martedì 1 maggio 2018

Peggiora la qualità del lavoro



Articolo da NewsTown

Gli ultimi quattro anni, dall’inizio del 2014 alla fine del 2017, hanno visto una crescita dell’occupazione, ma solo un recupero parziale delle ore lavorate.

E' quanto emerge dal nuovo rapporto sulla qualità del lavoro della Fondazione Giuseppe Di Vittorio, pubblicato a fine marzo.

"Questo - si legge nello studio - è strettamente collegato al carattere dell’occupazione: a dispetto dei proclami che hanno accompagnato il Job Act e l’introduzione del contratto a tutele crescenti, infatti, dal 2015 al 2017 il numero di assunzioni a tempo indeterminato è crollato dai 2 milioni del 2015 (anno dell’esonero contributivo per 36 mesi), ad 1 milione 176mila del 2017 (-41,5%) a fronte di un notevole incremento delle assunzioni a termine (da 3 milioni 463mila del 2015 a 4 milioni 812mila del 2017, pari a +38,9%). La variazione netta totale (attivazioni-cessazioni) nei 12 mesi (gennaio-dicembre) del numero di rapporti di lavoro a tempo indeterminato è passata così da +887mila del 2015 a -117mila del 2017; contestualmente, la variazione netta dei rapporti a termine, negativa nel 2015 (-216mila) è tornata positiva nel 2016 (+248mila) ed è arrivata nel 2017 a +537mila".

Nel rapporto si rileva come il rapporto a termine non sia, "nella grandissima maggioranza dei casi, una scelta del lavoratore, ma una soluzione imposta.

La nuova occupazione a termine, peraltro, è sempre più part-time. Circa la metà dell’incremento delle assunzioni a termine registrato tra il 2015 e il 2017 (+1 milione 349mila), infatti, è imputabile a rapporti a tempo parziale (+689mila): nel 2015 le assunzioni con contratti a termine part-time sono state 1 milione 248mila e nel 2017 sono salite a 1 milione 937mila (+55,2%).

Record occupati in area di disagio

Dal rapporto emerge inoltre il record di occupati in area di disagio: sfondano i 4,5 milioni. L’area del disagio - formata dagli occupati in età compresa tra 15 e 64 anni che svolgono un’attività di carattere temporaneo (dipendenti o collaboratori) perché non hanno trovato un’occupazione stabile (temporanei involontari) oppure sono impegnati a tempo parziale (anche autonomi) perché non hanno trovato un’occupazione a tempo pieno (part-time involontari) - continua a crescere e conta nei primi nove mesi del 2017 il numero record di 4 milioni e 571mila persone (di cui 2 milioni 784mila temporanei involontari e 1 milione 787mila part-time involontari). Rispetto ai primi nove mesi del 2013, nell’arco degli ultimi 4 anni, l’aumento dell’area è stimato nell’ordine di +465mila persone, pari a +10,2%.


Il tasso di disagio - rapporto tra l’area del disagio e la totalità degli occupati in età 15-64 anni - è in sensibile aumento dal 2013 e nel 2017, dopo una modesta flessione circoscritta al 2016, si è attestato al 20,4% (media dei primi tre trimestri dell’anno).

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Fonte: NewsTown


Autore: redazione NewsTown


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Articolo tratto interamente da NewsTown



2 commenti:

  1. Caro Vincenzo, leggendo questi articoli, purtroppo mi rendo conto che le cose peggiorano e che per quanto si cerca di migliorare ci troviamo ogni giorno con delle nuove morti bianche!!!
    Ciao e buon 1° maggio con un forte abbraccio e cerco di sorridere.
    Tomaso

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