lunedì 25 giugno 2018

L'angolo del caffè: la storia di Mata Hari




Angolo curato e gestito da Stefania, detta Stella Dfa

24 Luglio 1917.

Davanti alla corte marziale francese fu deciso, all’unanimità, la condanna, con pena capitale, di una sedicente danzatrice Indù.

Stranamente la condanna, avvenne solo dieci minuti dopo che la stessa corte si era ritirata per deliberare. E non ci fu possibilità di appello.

A quarantuno anni, il 15 ottobre del 1917, sotto un plotone di esecuzione, moriva questa bellissima e impenetrabile donna indiana, il suo nome era:  Mata Hari.
  • Ma come mai, quest’esecuzione avvenne solo tre mesi dopo, giacché la sentenza della corte si dichiarò con effetto immediato? 
  • E perché, a tutt’oggi sono in molti a credere che la fucilazione non sia mai avvenuta?
  • Soprattutto: chi era realmente Mata Hari? Un’informatrice? Una donna dalla doppia vita? (Forse).
  • Era una Spia internazionale? E se si a favore di chi?
  • Oppure si trattò solo di una donna che pagò con la vita la sua voglia d’indipendenza?
Sono queste le domande che aleggiano intorno a questa figura tanto discussa. Di lei, hanno detto e scritto tante cose, molte vere altre prive di fondamento.

Ad ogni modo, vere o false che siano sono comunque, di fatto, testimonianze tangibili; realtà oggettive, seppellite nella memoria del tempo, come tutta la storia legata a questa figura pragmatica, della quale, abbiamo solo molte ipotesi e, alcuni concreti documenti pervenutici a oggi.

Fu definita una donna turbolenta e fondamentalmente molto infelice, malinconica, fredda; che tentò di sfuggire alla routine della sua disastrosa vita, in ogni modo.

Nasce il 7 agosto del 1876, sotto il nome di Margaretha Geertuida Zelle.

Iniziamo subito col dire che la nostra protagonista, era tutt’altro che indiana!  Le sue origini, così come quelle dell'intera famiglia, erano Olandesi.

Probabilmente, a causa dei lineamenti orientaleggianti, la pelle olivastra, i capelli neri e quegli occhi scuri, intensi, che la distinguevano dai membri della sua famiglia, (tipicamente più chiari) non fu difficile definirla Indiana.

Di casata benestante, sin dall’età di 14 anni, fu costretta a studiare in una scuola di religiose ed educata, secondo le migliori indicazioni di quella determinata classe sociale.

Il Padre, che possedeva, (pare), un negozio di cappelli e diverse proprietà, (come un mulino e una fattoria), ebbe un tracollo finanziario, che lo portò alla bancarotta nel 1889 e di conseguenza a cedere le sue proprietà.  A causa di questa condizione precaria, ci furono dapprima  la separazione dalla consorte, per via anche delle forti tensioni e litigi dovuti alla situazione, poi il trasferimento ad Amsterdam dello stesso (1890).

L’anno seguente, la madre a cui era stata affidata morì, e lei fu presa sotto l’ala protettrice del suo padrino, residente nella cittadina di Sneek; ma a sua volta, per diversi motivi legati al fascino indiscutibile della ragazza, l’uomo la manderà ad Aja, da uno zio, che la farà studiare come maestra di asilo.

Aveva tre fratelli: Il maggiore, Johannes e, due gemelli più piccoli, Arie Annes e Cornelius.

Altro dato certo, è che il suo matrimonio, fu di seguito una vera e propria catastrofe!

Dall'unione, Nacquero due bambini.

Il primo, nel gennaio del 1897, chiamato Norman Johnn, in onore del padre di lei, anno in cui L’ufficiale Mac Leod, fu nominato comandante di un battaglione nell’isola di Giava, nelle indie orientali Olandesi.

La secondogenita, Janne Louise, nacque l’anno dopo, 1898.

Purtroppo, come spesso accade, non bastarono due bambini a salvaguardare l’unione, che anno dopo anno, diventava sempre più violenta; Mac Leod beveva, picchiava la moglie e, non da meno, era un’incorreggibile “don Giovanni”! E se la moglie avanzava pretese, quest’ultimo arrivava a minacciarla di morte;

<<Si racconta di un aneddoto in cui, il temibile ufficiale, le corse dietro con una rivoltella!>>

Gli anni a seguire, portò la famiglia Mac Leod, sulla costiera orientale di Sumatra, dove l’ufficiale fu promosso maggiore e comandante della piazza di Medan.


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L'articolo originale è pubblicato su La vita a sorsi di caffè 


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11 commenti:

  1. Caro Vincenzo, una storia che ricorda la prima h^guerre mondiale.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Molto interessante questo post!😊 Buona serata Vincenzo!👋

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  3. Grazie di nuovo per questa opportuità. Saluti

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    1. Grazie a te, per questo tuo angolo nel mio blog.

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  4. Storia molto affascinante, complimenti.

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  5. Grazie Alligatore ne sono contenta, passa a trovarmi se ti va 😊

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  6. Complimenti a Stefania per questo bellissimo post, molto interessante!

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