a più alto impatto, caratterizzato da una scarsa riduzione delle emissioni.

Temperature in forte aumento, soprattutto in montagna

I risultati mostrano un quadro chiaro: le temperature aumenteranno in tutte le stagioni e in tutte le aree del Paese. Nelle zone montuose, in particolare, l’aumento delle temperature estive potrebbe raggiungere fino a +4,5 °C nello scenario più severo, mentre in autunno si potrebbero registrare incrementi fino a +3,5 °C.

Si tratta di un riscaldamento molto marcato, che i modelli climatici globali non riescono a riprodurre con la stessa precisione, proprio a causa della loro risoluzione spaziale più grossolana.

Meno piogge, ma più violente

Sul fronte delle precipitazioni, il clima italiano tenderà a diventare complessivamente più secco, soprattutto in estate. Tuttavia, questa tendenza generale nasconde un paradosso sempre più evidente: diminuiscono le piogge medie, ma aumentano la frequenza e l’intensità degli eventi estremi.

Nei due scenari più critici, le simulazioni ENEA indicano un incremento significativo delle precipitazioni intense soprattutto nel Nord Italia e nelle aree alpine e subalpine. Alla fine del secolo, in inverno, l’intensità delle piogge potrebbe aumentare sulle Alpi occidentali, mentre diminuirebbe sulle Alpi orientali e nel Mezzogiorno, con cali particolarmente marcati sui rilievi della Sicilia.

In primavera il quadro è simile, ma con un aumento più diffuso dell’intensità delle precipitazioni estreme lungo tutto l’arco alpino. In estate, invece, si osserva una diminuzione generalizzata dell’intensità degli eventi estremi, soprattutto lungo le coste tirreniche. È però l’autunno la stagione più critica: nello scenario a più elevato impatto climatico si registra un aumento significativo delle piogge estreme su gran parte del territorio nazionale, con incrementi più marcati nelle aree già oggi più vulnerabili, come il Nord Italia.

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Fonte: Ambientenonsolo

Autore: Ambientenonsolo

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