sabato 21 luglio 2018

Mare al mattino di Konstantinos Kavafis


Mare al mattino

Fermarmi qui. Per vedere anch'io un po' la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.

Konstantinos Kavafis




Proverbio del giorno


Rivolgi il viso verso il Sole e le ombre cadranno alle tue spalle.

Proverbio maori


venerdì 20 luglio 2018

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





Voglio informare gli amici e lettori di questo blog, che presto tornerò a pubblicare interviste su diversi temi.

Se vuoi essere intervistato, basta contattarmi via mail, cliccando sul banner "Contatti".

È giusto...

Gino Strada 2010

“È giusto essere costretti a vivere in un campo profughi, per terra dentro una baracca di alluminio o cartone insieme ai tuoi bambini, dove non si ha nulla da mangiare? Io credo sia un'ingiustizia.
Non si può investire sull'odio verso i migranti, come la politica italiana sta facendo. Per odiare chi poi? Non i responsabili della miseria e della povertà di queste persone, ma i più deboli. È una follia totale. Mi ricorda un processo iniziato un centinaio di anni fa e che ho paura possa ripetersi: il fascismo e il razzismo, che si basano per definizione sul rifiuto della differenza e dell'altro."

Gino Strada



Photo credit Matteo Masolini (Gino Strada #3) [CC BY-SA 2.0], attraverso Wikimedia Commons 


Pollice su e giù della settimana


Mariagrazia, da Pescara all'Africa, l’«angelo dei bisturi» che salva i bambini tratto da Corriere.it





Rimini, razzismo al parco: “Sei nero, vattene via” tratto da Emiliaromagnamamma.it














giovedì 19 luglio 2018

Avviso sui commenti



Voglio specificare con questo post alcune cose sui commenti e la loro pubblicazione in questo blog:

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3. I commenti diffamatori e intolleranti non sono graditi.

4. La responsabilità di un commento è sempre e solo del suo autore.

5. I commenti in questo blog sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Anche se va contro i miei principi etici di libertà, devo preservare il rispetto verso le terze persone.


6. Ognuno può lasciare il proprio pensiero, ma il rispetto viene prima di tutto.

7. Questo blog non ama il gossip e i pettegolezzi. Quindi i commenti inerenti saranno cestinati.



Questo blog segue la Blogtiquette in rete, dunque vi prego di leggerla e rispettarla.

Skyros (Grecia)

Skyros - Greece from TreeZone on Vimeo.

Photo e video credit TreeZone caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons  


Silenzio estivo

Summer silence from gs'Laboratory on Vimeo.

Photo e video credit gs'Laboratory caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons  


C’è una trattativa...


"C’è una trattativa tra la mafia e lo Stato dopo la strage di Capaci, c’è un colloquio tra la mafia e alcuni pezzi infedeli dello Stato, c’è questa contiguità tra mafia e pezzi deviati dello Stato. Mi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno."

Paolo Borsellino


19 luglio 1992 – Paolo Borsellino viene ucciso con la sua scorta in un attentato mafioso



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La strage di via D'Amelio fu un attentato di stampo terroristico-mafioso avvenuto in Italia il 19 luglio 1992, una domenica, in via Mariano D'Amelio a Palermo, nel quale persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

L'unico sopravvissuto fu l'agente Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni.

Il 19 luglio 1992, alle ore 16:58, una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo del tipo Semtex-H (miscela di PETN, tritolo e T4) telecomandati a distanza, esplose in via Mariano D'Amelio 21, sotto il palazzo dove viveva la sorella Rita Borsellino, presso la quale il giudice quella domenica si era recato in visita; l'agente sopravvissuto Antonino Vullo descrisse così l'esplosione: «Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l'auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l'inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L'onda d'urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c'erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto...».

Lo scenario descritto da personale della locale Squadra Mobile giunto sul posto parlò di «decine di auto distrutte dalle fiamme, altre che continuano a bruciare, proiettili che a causa del calore esplodono da soli, gente che urla chiedendo aiuto, nonché alcuni corpi orrendamente dilaniati». L'esplosione causò inoltre, collateralmente, danni gravissimi agli edifici ed esercizi commerciali della via, danni che ricaddero sugli abitanti. Sul luogo della strage, pochi minuti dopo il fatto, giunse immediatamente il deputato ed ex-giudice Giuseppe Ayala che abitava nelle vicinanze.

Gli agenti di scorta ebbero a dichiarare che la via D'Amelio era considerata una strada pericolosa in quanto molto stretta, tanto che, come rivelato in una intervista rilasciata alla RAI da Antonino Caponnetto, era stato chiesto alle autorità di Palermo di vietare il parcheggio di veicoli davanti alla casa, richiesta rimasta però senza seguito.

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.




mercoledì 18 luglio 2018

Cento anni fa nasceva Nelson Mandela



Articolo da Cronache di ordinario razzismo

Cento anni fa nasceva Nelson Mandela, leader dell’African National Congress e della lotta contro l’apartheid in Sud Africa, di cui è stato  il primo Presidente nero eletto a suffragio universale. La sua lotta per l’eguaglianza e contro ogni forma di razzismo l’ha condotta passando gran parte della sua vita in carcere, dove è stato recluso per 26 anni, dal 1963 al 1990. Nel 1993 Mandela ha ricevuto il premio Nobel per la pace. Nel giorno del centesimo anniversario dalla sua nascita, ripubblichiamo il discorso pronunciato a Pretoria il 10 maggio 1994, quando si insediò come Presidente della Repubblica e Capo del Governo, ruolo che svolse fino al 1998. Nelson Mandela morì all’età di 95 anni, il 5 dicembre 2013. Un invito a rispettare la dignità umana che oggi sembra quanto mai attuale.

Nelson Mandela, discorso di insediamento, Pretoria, 10 maggio 1994

«Oggi, tutti noi, con la nostra presenza qui e con le celebrazioni in altre parti del nostro paese e del mondo, conferiamo gloria alla neonata speranza di libertà. Siamo appena usciti dall’esperienza di una catastrofe straordinaria dell’uomo sull’uomo durata troppo a lungo, oggi qui deve nascere una società a cui tutta l’umanità guarderà e questo ci renderà orgogliosi.

I nostri atti quotidiani devono produrre una realtà del Sud Africa capace di rafforzare la nostra umanità, la fede nella giustizia, di rafforzare la nostra fiducia nella nobiltà dell’animo umano e sostenere tutte le nostre speranze per una vita gloriosa per tutti.

Tutto questo lo dobbiamo a noi stessi ma anche ai popoli del mondo che sono così ben rappresentati qui oggi. Per i miei connazionali, non ho esitazione a dire che ognuno di noi è intimamente legato al suolo di questo bellissimo paese come lo sono gli alberi di jacaranda di Pretoria e le mimose del Bushveld.
Ogni volta che uno di noi tocca il suolo di questa terra sentiamo un senso di rinnovamento personale. L’umore cambia cambia una nazione come il clima cambia le stagioni.

Siamo mossi da un senso di gioia e di euforia quando l’erba diventa verde e il fiore fiorisce.

Tale unità spirituale e fisica che tutti noi condividiamo con questa patria comune, spiega la profondità del dolore che tutti noi abbiamo sentito nei nostri cuori quando ci siamo visti strappare il nostro paese a causa di un conflitto terribile, che, come abbiamo visto, ci ha causato disprezzo, messo fuori legge e isolato dai popoli del mondo, proprio perché il Sud Africa era diventata la base universale della perniciosa ideologia e la pratica del razzismo e di oppressione razziale.

Noi, il popolo del Sud Africa, oggi siamo soddisfatti che l’umanità ci ha riportato indietro, nel suo seno, che noi, che eravamo fuorilegge sino a non molto tempo fa, oggi abbiamo avuto il raro privilegio di essere ospiti per le nazioni del mondo qui sul nostro suolo.

Ringraziamo tutti i nostri illustri ospiti internazionali per essere venuti a prendere possesso, con la gente del nostro paese, di ciò che è, dopo tutto, una vittoria comune per la giustizia, la pace, la dignità umana.


Siamo certi che continuerete a stare da noi, come noi ad affrontare le sfide della costruzione della pace, prosperità, combattendo il sessismo, il razzismo e la non-democrazia.

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Fonte: Cronache di ordinario razzismo

Autore: redazione Cronache di ordinario razzismo

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.


Articolo tratto interamente da Cronache di ordinario razzismo  


Vignetta del giorno


Photo credit Mauro Biani caricato su http://maurobiani.it/ - licenza: Creative Commons


Nessuno nasce...




"Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio."


Nelson Mandela


martedì 17 luglio 2018

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Invito tutti a guardare questo video!



Video credit Davide Boarin caricato su YouTube


Barche amorrate di Dino Campana


Barche amorrate

Le vele le vele le vele
Che schioccano e frustano al vento
Che gonfia di vane sequele
Le vele le vele le vele!
Che tesson e tesson: lamento
Volubil che l’onda che ammorza
Ne l’onda volubile smorza
Ne l’ultimo schianto crudele
Le vele le vele le vele

Dino Campana


Ecoreati in aumento


Articolo da Altrenotizie

Con 538 ordinanze di custodia cautelare, il 2017 è stato l’anno in cui sono stati effettuati tanti più arresti per crimini contro l’ambiente e tante più inchieste sui traffici illeciti di rifiuti che in tutta la storia italiana. Più 139 per cento rispetto al 2016. I numeri: 158 arresti per delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, 614 procedimenti penali avviati, 76 inchieste per traffico organizzato, 177 arresti, 992 trafficanti denunciati, 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati - settore dove si concentra la percentuale più alta di illeciti.

Predilette dai trafficanti per finte operazioni di trattamento e riciclo ci sono i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i materiali plastici, gli scarti metallici, carta e cartone. Più di 6mila le persone denunciate per reati contro la biodiversità e circa 7mila sono state le infrazioni.

Crescono i reati nel settore agroalimentare: 37mila, con 22mila persone denunciate, 2773 sequestri e 196 arresti: ittico, vini e alcolici, cosmesi, ristorazione. Una media di 10 infrazioni al giorno nel ciclo illegale del cemento, sebbene in diminuzione: secondo le stime del Cresme, riportate sul dossier Ecomafia 2018 di Legambiente, in Italia solo nel 2017, sarebbero state costruite circa 17mila nuove case abusive.


Sessanta sacchetti della spesa su cento in circolazione sono fuori legge e 719 sono stati i furti delle opere d’arte (in crescita del 26 per cento) che hanno comportato 1136 denunce, 11 arresti e 851 sequestri effettuati in attività di tutela, con un fatturato incassato stimato proveniente dai furti d’arte oscillerebbe sui 336 milioni di euro.

Continua la lettura su Altrenotizie


Fonte: Altrenotizie

Autore: 
Tania Careddu 
Licenza: Creative Commons (non specificata la versione

Articolo tratto interamente da Altrenotizie.org 



Immagine del giorno

Sicilia - Isole Eolie


Isole Eolie

Photo credit gianni belloni caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


La società...



"La società nella quale voi ci costringete a vivere, e che noi vogliamo distruggere, è tutta costruita sulla violenza. Mendicare la vita per un tozzo di pane è violenza; la miseria, la fame alla quale sono costretti milioni di uomini è violenza; il denaro è violenza; la guerra, e persino la paura di morire, che abbiamo tutti, ogni giorno, a pensarci bene è violenza."

Bartolomeo Vanzetti

Tratto dal film Sacco e Vanzetti (discorso di Bartolomeo Vanzetti in aula)



lunedì 16 luglio 2018

Indovina la parola



Inserirò tre immagini e delle lettere, tocca a voi indovinare la parola giusta.

La soluzione del gioco, verrà lasciata nei commenti.




Lettere:

F-E-A-C-I-P-A-I-M-V-W-C-N-Z-R-O-U-T-E-I


domenica 15 luglio 2018

Citazione del giorno


"La verità non è sempre bella, ma la fame di verità sì."

Nadine Gordimer


venerdì 13 luglio 2018

Consigli utili per fare campeggio


Articolo da WikiHow

Tutti hanno bisogno di una pausa dalla vita di tutti i giorni. Abbracciare la vita all'aria aperta non è solo un'esperienza gratificante, ma è anche priva di qualsiasi pretesa. Assicurati di portare l'attrezzatura giusta per fare in modo che la tua diventi un’avventura organizzata nel miglior modo possibile. Ecco alcuni suggerimenti su come fare campeggio.


Porta gli strumenti di sopravvivenza. Questi utensili ti aiuteranno a gestire al meglio l’area in cui farai campeggio e possono tornare utili in caso di emergenza.
  • Porta torce o lanterne. Per le escursioni a tarda notte o in caso nasca l’esigenza di andare al bagno nelle ore notturne, una fonte di luce portatile è indispensabile. Assicurati di prendere le batterie adatte. 
  • Conserva i fiammiferi in un sacchetto di plastica o porta un accendino o del liquido infiammabile. Le lanterne e le torce elettriche vanno bene per illuminare, ma avrai bisogno anche di accendere un fuoco se il campeggio non dispone di un barbecue o di un sito per cucinare. Ricorda anche di portare i giornali per fare in modo che il fuoco prenda. 
  • Porta una mappa della zona in cui andrai a campeggiare. In caso dovessi perderti e non hai un telefono cellulare, dovrai sapere come muoverti per rientrare al campeggio. Per aiutarti nell'orientamento, prendi anche una bussola; basta allinearla in modo che il bordo colleghi la tua posizione attuale alla destinazione. Segui la freccia mentre è puntata verso la tua destinazione. 
  • Prendi un kit di primo soccorso. Essere in grado di fasciare e disinfettare le ferite in mezzo alla natura è una priorità assoluta. Ricorda il motto dei boy scouts: "Estote parati".

Prendi gli oggetti personali necessari. Anche se hai intenzione di "vivere in maniera primitiva", assicurati di portare con te gli articoli da toeletta e strumenti fondamentali per l’igiene.
  • Fai una confezione con spazzolino da denti, sapone, asciugamani e carta igienica. Anche se il campeggio non offre un bagno pubblico e la doccia, spesso dovrai pettinarti, lavarti e andare in bagno.
  • Porta abbastanza vestiti. Assicurati di vestirti in base al luogo e alle previsioni. Stivali, maglioni, jeans consumati e t-shirt sono più adatti di un bel paio di jeans, scarpe da ginnastica e polo. Se fai campeggio con tempo freddo o piovoso, assicurati di indossare un abbigliamento pesante e impermeabile.
  • Ricordati di portare i farmaci con prescrizione medica e inalatori per l'asma. Se soffri di allergie, porta l’EpiPen (autoiniettore di epinefrina) o i farmaci da banco contro le allergie. Se sei donna, assicurati di portare i prodotti essenziali per la cura femminile.
  • Porta un coltello da tasca. I coltelli sono utili per piccoli ma importanti compiti, come aprire sacchetti di cibo o segnare gli alberi durante le escursioni. Acquista un coltellino svizzero, se vuoi una scelta più affidabile e versatile; i coltellini svizzeri dispongono di strumenti speciali, come l’apribottiglie e le forbici. 
  • Raccogli gli articoli da campeggio in zaini e borse per campeggio di grandi dimensioni. Sono utili per mobilità e più facili da trasportare rispetto alle valige. 
Porta l’attrezzatura da campeggio. Se fai campeggio su suolo pubblico e non intendi fare uso delle strutture locali, assicurati di portare gli articoli casalinghi necessari.
  • Porta, oltre alla tenda, un martello per fissare i picchetti del catino e del telone al suolo. Se hai intenzione di fare campeggio in condizioni atmosferiche piovose, prendi un telo impermeabile per la tenda. 
  • Porta diverse coperte. Anche se campeggi in estate, la notte può scendere il freddo rapidamente. Inoltre puoi sovrapporre le coperte sul pavimento del catino. In questo modo renderai più morbido il pavimento della tenda e più comodo il sonno.
  • Munisciti di sacco a pelo e cuscini. Anche se sono facoltativi, è meglio stare al caldo durante la notte e riposare con la testa su una superficie morbida e imbottita.
  • Se il campeggio non è dotato di panche e tavoli da picnic, porta sedie pieghevoli e tavoli.

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Fonte: WikiHow

Autori: WikiHow

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Articolo tratto interamente da WikiHow


Come un’orma sulla sabbia di Heinrich Heine


Come un’orma sulla sabbia 

Prima di noi sugli stessi albereti
é passato il vento, quando c’era vento,
e le foglie non parlavano
in maniera diversa da oggi.
Passiamo e ci agitiamo invano.

Non facciamo più rumore al mondo
di quanto ne facciano le foglie degli alberi
o i passi del vento.

Tentiamo dunque con costante abbandono
d’offrire il nostro sforzo alla Natura
e di non chiedere più vita
di quella dei verdi alberi.

Inutilmente sembriamo grandi.

Ma eccetto noi, niente al mondo
proclama la nostra grandezza
né ci serve se non la desideriamo.

Se qui, vicino al mare, con tre ondate
la mia orma sulla sabbia il mare cancella,
che farà sull’altra spiaggia
dove il mare è il tempo?

Heinrich Heine


Pollice su e giù della settimana


Thailandia: incubo finito per i 12 ragazzi e il loro allenatore tratto da Chi scrive non muore mai




La mattanza sul lavoro: tre morti in poche ore: Padova, Carrara e Napoli in lutto tratto da Globalist







giovedì 12 luglio 2018

Il documentario Mare Chiuso in streaming gratuito per una settimana

Il documentario Mare Chiuso è visibile in streaming gratuito sulla piattaforma ufficiale ZaLab, per una settimana. Da non perdere!

Link diretto: http://www.zalab.org/ancora-mare-chiuso-il-documentario-in-streaming/

Come attivare il tema scuro in Windows 10


Oggi vi voglio mostrare come attivare la dark mode in Windows 10, con pochi e semplici passaggi.

  • Apriamo le impostazioni di Windows 10 e clicchiamo su la voce personalizzazione.




  • Nella finestra aperta scegliamo colori, scorriamo la pagina fino in fondo e sulla voce scegli la modalità predefinita dell’app, scegliamo scuro.





  • Noterete subito il passaggio delle finestre con il nuovo tema. 




INGV dedica un blog ai vulcani


Articolo da Cittadini di Twitter

Da lunedì è online un nuovo canale di comunicazione dedicato ai vulcani con cui l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e in particolare il suo Dipartimento vulcani, si rivolge al pubblico. Il blog INGVvulcani si affianca così a INGVterremoti e INGVambiente con l’obiettivo di rendere ancora più fruibili e alla portata di tutti i risultati delle attività di ricerca e monitoraggio che INGV svolge da decenni sul territorio nazionale.

Il blog ospiterà aggiornamenti sull’attività e sullo stato dei vulcani in Italia e nel mondo e approfondimenti su aspetti specifici della ricerca vulcanologica e del monitoraggio vulcanico. Saranno inoltre pubblicate notizie sui principali eventi nazionali e internazionali organizzati dall’istituto nonché sui principali progetti scientifici riguardanti le tematiche vulcanologiche. Non mancheranno le curiosità legate al mondo dei vulcani.


Il blog INGVvulcani è pensato per far conoscere il lavoro svolto quotidianamente da tutti coloro che nell’Istituto operano nel campo della ricerca e del monitoraggio dei vulcani e, nello stesso tempo, evidenziare gli aspetti spettacolari dei fenomeni vulcanici. Sarà inoltre affrontato il delicato rapporto tra i vulcani, le loro manifestazioni e l’uomo.

Continua la lettura su Cittadini di Twitter



Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.



Articolo tratto interamente da Cittadini di Twitter


Mine vaganti: recensione del film


Mine vaganti è un film del 2010 diretto da Ferzan Özpetek.

Trama 

Tommaso Cantone, dopo aver lasciato la terra d'origine a causa dell'aria arretrata e bigotta, risiede a Roma da diverso tempo, dove ha avuto modo di crearsi una sua indipendenza e lì vive alla luce del sole la propria omosessualità con il compagno Marco. Dopo parecchio tempo, deciso a rivelare alla propria famiglia il suo orientamento sessuale, ritorna nella sua terra natale, il Salento, dove viene a confrontarsi con i borghesi genitori e una società, appunto, diversa. I Cantone sono una famiglia numerosa e bizzarra, nota a Lecce come proprietaria di un grande pastificio industriale. Tommaso dovrà fronteggiare la soffocante madre Stefania, il severo e duro padre Vincenzo, la sorella Elena che aspira a una vita migliore rispetto a quella di casalinga, e il fratello maggiore Antonio, che il padre vorrebbe venisse affiancato da Tommaso nella gestione del pastificio. Del numeroso clan dei Cantone fanno parte anche l'eccentrica zia Luciana e la nonna, imprigionata nel ricordo di un amore perduto, ma con una sua dolente e comprensiva saggezza.

Tra segreti, liti e colpi di scena, il soggiorno in famiglia di Tommaso si protrarrà più del previsto. Infatti Antonio (che era l'unico in famiglia che sapesse dell'omosessualità del fratello minore Tommaso), rivela alla famiglia la propria omosessualità e viene cacciato di casa dal padre Vincenzo. Toccherà così a Tommaso, rimasto unico "maschio" in famiglia, gestire il pastificio e la nuova linea imprenditoriale; attività che dovrà svolgere insieme ad Alba Brunetti, la figlia del socio del padre, in cui Tommaso troverà una amica e confidente preziosa.

Curiosità sul film

Integralmente girato nel Salento, riconoscibile dalle torri di avvistamento costruite dal sovrano aragonese Carlo V, dalle spiagge di Gallipoli al Pastificio (vero) di Corigliano d'Otranto o dalle zone di piazza Sant'Oronzo e via Paladini di Lecce.

Ha ottenuto 13 candidature ai David di Donatello 2010, vincendo due statuette per i migliori interpreti non protagonisti (Ilaria Occhini ed Ennio Fantastichini), e nello stesso anno ottiene il Premio Speciale della Giuria al Tribeca Film Festival. Ha vinto 5 Nastri d'argento e ha ottenuto una candidatura al Premio del Pubblico Europeo degli European Film Awards.

La mia opinione

Questo film ha ricevuto tantissimo consenso sia da parte della critica, ma soprattutto del pubblico. La famiglia Cantone racchiude tutte le ipocrisie e il bigottismo, di molte famiglie italiane. Ottimo film, da guardare!

Voto: 7,5

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Ogni persona...




"Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un pò di sè e si porta un pò di noi.
Ci sarà chi si è portavo via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano mai per caso."


Jorge Luis Borges

mercoledì 11 luglio 2018

La passione di Camille Claudel


Articolo da BiblioMediaBlog

La vita intensa e sfortunata della scultrice francese Camille Claudel è l’oggetto della bella biografia scritta dalla studiosa Odile Ayral-Clause e pubblicata in traduzione italiana da Castelvecchi.

Questo eccellente lavoro rivela i segreti della complessa arte della scultura e pone l’accento su quanto fosse complicato, per una donna, dedicarsi a tale attività nell’Ottocento.


Sfidare il buon senso – scrive l’autrice – è nella natura stessa della scultura: è un’arte faticosa, sporca e costosa. Per le donne era incomparabilmente più dura, a cominciare da particolari banali quali i capi di abbigliamento consentiti: le artiste che, per ragioni di comodità, avessero voluto vestirsi da uomo dovevano ricevere il permesso dal prefetto della Polizia. Le scultrici si trovavano quindi a portare materiali pesanti e ad arrampicarsi sulle scale con i lunghi abiti che strisciavano sul pavimento e s’impigliavano ovunque.

Camille divideva un atelier a Parigi con altre donne. Il suo talento fu notato dal grande scultore Auguste Rodin, che nel 1885 propose alla ventenne Camille di unirsi al suo atelier. Senza alcuna esitazione, né riguardo per la “decenza” della morale borghese del tempo, la giovane artista entrò così a far parte di un atelier che fino ad allora non aveva avuto che collaboratori maschi. In particolare, Rodin aveva affidato a Camille il compito di modellare con cura le mani e i piedi di molti dei suoi personaggi.

Due i tratti essenziali del carattere di Camille: la fermezza e la determinazione. Non accettava che le si mancasse di rispetto perché era giovane, né che si provasse ad intimidirla perché era donna. Non lasciava che gli altri decidessero per lei e non cambiava idea sotto pressione.

Camille divenne presto l’assistente più stimata da Rodin. Un biografo dell’epoca scrisse: “La consulta su tutto. Qualsiasi decisione debba prendere, la discute prima con lei ed è solo dopo che hanno raggiunto un accordo che lui assume una posizione definitiva”.


Il giornalista Morhardt, che ebbe spesso occasione di ammirare la passione ei Camille al lavoro, ne traccia un ritratto affascinante:

“Resta seduta sulla sua sediolina in silenzio, con aria diligente. Le interminabili chiacchiere degli oziosi la sfiorano appena. Concentrata esclusivamente sul suo compito, impasta l’argilla e modella il piede o la mano di una statuetta che ha davanti. Ogni tanto solleva la testa. Guarda il visitatore con i suoi grandi occhi chiari, accesi di curiosità e, oserei dire, di ostinazione. Poi riprende subito il lavoro che ha interrotto”.

Si è molto parlato del cosiddetto sfruttamento, da parte di Rodin, del lavoro di Camille, dal momento che, mentre lei era al suo servizio, lui terminò e firmò parecchie sue opere. Ma l’apprendistato in un atelier del XIX secolo era basato su una serie di reciproche concessioni: l’assistente imparava sotto la direzione del maestro e lavorava per lui. Tutto quello che realizzava nell’atelier apparteneva al maestro. Per questo a volte è difficile stabilire chi sia il vero autore di un’opera. Nel caso di Camille, la relazione amorosa che i due allacciarono e l’influenza che cominciarono presto a esercitare l’uno sull’altra complicarono ulteriormente la situazione. La famiglia di Camille, che temeva lo scandalo, non perdonò mai Camille per la sua relazione con Rodin. Il loro rapporto fu comunque burrascoso.

Con il passare del tempo la creatività esuberante di Camille dovette scontrarsi con i pregiudizi dell’epoca. Camille desiderava ardentemente realizzare sculture in marmo di grandi dimensioni, ma ogni volta che si rivolgeva allo Stato per ottenere una commissione riceveva risposta negativa. Quando cercò di ottenere una commessa per una versione in marmo del gruppo La Valse, una scultura di grande sensualità che rappresentava una coppia che ballava il valzer completamente nuda, l’imbarazzo fu grande. Scegliendo di rappresentare simbolicamente l’ebbrezza sessuale, Camille varcò una soglia proibita alle donne e la sua scultura fu considerata inaccettabile. La commissione promessa non si concretizzò e la versione in marmo non fu mai realizzata.

Rodin presentò Camille a tutti quelli che avrebbero potuto aiutarla nella sua carriera.


I critici la guardavano come una sorgente continua di meraviglia: “La signorina Camille Claudel ci consegna delle opere che superano, per la capacità inventiva e la potenza dell’esecuzione, tutto quello che ci si può aspettare da una donna”. E ancora, un altro critico definì Camille “il solo genio femminile nella sua arte”.

Alla lunga, Camille cominciò ad essere stanca di sentirsi dire che era una donna, che era l’allieva di Rodin e che le sue sculture avevano lo stile di Rodin. Mentre la fama di Rodin spiccava il volo, la sua restava ancorata al nome del grande scultore. Camille comprese che per essere trattata da artista a tutto tondo doveva allontanarsi da Rodin. Eppure Rodin non condivideva i pregiudizi sessisti del tempo e l’aveva costantemente appoggiata.

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Fonte: 
BiblioMediaBlog 


Autore: redazione 
BiblioMediaBlog 

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Articolo tratto interamente da 
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Cala della Pergola (Vieste)

Cala della Pergola (Vieste) from cirovideo1 on Vimeo.



Photo e video credit cirovideo1 caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

Gran Sasso timelapse

Gran Sasso, the sleeping giant i-Timelapse from Giovanni Lattanzi on Vimeo.

Photo e video credit Giovanni Lattanzi caricato su Vimeo - licenza:Creative Commons


Mentre andavo di Johann Wolfgang Goethe



Mentre andavo

Andavo per i campi
così, per conto mio,
e non cercare niente
era quello che volevo.

E lì c'era un fiorellino,
subito lì, vicino,
che nella vita mai
ne vidi uno più bello.

Volevo coglierlo,
ma il fiore mi disse:
possiedo radici,
e sono ben nascoste.

Giù nel profondo
sono interrato;
per questo i miei fiori
son belli tondi.

Non so amoreggiare,
non so adulare;
non cogliermi devi,
ma trapiantare.

Johann Wolfgang Goethe

Vi ricordo l'iniziativa: gli angoli


Voglio ricordare l'iniziativa: gli angoli




martedì 10 luglio 2018

La mappa dell'intolleranza


Invito tutti a leggere questo reportage!

Testo estratto dal canale ufficiale su YouTube:

Più di 6 milioni di tweet estratti, 10 mesi di lavoro, 4 università coinvolte. Sono i numeri della terza edizione de "La Mappa dell'Intolleranza", il progetto, voluto da Vox, che insieme alle università Statale e Cattolica di Milano, Bari e Roma ha mappato i tweet contro donne, omosessuali, disabili, immigrati, ebrei e musulmani, per fotografare un'Italia intollerante verso le minoranze e le diversità.

Per maggiori informazioni:

www.voxdiritti.it

Video credit vox diritti caricato su YouTube


Tutto è diventato business



"Tutto è diventato business, ogni cosa deve funzionare ed essere utilizzabile. Non esiste un sentimento di identità, esiste un vuoto interiore. non si hanno convinzioni, né scopi autentici. Il carattere mercantile è l'essere umano completamente alienato, privo di qualunque altro interesse che non sia quello di manipolare e funzionare. È proprio questo il tipo di umano conforme ai bisogni sociali. Si può dire che la maggior parte degli uomini diventano come la società desidera che essi siano per avere successo. La società fabbrica tipi umani così come fabbrica tipi di scarpe o di vestiti o di automobili: merci di cui esiste una domanda. E già da bambino l'uomo impara quale sia il tipo più richiesto."

Erich Fromm

Tratto da | L'arte di vivere di Erich Fromm

Ultim'ora: Thailandia, tutti salvi!


Si è concluso con un bel lieto fine, l'operazione di salvataggio dei 12 giovani calciatori thailandesi e del loro allenatore,  rimasti intrappolati per ben 17 giorni nella grotte di Tham Luang. 

Finalmente l'odissea è finita, nel migliore dei modi.


10 luglio 1976 – Un incidente nello stabilimento della ICMESA di Meda, al confine con Seveso, causa la diffusione nell'ambiente di una quantità di diossina



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Disastro di Seveso è il nome con cui si ricorda l'incidente, avvenuto il 10 luglio 1976 nell'azienda ICMESA di Meda, che causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube della diossina TCDD, una sostanza chimica fra le più tossiche. Il veleno investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza, particolarmente quello di Seveso.

Il disastro ebbe notevole risonanza pubblica e a livello europeo portò alla creazione della direttiva 82/501/CEE nota anche come direttiva Seveso. Fu la prima volta che la diossina uscì da una fabbrica e andò a colpire la popolazione e l'ambiente circostante. Secondo una classifica del 2010 della rivista Time l'incidente è all'ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia. Il sito americano CBS ha inserito il disastro tra le 12 peggiori catastrofi ambientali di sempre.

 Verso le 12:28 di sabato 10 luglio 1976, nello stabilimento della società ICMESA sito nel territorio del comune di Meda, al confine con quello di Seveso, il sistema di controllo di un reattore chimico destinato alla produzione di triclorofenolo, un componente di diversi diserbanti, andò in avaria e la temperatura salì oltre i limiti previsti. La causa prima fu probabilmente l'arresto volontario della lavorazione senza che fosse azionato il raffreddamento della massa, e quindi senza contrastare l'esotermicità della reazione, aggravato dal fatto che nel processo di produzione l'acidificazione del prodotto veniva fatta dopo la distillazione, e non prima.

L'esplosione del reattore venne evitata dall'apertura delle valvole di sicurezza, ma l'alta temperatura raggiunta aveva causato una modifica della reazione che comportò una massiccia formazione di 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), sostanza comunemente nota come diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche. La TCDD fuoriuscì nell'aria in quantità non definita e venne trasportata dal vento verso sud-est. Si formò quindi una nube tossica, che colpì i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio. Il comune maggiormente colpito fu Seveso, in quanto situato immediatamente a sud della fabbrica.

Le prime avvisaglie furono un odore acre e infiammazioni agli occhi. Solo dopo sette giorni la notizia apparve sui giornali. Il territorio di Seveso a ridosso dell'ICMESA fu suddiviso in tre zone a decrescente livello di contaminazione sulla base delle concentrazioni di TCDD nel suolo: zona A (suddivisa in 7 sotto- zone), B, e R. Le abitazioni comprese nella zona A, la più colpita, furono demolite nelle sotto-zone A1-A5. Non vi furono morti, ma 676 sfollati tra il 26 luglio e il 2 agosto, che vennero provvisoriamente collocati in due hotel nel milanese, uno a Bruzzano e uno ad Assago. La maggior parte di loro sarebbero rientrati nelle loro case bonificate tra ottobre e dicembre 1977, mentre 41 famiglie non poterono tornare perché le loro case vennero distrutte. Sarebbero state ricostruite negli anni seguenti. Inoltre circa 240 persone vennero colpite da cloracne, una dermatosi provocata dall'esposizione al cloro e ai suoi derivati, che crea lesioni e cisti sebacee.

Quanto agli effetti sulla salute generale, essi sono ancora oggi oggetto di studi. I vegetali investiti dalla nube si disseccarono e morirono a causa dell'alto potere diserbante della diossina, mentre migliaia di animali contaminati dovettero essere abbattuti. La popolazione dei comuni colpiti venne però informata della gravità dell'evento solamente otto giorni dopo la fuoriuscita della nube. Nell'area più inquinata (Zona A), il terreno fu depositato in vasche. Fu apportato un nuovo terreno proveniente da zone non inquinate ed effettuato un rimboschimento, che ha dato origine al Parco naturale Bosco delle Querce.

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