sabato 21 aprile 2018

Lutto nel mondo della musica: scomparso a soli 28 anni il dj svedese Avicii

Avicii @ London tentparty


Articolo da La Stampa

Musica in lutto. Il produttore e dj dell’elettronica svedese Avicii, 28 anni, è stato trovato morto a Muscat, in Oman. All’anagrafe Tim Bergling, è stato un pioniere della Edm (Electronic Dance Movement). Ha vinto due MTV Music Awards, un Billboard Music Award e conquistato due nomination ai Grammy. Ha collaborato con artisti del calibro di Madonna e dei Coldplay. Un mese fa Netflix aveva rilasciato il documentario intitolato «Avicii: True Stories», incentrato sul ritiro dai tour. Il suo successo più grande è stato «Le7els». La sua morte arriva a pochi giorni dalla sua nomination ai Billboard Music Award per il suo EP Avicii (01), pubblicato lo scorso agosto.

I maggiori successi  

Nato a Stoccolma l’8 settembre 1989, Avicii era venuto alla ribalta nel 2011 con Levels poi nel 2013 la definitiva consacrazione con due canzoni electro di successo come Wake Me Up (singolo più ascoltato su Spotify attualmente) e Hey Brother. Poi altri successi nel 2015 come Waiting For Love, For a Better Day e nel 2017 Lonely Together con Rita Ora.

La musica era entrata nella sua vita da adolescente: a 16 anni le prime produzioni, a 18 il primo tour. «Quando mi guardo indietro penso: wow, ho fatto io tutto questo? È stato il momento migliore della mia vita, ma con un prezzo - molto stress e molta ansia per me -: è stato il miglior viaggio della mia vita», aveva dichiarato tempo fa in un’intervista.

Il comunicato del suo manager

La morte del dj è stata confermata dalla manager di Avicii, Diana Baron, che in un breve comunicato ha scritto: «È con profondo dolore che annunciamo la scomparsa di Tim Bergling, anche conosciuto come Avicii. Il suo corpo è stato trovato senza vita a Muscat, in Oman, questo venerdì pomeriggio, 20 aprile. La famiglia è devastata dal dolore e vi chiediamo di rispettare il suo bisogno di privacy in questo momento così difficile. Non verranno forniti ulteriori comunicati».

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Fonte: La Stampa

Autore: L
orenzo Pastuglia


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Articolo tratto interamente da 
La Stampa


Photo credit Shawn Tron (Avicii @ London tentparty) [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons


venerdì 20 aprile 2018

Consigli per l'Earth Day (Giornata della Terra)



Articolo da TuttoGreen

Vi diamo tutti i nostri consigli per la giornata della terra, manifestazione nata nel 1970 e diventata negli anni un appuntamento che vede coinvolti sempre più cittadini e associazioni. Ogni anno si celebra il 22 aprile con un ricco calendario di eventi e iniziative.

La Giornata Mondiale della Terra (in inglese Earth Day) è un appuntamento che si ripete da diversi anni per celebrare il nostro Pianeta e riflettere sulle sue sorti. Viene celebrata ogni 22 aprile, ad un mese e due giorni dall’equinozio di primavera.

Vede il coinvolgimento di 193 Paesi delle Nazioni Unite con la partecipazione di un miliardo di cittadini attraverso numerosissime organizzazioni.

Questa manifestazione è diventata così il più grande evento ambientale in cui i cittadini si uniscono per celebrare e tutelare la Terra. Rappresenta uno strumento di richiamo per tutte le culture e generazioni alla salvaguardia delle risorse naturali.

Le origini


L’Earth Day nasce il 22 aprile del 1970 a partire da un movimento universitario. In realtà, della celebrazione di questa giornata si discuteva già dl 1962. In quel periodo si protestava contro la guerra in Vietnam e un grande impulso sulla nascita dell’Earth Day si ebbe grazie a John McConnell, attivista per la pace ed ecologista.

Un grande contribuito provenne dal senatore statunitense Gaylord Nelson, che riuscì a coinvolgere in un momento di discussione e riflessione sulle tematiche ambientali anche noti esponenti politici, come Robert Kennedy. Quest’ultimo un anno dopo tenne una serie di conferenze sulle questioni ambientali attraversando 11 Paesi.

Il disastro ambientale del 1969


Un punto di svolta nella decisione di stabilire un giorno dedicato alla Terra arrivò a seguito del disastro ambientale del 1969 causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil, al largo di Santa Barbara, in California. Si prendeva definitivamente coscienza dei rischi dello sviluppo industriale legato al petrolio, che aveva in quel caso provocato lo sterminio di migliaia di uccelli, delfini e leoni marini.

Per il senatore Nelson divenne un momento decisivo per accendere i riflettori sulla tutela ambientale coinvolgendo il mondo politico e l’opinione pubblica. Veniva asserito il diritto di ogni cittadino a vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.

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Fonte: TuttoGreen

Autore: 
Elle

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Articolo tratto interamente da TuttoGreen



Basta plastica usa-e-getta



Video credit GreenpeaceItaly caricato su YouTube


Proverbio del giorno


L’umiltà conduce alla grandezza.


Pollice su e giù della settimana


Affetto da un tumore "inoperabile", viene salvato negli Usa grazie a una colletta degli amici del Paese tratto da Tiscali






Bullismo e prepotenza contro gli insegnanti, altri video tratto da Orizzonte scuola







giovedì 19 aprile 2018

La guerra che verrà



"La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente faceva la fame.
Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente."



Bertolt Brecht



mercoledì 18 aprile 2018

La storia di Tina Merlin: partigiana, scrittrice e giornalista coraggiosa



Articolo da Enciclopedia delle donne

Chi legga La casa sulla Marteniga, l’autobiografia di Clementina (Tina) Merlin, pubblicata postuma nel 1993 e si addentri nella piccola proprietà di Santa Tecla «a metà di una larga vallata nel mezzo di un anfiteatro di colline e montagne»[1] sa che quel mondo è cambiato. La guerra ha portato miseria e lutti, orrori per una bambina, più tardi adolescente, difficilmente dimenticabili. Nata a Trichiana, provincia di Belluno, nel 1926, da Cesare, muratore ed emigrante, e Rosa Dal Magro, contadina, Tina Merlin è la più giovane di otto fratelli. È una bambina sveglia e nel pomeriggio oltre che andare a servizio a casa delle famiglie benestanti del paese, svolge alcuni lavori nei campi. «Per “lavorare” s’intendeva tutto ciò che non riguardava l’interno della casa: il bucato, le pulizie, i pasti.

Queste erano occupazioni normali per le donne, “Lavorare” era il resto: pascolare la mucca, barellare il letame dalla concimaia al campo, rastrellare il fieno, zappare, vendemmiare e pestare con i piedi nudi l’uva nei tini»[2]. Ha soltanto dodici anni quando si trasferisce a Milano con la sorella Ida, che già conosce quella realtà, per lavorare come domestica e bambinaia. «Da piccola ho molto desiderato essere un maschio per venire maggiormente considerata dai miei genitori e dalla gente. Rimuginavo spesso tra me, su queste differenze che ci attribuivano costringendoci a farci sentire, noi ragazze, inferiori ai fratelli»[3]. Non ci sono soltanto le ingiustizie e le umiliazioni da parte dei padroni, a Milano cominciano i bombardamenti. E le morti non sono solo tra i soldati. Così Tina fa ritorno a casa.

Quando nell’autunno del 1943 le truppe tedesche occuparono la provincia, Tina Merlin aveva diciassette anni. Le ragioni che la portarono a entrare nella Resistenza furono diverse: l’istintiva coscienza di classe, ad esempio, e, naturalmente, una serie di richiami a principi cristiani con cui è cresciuta come l’aspirazione alla pace, al lavoro, alla giustizia e a una maggiore dignità nello Stato.

Nel luglio del 1944 segue l’esempio del fratello Toni, che dopo l’8 settembre organizza la resistenza insieme ad altri giovani del paese. Come l’amica Wilma, Tina Merlin è staffetta partigiana nella brigata 7° Alpini e consumerà la propria bicicletta girando da un avamposto all’altro. È subito dopo la guerra di liberazione che Tina (chiamata Joe nella clandestinità) scopre l’amore con il compagno partigiano Aldo Sirena (Nerone) che sposa nel 1949 e dal quale avrà un figlio, Toni, nel 1951.

Negli stessi anni comincia l’attività giornalistica, a dispetto della madre, dopo aver vinto il secondo premio ad un concorso indetto da «l’Unità». Tanto ama scrivere che esordisce nel 1957 anche come scrittrice traducendo l’esperienza resistenziale in Menica. Negli anni ’60 la sua penna giornalistica si lega indissolubilmente alla tragedia del Vajont. Per i suoi articoli di denuncia della situazione pericolosa connessa all’avanzare dei lavori di costruzione della diga già nel 1959 viene processata e poi assolta dal Tribunale di Milano per «diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico».

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Fonte: Enciclopedia delle donne

Autore: 
Anna Minazzato

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Articolo tratto interamente da 
Enciclopedia delle donne 


Il prato di Antonia Pozzi


Il prato

Tutto il prato è un traforo
di luci a cento a cento!
Son ranuncoli d'oro,
son viburni d'argento:
son corimbi sospesi
sul velluto dell'erba:
son gli occhietti accesi
dell'estate superba.
E così sembra il prato,
trapunto di colori,
un cielo costellato
che ha per stelle i fiori.

Antonia Pozzi


Citazione del giorno


"Ci sarà sempre una penna per scrivere il futuro, ma non ci sarà mai una gomma per cancellare il passato."

Albert Einstein 


A Bologna torna Pratello R’esiste


Articolo da Zero

Come da tradizione torna anche quest’anno il 25 aprile resistente del Pratello, una delle feste più attese dell’anno che quest’anno prova ad arginare il baccano lamentato dai residenti spostando poi la festa nel Parco del Cavaticcio dalle h 19 in poi.

Ecco il programma completo, tra cori, banchetti, concerti (ci sono anche gli Statuto), tornei, mostre e tanto altro.


Per cominciare
10.30 angolo “Roberto Mastai” (incrocio Pietralata-Pratello)
Posa della corona ai Caduti del Pratello.
11.00 Piazza San Rocco
Coro R’Esistente, canti popolari e partigiani
12.30 Porta Saragozza – Giardini di Villa Cassarini
Omaggio alle vittime omosessuali del nazifascismo
con il Coro R’Esistente
13.00 Centro Sociale La Pace – via del Pratello, 53
Pranzo della sporta con il Coro R’Esistente

musica, reading e…

PALCO PRINCIPALE di Piazza San Rocco

13.55 Inizio e presentazione giornata (ANPI Pratello)
14.00 Gruppi contest Perchè no #maipiùfascismi
14.45 Jack Cantina
15.30 SUZ
16.15 Mamaragoo
17.00 Balotta Continua
18.00 Statuto

PALCO di Piazzetta San Francesco
a cura di Barricata71 con la cornice radiofonica di Radio Pratello
14.00 Apertura con Radio Pratello
14.45 Francesco Guarino + Paradoz y Los Mojitos
15.30 Gin Gerani
16.15 Mariachi Dolls
17.00 Tizio Bononcini
17.45 Brigada
18.30 Janela nel vuoto

PUNTO MUSICA MACONDO via del Pratello 22/c
Mirko BigBon & River of Gennargentu
Hill Country Blues
Federico Doria
Soul Soup
LSA – Laboratorio Sociale Afrobeat
Mr No Money

PUNTO MUSICA PIRATELLO via del Pratello 25
Hip-hop dalla piazza dei colori
Cinzia Russo
Acusticazzi

PUNTO MUSICA BUKOWSKI via del Pratello 81/a
I carrelli elevatori & frendzs
Il teatrino di Basta: parole e canzoni
con Gian Marco Basta, Claudio Giovannini. Ospite Salvo Giordano

PUNTO MUSICA VIA PIETRALATA
a cura di Dobrinski Prodishi, etichetta musicale indipendente
Mr No Money Blues Band
Oliva live project
Alessandro Baro
Dobrinski Liberation set
Jack Cantina

PUNTO MUSICA VIA SANTA CROCE
Idea Fissa
Terza Classe
The bistocks
Rezzo + Maria Devigili

CENTRO SOCIALE LA PACE via del Pratello 53
11.00 Lezione aperta di Social Qi Gong a cura della Social Street
15.30 Intitolazione della sezione Anpi Pratello a Giancarlo Grazia.
Presentazione del volume Giancarlo Grazia. Il partigiano Fritz, a cura di Valerio Frabetti, Editrice Socialmente.
Saranno presenti Luca Alessandrini (Ist. Parri), Valerio Frabetti (Anpi Saragozza), Simona Salustri (Anpi Prov.le), Laura Arbizzani e Antonella Grazia
17.00 Conclusione del progetto “Perché No #maipiùfascismi”: proiezione della video inchiesta “Sei fascista o antifascista?” realizzata dai Perché No del Liceo Gaetano Arcangeli e dello slide show “Neofascismi” realizzato dai Perché No del Liceo Laura Bassi. A seguire: merenda resistente

Spazi r’esistenti

SPAZIO MOSTRE via Pietralata 45
Bologna HA memoria. Bologna è antifascista
• Mostra dell’archivio storico Bologna città medaglia d’oro della Resistenza
• Mappa delle aggressioni fasciste a cura di ecn.org/antifa
• Mappa delle organizzazioni fasciste in regione a cura di Bologna Antifascista
Via Pietralata 47
• Nell’antro della sibilla. Performance di Lucia Giaquinto
SENAPE VIVAIO URBANO, via Santa Croce 10
R’Esistenze Trans
Presentazione “L’aurora delle trans cattive” di e con Porpora Marcasciano

LOFT KINODROMO, via San Rocco 16
Apertura speciale dalle ore 11 alle ore 23, ingresso senza tessera: bar, musica, video e giochi

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Fonte: Zero

Autore: redazione Zero

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Articolo tratto interamente da Zero.eu

Photo credit Pratello R'esiste


18 aprile 1948 – In Italia, si tengono le prime elezioni politiche per il Parlamento repubblicano




Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le elezioni politiche italiane del 1948 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 18 aprile 1948.

La Democrazia Cristiana si aggiudicò la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica. Questo straordinario successo rese il partito guidato da Alcide De Gasperi il punto di riferimento per l'elettorato anticomunista e il principale partito italiano per quasi cinquant'anni fino al suo scioglimento nel 1994.

Netta fu la sconfitta del Fronte Democratico Popolare, lista che comprendeva sia il Partito Comunista Italiano che il Partito Socialista Italiano. Con circa il 30% dei voti il fronte della sinistra fu fortemente ridimensionato rispetto alle precedenti elezioni. Su questo dato influì pesantemente la scissione socialdemocratica avvenuta un anno prima e guidata da Giuseppe Saragat. Sull'altro fronte la destra, ancora divisa tra liberali, monarchici e i neonati missini, ottenne risultati mediocri perdendo consensi rispetto alle precedenti elezioni.

Le elezioni politiche del 1948 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale.
Difatti secondo la suddetta legge, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati. L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro candidati.

I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti. Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art.57).

Ogni Regione era suddivisa in tanti collegi uninominali quanti erano i seggi ad essa assegnati. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hont delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

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martedì 17 aprile 2018

Indovina la parola



Ogni tanto un po' di relax non guasta, parte oggi un nuovo gioco su questo blog. Inserirò tre immagini e delle lettere, tocca a voi indovinare la parola giusta.

La soluzione del gioco, verrà lasciata nei commenti.






Lettere:

M-Z-R-A-R-H-E-I-T-T-F-G-A-B-V-N-N-P-Z-I


Vuoi condividere un tuo articolo in questo blog? Ecco come fare







"Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee."

George Bernard Shaw




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lunedì 16 aprile 2018

La vita



"Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili.
Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso.
Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità.
Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.
Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte!
Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso.
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e … ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere) … ma sono sopravvissuto! E vivo ancora!
E la vita, non mi stanca … E anche tu non dovrai stancartene.
Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa!
La Vita è troppo bella, per essere insignificante!"


Charlie Chaplin


Questa è Atene

This is Athens from Beyond OC on Vimeo.

Photo e video credit Beyond OC caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Toscana in 4K

Amazing Tuscany [4K] from harinarayan rajeev on Vimeo.

Photo e video credit harinarayan rajeev caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Proverbio del giorno


Prendi tempo per riflettere: è la sorgente della forza.


sabato 14 aprile 2018

No alle guerre!





Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.


Gianni Rodari

Io sono contro la guerra e tu?


Usa, Gb e Francia attaccano la Siria nella notte



Articolo da Radio Onda d’Urto

E’ arrivato nel cuore della notte l’attacco minacciato nei giorni scorsi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in . Gli riportano di un’azione mirata contro il presunto arsenale di del regime di . In azione, nello stesso momento in cui Trump annunciava la decisione alla nazione, mezzi aerei e navali di Stati Uniti, e , con l’appoggio della Nato. Non si ha notizia al momento di vittime tra i civili. Un’azione congiunta contro “barbarie e brutalità”, l’ha definita Trump, dopo l’attacco chimico definito “il crimine di un mostro”. Gli fanno eco gli alleati europei tra i quali la premier inglese Theresa May che precisa: “non puntiamo a rovesciare il regime di Assad, ma a farlo desistere dall’uso di armi chimiche”. Dagli Stati Uniti fanno sapere che “non è finita” con l’attacco di stanotte. Dura la reazione di Mosca che ha fatto sapere come “l’attacco non resterà senza conseguenze”. Il regime di invece ha fatto sapere che un terzo dei missili sarebbe stato abbattuto dalla contraerea.

Per quanto riguarda l’Italia il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri degli Esteri e della Difesa e con i vertici militari. Nella propria dichiarazione a Palazzo Chigi Gentiloni ha ricordato che l’Italia non ha partecipato all’intervento militare, ma non ha mancato di giustificarlo dicendo che è stato motivato dall’utilizzo di armi chimiche. Ha poi aggiunto che gli attacchi non sono partiti da nessuna delle basi statunitensi che si trovano in Italia.

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Intervento audio su Radio Onda d’Urto 


Fonte: Radio Onda d’Urto 

Autore: redazione Radio Onda d’Urto

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da Radio Onda d’Urto 

Photo credit pennabiancalive caricata su YouReporter


venerdì 13 aprile 2018

Francia: continuano gli scioperi

Assemblée Générale Université Paris VIII bloquée, 11 avril 2018

Articolo da Effimera

La primavera 2018, in Francia, si è aperta con una nuova sequenza di mobilitazione sociale potenzialmente decisiva per il numero di settori sociali interessati, per la posizione strategica che alcuni di questi occupano nelle catene del valore e per le poste in gioco che essa pone a livello continentale a fronte dell’attuale configurazione dei rapporti di forza europei. Dopo le prime grandi manifestazioni di massa dei ferrovieri e l’intensificazione delle dinamiche di resistenza sindacale, altri settori sociali e lavorativi hanno raggiunto la mobilitazione. Contemporaneamente, le principali università del paese si sono mobilitate contro la nuova legge approvata a marzo (la Loi ORE) che restringe l’accesso all’università sulla base di una logica fortemente “meritocratica”. Attualmente si registrano atenei bloccati e occupati in un tutto il paese, con l’imposizione dello slittamento o del voto politico per gli esami previsti nel semestre primaverile. Solo nella giornata di oggi (giovedì 12 aprile) quasi tutte le università parigine si trovano in stato di intensa agitazione, mentre l’occupazione della sede storica della Sorbona – dichiarata in seguito al divieto di tenere nella corte un’assemblea interfacoltà – viene sgomberata con la forza dai CRS. Mentre scriviamo, migliaia di persone si sono radunate per difendere la Comune Libera di Tolbiac, occupata da due settimane, vero e proprio bastione della mobilitazione universitaria. Da qualche giorno sono inoltre in corso le operazioni militari di sgombero della ZAD di Notre-Dame-des-Landes, una vendetta programmata dal governo a seguito della vittoria di una lotta che in questi anni, mentre respingeva il progetto di una grande opera devastatrice di un territorio, ha sperimentato e consolidato un nuovo modo di vivere insieme.

Con questo testo vogliamo proporre qualche pista di analisi sul quadro generale della situazione.

Congiuntura attuale

Alla sconfitta della lotta contro la Loi Travail dell’estate 2016 non ha fatto seguito il tradizionale “riflusso” del movimento. Il consolidamento dei nodi e delle forme di auto-organizzazione sociale non si è mai del tutto esaurito. Nel mentre, le centrali sindacali francesi hanno continuato a perseguire una strategia improntata alla difesa delle garanzie e dei diritti sociali ancora esistenti La mobilitazione dello scorso autunno contro la seconda Loi Travail promossa attraverso le ordonnances dal governo Macron ha fatto emergere una serie di limiti interni alla strategia sindacale e di movimento. Da un lato, una certa incertezza tattica, in particolare di fronte al tentativo di canalizzare quel ciclo di lotte all’interno del progetto politico diretto da Melénchon. Dall’altro, le difficoltà nelle dinamiche di conflitto espresse dal cortège de tête, all’interno del quale una certa ritualizzazione dello scontro sembra aver prevalso rispetto all’efficacia dello scontro stesso, in particolare a seguito della parziale riconfigurazione del dispositivo repressivo poliziesco.

In questo quadro, il governo ha pensato di avere le mani completamente libere: dopo le ordonnances, le aggressioni si sono moltiplicate senza sosta assumendo la forma di una vera e propria offensiva generale. La Loi Travail 1 (approfondendo la precarietà del lavoro e concentrando gli attacchi contro i sindacati e il salario diretto) e la Loi Travail 2 (smantellando i diritti sociali ed estendendo l’attacco al salario indiretto) hanno così preparato il terreno a una vasta serie di operazioni mirate, che si iscrivono complessivamente nella logica neoliberale: vasto piano di liberalizzazione e di privatizzazione del settore pubblico, riforma del BAC (maturità) e dell’accesso all’università,  legge sull’immigrazione e sul diritto di asilo, inasprimento dei controlli sui sussidi di disoccupazione, ricalcolo delle pensioni, riduzione degli APL (contributi pubblici per gli affitti).

Un programma che nasce dalle aspirazioni di Macron alla leadership europea, e che allo stesso tempo soddisfa le aspettative e le compatibilità della governance neoliberale. La Francia è infatti “in ritardo” rispetto a molti suoi vicini in termini di liberalizzazione del mercato del lavoro e di riduzione delle garanzie sociali. Sconfiggere i ferrovieri, uno degli ultimi residui del movimento operaio tradizionale, e i residui di welfare ereditati dallo Stato keynesiano consentirebbe effettivamente a Macron: 1) di affermare la sua esperienza di governo come nuovo un modello politico su sala europea; 2) di accelerare la destrutturazione delle organizzazioni sindacali in settori ancora relativamente protetti.

La battaglia di Macron contro i ferrovieri sembra in questo senso un vero e proprio all-in, che non può che ricordare i conflitti degli anni Ottanta tra l’amministrazione Reagan e i piloti aerei o quelli tra la Thatcher e i minatori. La partita che si sta giocando intorno allo statuto degli cheminots (ferrovieri) e più in generale intorno al futuro della SNCF (la società di trasporto pubblico ferroviario francese) è in questo senso uno vero e proprio spartiacque: il risultato, qualunque esso sia, comporterà un cambiamento importante dei rapporti di forza su scala europea; la sconfitta di queste lotte è decisiva per la tenuta del progetto neoliberale, mentre la vittoria del movimento potrebbe porre le basi per un nuovo ciclo di mobilitazione continentale.

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Fonte: Effimera


Autore: 
Plateforme d’Enquêtes Militantes

Licenza: Copyleft 

Articolo tratto interamente da 
Effimera


Photo credit Mohatatou [CC BY-SA 4.0], from Wikimedia Commons


Anche l'Ocse invoca la patrimoniale per l'Italia

Troppe disuguaglianze in Italia, anche l'Ocse consiglia una patrimoniale.

Link diretto: http://www.rassegna.it/articoli/patrimoniale-adesso-a-chiederla-e-locse

 

Pollice su e giù della settimana


Capelli: scoperto il meccanismo che ne regola il ciclo di vita e la vitalità tratto da GreenMe.it





Siria, sale la tensione tra Stati Uniti e Russia tratto da Wired








giovedì 12 aprile 2018

Fermiamo le guerre in Medio Oriente!



Comunicato da Arci
Conferenza Stampa
Roma, venerdì 13 aprile, ore 12.00

Piazza Santi Apostoli (angolo via IV Novembre) 

Da troppo tempo si muore in Siria, in Palestina, in Libia, in Egitto, in Iraq, nello Yemen, nella regione a maggioranza curda… il Medio Oriente ed il Mediterraneo si stanno trasformando in un immenso campo di battaglia.  Ora il rischio della deflagrazione di un conflitto che coinvolga le super potenze mondiali è reale. Le conseguenze possono essere tragiche ed inimmaginabili.

Milioni di persone, in tutto il mondo, di tutte le culture e religioni, stanno dicendo: “Basta guerre, basta morti, basta sofferenze”. E noi con loro.

Guerre producono guerre, le cui vittime sono le popolazioni civili, oppresse e private dei propri diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita.

Vanno fermate le armi, bloccate le vendite a chi è in guerra. Ora, subito. Va fatto rispettare il diritto internazionale: è la sola condizione per proteggere la popolazione civile, fermare l'oppressione e l'occupazione, attivare la mediazione tra le parti in conflitto.

Non si può più attendere e rinviare decisioni e responsabilità. Il limite è superato da tempo. Ora, subito, bisogna aiutare le vittime, curare i feriti, soccorrere chi fugge dall'orrore. Poi bisognerà punire i responsabili, riconoscere alle popolazioni i loro diritti e sostenerle nel percorso democratico, civile, di liberazione.

Noi ci rivolgiamo all'Unione Europea che deve prendere un'azione politica forte di pacificazione coerente con principi e valori fissati nel Trattato, nella Carta Europea dei Diritti Umani, negli Accordi e nelle Convenzioni internazionali. L'Unione Europea faccia da mediazione e riporti al dialogo gli Stati Uniti e la Russia.

Chiediamo al nostro paese di essere protagonista di pace, di mettere in atto il “ripudio della guerra” non concedendo le basi per operazioni militari e di avviare una politica di pace nel Mediterraneo.


Nessuno deve sentirsi impotente. Questo è il momento per tutti di agire per la riconciliazione. Noi faremo la nostra parte, con le campagne per il disarmo, con gli interventi civili di pace, con la diplomazia dal basso, con il sostegno a chi opera per la pace anche dentro ai conflitti, per dare voce a chi crede ancora nella fratellanza e nella nonviolenza. Ora, subito.

Compongono la Rete della Pace:

ACLI, AGESCI, Accademia apuna della pace, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna rossa palestinese, ANSPS, AOI - associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Ara pacis iniziative, Archivio disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Verona, ARCS, Arci servizio civile, Associazione Perugia Palestina, Associazione per la pace, Associazione per la pace di Modena, AssopacePalestina, AUSER, CGIL, CGIL Verona, CNCA,  CTA – centro turistico acli PG, Comunità araba siriana in Umbria, Coordinamento comunità palestinesi, Coordinamento comasco per la pace, Coordinamento pace in comune Milano, - Encuentrarte, FIOM Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione culturale responsabilità etica,  IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti dei popoli, Legambiente,  Link2007 cooperazione in rete, Link – coordinamento universitario, Lunaria, MIR, Movimento europeo, Movimento Nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Per il mondo, Peacewaves, Piattaforma ong MO, Restiamo umani con Vik Venezia, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Rete della pace umbra, Tavola della pace valle Brembana, Tavola pace val di Cecina, Tavola sarda della pace, Tavola della pace di Bergamo, U.S. Acli, UDS, UDU, UISP, Un ponte per…, Ventiquattro marzo.


Vi segnalo (notizie dal web)


Oggi vi consiglio:

Rievocazione nazista del 21 aprile, dopo le proteste il Comune di Cologno non annulla ma rimanda la rievocazione tratto da La Repubblica

Solo rinviata la rievocazione prevista il 21 e 22 aprile a Cologno Monzese.

Foodora, quella di Torino è una sentenza ingiusta. Soprattutto perché in Italia tratto da Il Fatto Quotidiano

Una sentenza che fa discutere.

Gmail: nuovo look e funzionalità in arrivo tratto da Webnews

Novità in arrivo.


New York by night

SKYGLOWPROJECT.COM : NYC from Harun Mehmedinovic on Vimeo.

Photo e video credit Harun Mehmedinovic caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Kazakistan

ALMATY NATURE | Time-lapse Project from Pavel Tenyakov on Vimeo.

Photo e video credit Pavel Tenyakov caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Il piacere della vita di Friedrich Hölderlin


Il piacere della vita

Ancora ritorna in me la dolce primavera
ancora non invecchia il mio cuore infantilmente allegro
ancora scorre la rugiada dell’amore giù dall’occhio mio
ancora vivono in me il piacere e il dolore della speranza.

Ancora mi consolano con dolce incanto
il cielo blu e la verde campagna,
la divina mi porge la coppa dell’ebbrezza,
la gentile, giovane natura.

Fiducioso! Vale i dolori, questa vita
fino a quando per noi poveracci il sole di Dio splende
e immagini di un tempo migliore si librano intorno alla nostra anima,
e ahimè, un occhio gentile piange con noi.

Friedrich Hölderlin 


mercoledì 11 aprile 2018

Il nuovo fascismo



"I Lager nazisti sono stati l'apice, il coronamento del fascismo in Europa, la sua manifestazione più mostruosa; ma il fascismo c'era prima di Hitler e di Mussolini, ed è sopravvissuto, in forme palesi o mascherate, alla sconfitta della seconda guerra mondiale. In tutte le parti del mondo, là dove si comincia col negare le libertà fondamentali dell'Uomo, e l'uguaglianza fra gli uomini, si va verso il sistema concentrazionario, ed è questa una strada su cui è difficile fermarsi."

Primo Levi




La plastica sta distruggendo la barriera corallina



Articolo da Befan.it

Alcuni scienziati hanno esaminato diversi coralli nei fondali del Pacifico e, dopo una serie di analisi, hanno rilevato che i coralli che erano ricoperti di plastica, soffrivano di diverse patologie, mentre quelli che non erano stati contaminati dalla plastica erano sani.

Questo lavoro è molto indicativo, perché dimostra l’impatto che la plastica ha sull’ambiente marino e soprattutto sugli esseri che lo abitano.

Purtroppo la situazione peggiorerà di anno in anno considerando che, ogni anno, più di 7 milioni di tonnellate di plastica vengono riversate nei mari e negli oceani. Questi rifiuti danneggiano l’ambiente e anche dopo la loro disgregazione, che può durare molti anni, continuano a causare danni. La  plastica disciolta si trasforma nella cosiddetta microplastica, molto dannosa poiché  viene spesso scambiata per cibo da tartarughe e altre creature marine. Le microplastiche trasportano inquinanti e una volta ingerite finiscono per danneggiare gli organismi acquatici.

Ma la plastica come danneggia i coralli?


Gli scienziati che hanno studiato il fenomeno hanno affermato che, i frammenti di plastica a volte sono taglienti e quindi finiscono per danneggiare i coralli, inoltre la plastica che si appoggia su di essi li priva di luce e ossigeno, elementi essenziali per la loro vita.

Continua la lettura su Befan.it

Fonte: Befan.it

Autore: redazione Befan.it

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia


Articolo tratto interamente da Befan.it 



Una strage dimenticata: 11 aprile 1975 - esplosione della Flobert


11 aprile 1975 

Era da poco passata l'ora di pranzo, quando nel comune vesuviano di Sant'Anastasia, si sente un forte boato. La fabbrica Flobert, che produce proiettili d’arma giocattolo e fuochi d’artificio, è esplosa.

Dodici furono le vittime e tutte giovani. Spesso queste tragedie sono dimenticate, sembrano tempi lontani, ma ancora oggi si muore troppo spesso durante l'orario di lavoro.

Per maggiori informazioni su questa tragedia:

http://www.rassegna.it/articoli/flobert-la-fabbrica-che-polverizzo-i-suoi-operai




Vi ricordo l'iniziativa: gli angoli


Voglio ricordare l'iniziativa: gli angoli




martedì 10 aprile 2018

Citazione del giorno


"Noi speriamo in un mondo che riesca a migliorare la qualità della vita di tutti: l'ambiente, la possibilità di conoscere, la possibilità di comunicare e di informare. E, sopratutto, la possibilità di eliminare tutto quello che è oggetto per distruggersi come le armi, le guerre, la pena capitale. Ed io credo che già quello sarebbe un grande cambiamento."

Gian Maria Volonté


Terremoto, scossa di 4.6 nelle Marche


Torna la paura nelle Marche, per una scossa di terremoto di magnitudo 4.6, registrata alle ore 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia in provincia di Macerata, con ipocentro a circa 9 km di profondità.

Il sisma è stato avvertito anche in Umbria e Lazio, tra l’altro il suo boato è stato percepito fino a trenta chilometri dall’epicentro.

Al momento non sono feriti, ma ci sono altri danni, soprattutto a Muccia, dove lo scuotimento ha fatto crollare il piccolo campanile della Chiesa del '600 Santa Maria di Varano'.

In queste ore ci sono numerose repliche e la situazione è costantemente monitorata.