venerdì 19 gennaio 2018

Vi ricordo l'iniziativa: gli angoli


Voglio ricordare l'iniziativa: gli angoli




Il terremoto di Gibellina e quel che resta


Il racconto di Giuseppe Aceto, soccorritore e sopravvissuto al terremoto di Gibellina e presidente della pubblica assistenza Anpas Il soccorso di Trapani. 

 Il 14 gennaio 1968 vengono avvertite alcune scosse di terremoto. Non si registrarono crolli ma le persone decisero dormire all’aperto. 

Nella notte del 15 gennaio, alle ore 3, una scossa di magnitudo 6.1 colpì la Valle del Belice tra Agrigento e Trapani. Subirono danni gravissimi i comuni di Gibellina, Salaparuta, S. Ninfa, Montevago, Partanna, Poggioreale e Santa Margherita Belice che, all’epoca del terremoto, non erano classificati sismici




Video credit Anpasnazionale caricato su YouTube - licenza: Creative Commons


I miei incantesimi di Edgar Allan Poe


I miei incantesimi

I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade,
impotente,
dalla mano tremante.
Se il mio libro é il tuo caro nome,
per quanto mi preghi,
non posso più scrivere.
Non posso pensare,
né parlare,
ahimé non posso sentire più nulla,
poiché non é nemmeno un'emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere,
a destra e a sinistra,
e per tutto il viale,
fra purpurei vapori,
lontano
dove termina il panorama
nient'altro che te.

Edgar Allan Poe


Citazione del giorno


"Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo."

Paolo Borsellino


Pollice su e giù della settimana


Dalle bici alle pulizie: le 454 strade d'Italia dove la gente si aiuta tratto da Corriere.it





Incidente sul lavoro alla Lamina di Milano, morto il quarto operaio tratto da La Repubblica











giovedì 18 gennaio 2018

Ogni limite...



"Ogni limite personale che superate, ogni confine che varcate, prova che molti limiti sono in effetti auto-imposti. Il vostro potenziale e possibilità sono molto più grandi di quanto possiate mai immaginare. Siete capaci di fare più di quanto abbiate mai pensato."

Robert Kriegel



Intelligenza artificiale: il futuro della speculazione finanziaria


Articolo da Tlaxcala

La questione dell'intelligenza artificiale suscita grandi preoccupazioni. Alcune sono legate a reali complicazioni, come la perdita di posti di lavoro. Altre sono collegate al problema se le macchine potrebbero diventare consapevoli di se stesse nella misura in cui raggiungono livelli più alti di intelligenza. Quel giorno non è così vicino come credono alcuni affezionati del tema. Ma questo non significa che non ci siano motivi per preoccuparsi.

Come definire l'intelligenza artificiale (AI)? In termini molto semplici, può essere definita come una tecnologia basata sulla raccolta di grandi quantità di dati da utilizzare in un processo decisionale con uno scopo specifico. I dati devono essere correlati a un argomento specifico e i parametri che circondano le decisioni devono essere più o meno determinati per raggiungere l'obiettivo desiderato.
Le applicazioni dell'IA sono già presenti in tutti i settori dell'economia. Ma la sua penetrazione nei mercati finanziari è particolarmente allarmante. 
 
In questo campo, l'instabilità e gli incentivi perversi dei mercati hanno dimostrato di avere uno spettacolare potere distruttivo negli ultimi decenni. E se i regolatori hanno già difficoltà a supervisionare il mercato, con l'IA i loro problemi si stanno intensificando.
 
Fino a poco tempo fa, i metodi usati dagli speculatori nel settore finanziario erano basati sull'analisi tradizionale delle prestazioni passate di un bene e delle prospettive sulle società o agenti che l'avevano messo in circolazione. Nonostante l'esperienza di broker e operatori finanziari, i sentimenti del mercato non sono mai stati facili da apprezzare e quando si è verificato un intoppo si sono accumulate le perdite dei loro clienti.
 
Oggi si presume che le nuove attrezzature e i programmi di intelligenza artificiale aiuteranno a evitare errori e a ridurre le perdite per gli investitori. La grande differenza con gli strumenti di analisi tradizionali sta nella quantità di dati che questa tecnologia consente di elaborare e nella velocità con cui la montagna di informazioni può essere analizzata. Mentre l'analisi convenzionale ha permesso di tenere conto simultaneamente di un numero limitato di mercati, gli strumenti di intelligenza artificiale consentono di considerare contemporaneamente un gran numero di mercati finanziari di diversa natura in tutto il mondo.
 
La cosa più importante è che l'intelligenza artificiale consente agli operatori di identificare opportunità di arbitraggio che l'analisi convenzionale non è stata in grado di riconoscere. Con l'aiuto dell'IA oggi le operazioni di arbitrato possono essere svolte non solo all'interno di un mercato unico e con prodotti della stessa natura, ma tra tutti i tipi di mercati e beni eterogenei. Pertanto, ad esempio, oggi lo speculatore può identificare opportunità di arbitraggio tra prodotti complessi nei mercati dei future su merci e nel mercato valutario mondiale in pochi secondi. Le raccomandazioni sulla composizione dei portafogli di investimento si basano su questi tipi di stime, ma la forza di questi suggerimenti dipende dall'instabilità generale dei mercati finanziari.
 
È vero che con l'IA i raffronti dei prezzi probabili di più prodotti e l'evoluzione di variabili quali i tassi di cambio e il rischio di cambio, i tassi d'interesse o l'inflazione sono effettuati alla velocità della luce. Ma forse questo è il grande rischio che questa tecnologia comporta per la stabilità dei mercati finanziari.


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Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.jornada.unam.mx/2018/01/10/opinion/019a1eco
Data dell'articolo originale: 10/01/2018
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22501

Fonte: Tlaxcala 

Autore: 
Alejandro Nadal - tradotto da Alba Canelli

Licenza: Copyleft 

Articolo tratto interamente da Tlaxcala 


Blogger: problemi con i commenti






Negli ultimi giorni, ci sono problemi nella piattaforma Blogger. Quando qualcuno tenta di lasciare qualche commento, si nota un grande rallentamento nel rilascio e la pubblicazione dello stesso.

Il supporto è a conoscenza dell’inconveniente e ci sono già diverse segnalazioni nel forum.

Sembra che questo bug, riguarda solamente i commenti nidificati e si attende qualche soluzione nei prossimi giorni.





Hotel Rigopiano, un anno dopo

Rigopiano Hotel


Articolo da NewsTown

Macerie, neve e ghiaccio.

E' il silenzio ad avvolgere ciò che resta dell'Hotel Rigopiano, travolto un anno fa da una valanga di circa 120mila tonnelate che si è schiatata sul resort con la forza di quattromila tir a pieno carico. L'impronta della slavina è imponente, alzando lo sguardo. Voltandosi, resta l'insegna dell'albergo che lì, sotto la cresta del Monte Siella, non doveva stare: i familiari delle 29 vittime, come fosse un sacrario, vi hanno appeso le foto dei loro familiari con la scritta 'mai più'. L'area è ancora sotto sequestro, congelata a 12 mesi fa. L'inverno ha fermato i rilievi, riprenderanno in primavera.

D'altra parte, il tempo della giustizia non è quello del dolore.

Sugli eventi del 18 gennaio 2017, si è scritto e molto. E così delle responsabilità. Un anno dopo, sono 23 gli indagati; tra le accuse più gravi, contenute nelle migliaia di pagine che compongono il fascicolo, quelle di omicidio colposo plurimo e lesioni plurime colpose.
Quattro i filoni principali dell'inchiesta: il primo, sui ritardi nell'attivazione della macchina dei soccorsi, chiama in causa l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, il dirigente dell'area Protezione civile Ida De Cesaris e il capo di gabinetto Leonardo Bianco. Secondo l'accusa, soltanto a partire dalle ore 10 del 18 gennaio venne effettivamente attivato il Centro coordinamento soccorsi, nonostante i pericoli e le intemperie.

Il secondo, sulla gestione dell'emergenza, vede indagati Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara; Paolo D'Incecco, ex dirigente del settore Viabilità e referente di Protezione civile; Mauro Di Blasio, responsabile degli stessi servizi; Giulio Honorati, comandante della Polizia provinciale di Pescara; Tino Chiappino, tecnico reperibile secondo il Piano di reperibilità provinciale. Le contestazioni sono: la mancata attivazione della sala operativa di Protezione civile, la non effettuazione della ricognizione dei mezzi spazzaneve e la mancata chiusura al traffico del tratto di strada provinciale che conduce a Rigopiano.

Il terzo filone riguarda la realizzazione del resort e vede coinvolti il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, gli ex sindaci Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico, e i tecnici Luciano Sbaraglia ed Enrico Colangeli, in relazione alla mancata adozione del nuovo piano regolatore generale del Comune che, se fosse stato approvato - è la tesi dell'accusa - avrebbe impedito l'edificazione del nuovo hotel Rigopiano e quindi il verificarsi della tragedia. In riferimento al permesso rilasciato nel 2006, per la ristrutturazione del complesso alberghiero, quando l'area era soggetta a vincolo idrogeologico, sono invece indagati Marco Paolo Del Rosso, l'imprenditore che chiese l'autorizzazione, Antonio Sorgi, dirigente della Regione Abruzzo e il tecnico comunale Enrico Colangeli. Secondo la Procura i tre, in assenza di autorizzazione, permisero l'edificazione del nuovo resort con annesso centro benessere, eludendo il pericolo di valanghe e tenendo aperta la struttura, anche alle autovetture e anche in pieno inverno, prescindendo dall'intensità delle nevicate.

L'ultimo filone d'inchiesta attiene, invece, alla mancata realizzazione della Carta per il pericolo delle valanghe e vede indagati i dirigenti della Regione Abruzzo Pierluigi Caputi, Carlo Giovani, Vittorio Di Biase, Emidio Primavera e Sabatino Belmaggio. Su tutto la relazione dei periti della Procura secondo i quali per salvare le vite umane era necessario evacuare l'hotel due giorni prima della tragedia.
"Massimo rispetto per i tempi della Procura, ma comincio a preoccuparmi anche dei tempi di prescrizione", le parole del legale della famiglia di Sara Angelozzi, una delle vittime. "Restiamo in fiduciosa attesa che le indagini vengano concluse - ha aggiunto - e che vengano portati a giudizio coloro sui quali grava con nesso causale la responsabilità dei morti e di coloro che hanno subito le lesioni".

"Le nostre aspettative sono sempre le stesse, non sono cambiate" ha chiarito Gianluca Tanda, portavoce del Comitato vittime. "Siamo convinti che la tragedia si potesse evitare, ne vogliamo la conferma". E' passato un anno ma il dolore non si è attenuato. "Il periodo di Natale per noi è stato drammatico. Le mamme e i papà che hanno perso i loro figli hanno sempre lo stesso sguardo di allora e gli occhi lucidi. Siamo molto più sensibili emotivamente, casa nostra è cambiata, è cambiato tutto. Ci proviamo a convivere con questo dolore, ma non ci riusciamo. E' una ferita aperta, che non si rimarginerà mai", lo sfogo amaro di Tanda che, nella valanga, ha perso il fratello Marco, morto con la fidanzata Jessica Tinari. "In tutto questo tempo - ha aggiunto - nessuno ha mai detto 'forse ho sbagliato, forse potevo fare di più, ero incompetente, non potevo ricoprire quel ruolo'. Il nostro auspicio è che presto siano indagati tutti i responsabili e che inizi il processo".

"Soffro da quel 18 gennaio" ha sottolineato Giampaolo Matrone, pasticciere di Monterotondo, l'ultimo dei superstiti: è rimasto 62 ore sotto cumuli di macerie e neve. E' invalido, ma i segni più profondi sono quelli dell'anima: a Rigopiano, ha perso la moglie Valentina Cicioni di 32 anni, infermiera al Policlinico Gemelli di Roma, mamma della piccola Gaia, 6 anni. "Tutte le mattine mi sveglio e ho Rigopiano tatuato sul corpo con le cicatrici e nel cuore per la perdita di mia moglie Valentina. Rigopiano sarà per tutta la vita. Oggi non vedo più il futuro - ha chiarito - ma combatterò per due motivi: fare di tutto perché mia figlia abbia sempre il sorriso e portare a casa la giustizia per le 29 vittime".

Matrone non manca di sottolineare come i familiari delle vittime non abbiano avuto nessuno, accanto: "abbiamo invitato Sergio Mattarella in occasione del primo anniversario, ma non verrà da quanto ho capito. E forse fa bene: se non è stato presente fino ad ora, arrivare in giacca e cravatta giovedì non servirebbe a nulla. Doveva esserci prima".

'Signor presidente - si legge nella lettera d'invito - nel suo discorso di fine anno ha avuto la sensibilità ed ha onorato i nostri cari con un cordiale ricordo e per questo la ringraziamo tanto. Sappiamo che la sua agenda è piena di impegni, ma le chiediamo di farci un grande regalo partecipando alla nostra cerimonia. La sua presenza conferirebbe lustro alla manifestazione, ma soprattutto connoterebbe la vicinanza dello Stato alle nostre famiglie'.


Il programma delle iniziative prevede il ritrovo dei familiari delle vittime a Rigopiano, alle 9:30, per un momento di preghiera; subito dopo, si terrà una fiaccolata fino alla chiesa di Farindola, dove alle 11 sarà celebrata la messa. La giornata proseguirà alla cittadella dello sport di Penne, dove saranno piantate 29 piante di leccio, una per ogni vittima.

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Fonte: NewsTown


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Articolo tratto interamente da NewsTown


Photo credit TVSEI (https://www.youtube.com/watch?v=6La91fbpbbg) [CC BY 3.0], attraverso Wikimedia Commons


L'Islanda rivuole le sue foreste



Articolo da Salva le Foreste

Come trovare l’uscita da una foresta islandese? Basta alzarsi in piedi. E’ la vecchia battuta sulle minuscole foreste del paese, che infatti ricoprono appena il 2 per cento della sua superficie nazionale. Ma non è stemre stato così. Quando i primi vichinghi sbarcarono sull’isola la trovarono coperta di foreste. Secondo un'antica prime saga, “a quel tempo, l'Islanda era coperta di boschi, tra le montagne e la riva”. Ma i vichinghi cominciarono prontamente ad abbattere le foreste per fabbricare navi, e a dissodare il suolo per farne campi e pascoli. “Così hanno eliminato il pilastro dall'ecosistema", spiega al New York Times Gudmundur Halldorsson, ricercatore del Soil Conservation Service island.

E non basta. I vichinghi hanno anche importato pecore nell’isola, che hanno impedito la ricrescita degli alberi "Il pascolo ovino ha impedito la rigenerazione delle betulle dopo il taglio e l'area boschiva ha continuato a ritirarsi", spiega il Servizio forestale islandese. In passato la scomparsa delle foreste è stata imputata a una specie di la piccola era glaciale, o alle eruzioni vulcaniche, ma la più recente ricerca ha individuato il vero responsabile: l’uomo.
L'Islanda sta ora tentando di ripristinare le foreste on alberi nativi, per fermare l'erosione del suolo, ridurre le tempeste di sabbia e migliorare l’agricoltura e le riserve di acqua potabile. E’ un centinaio di anni che il paese lavora a ripristinare le proprie foreste, ma la crescita lenta causata dal clima gelato certo non aiuta.

Eppure è più facile salvare le foreste a crescita antica che sostituirle, specialmente in un luogo freddo come l'Islanda. Il paese ha lavorato al rimboschimento per più di 100 anni, piantando milioni di alberi di abete rosso, pino e larice non nativi e anche betulle native. L'Islanda ha aggiunto centinaia di migliaia di piantine all'anno per gran parte del 20 ° secolo, raggiungendo 4 milioni ogni anno negli anni '90 e fino a 6 milioni all'anno nei primi anni 2000. I finanziamenti forestali sono stati drasticamente ridimensionati dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, ma l'Islanda ha continuato ad aggiungere fino a 3 milioni di nuovi alberi ogni anno negli ultimi anni.

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Fonte: Salva le Foreste


Autore: redazione Salva le Foreste

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Articolo tratto interamente da Salva le Foreste


I favolisti di Rudyard Kipling


I favolisti

Quando si vuole che resti alcunché celato,
poiché la verità' è di rado amica delle folle,
gli uomini scrivono favole, come il vecchio Esopo,
scherzando su ciò che nessuno oserebbe nominare.
E ciò fanno per necessità o accadrebbe, altrimenti,
che, non piacendo, non sarebbero affatto ascoltati.

Quando la furiosa Follia s'affanna ogni giorno
a metter confusione in tutto quel che abbiamo,
quando l'Ignavia zelante chiede che la Libertà sia morta
e la Paura, con lei, sovrasta la tomba dell'Onore -
anche nell'ora certa prima della caduta,
se non si è piacenti, non si è affatto ascoltati.

Tutti debbono piacere, benché alcuni non per bisogno,
tutti debbono penare, benché alcuni non per guadagno,
ma perché quelli che prendono piacere si preoccupino
che la pena presente li sottragga al dolore futuro.
Così alcuni hanno penato, ma fu scarsa la ricompensa,
poiché, pur piacendo, non furono affatto ascoltati.

Questo fu il sigillo che serrò le nostre labbra,
questo il giogo cui siamo sottoposti,
negando a noi stessi ogni piacevole compagnia
confacente al tempo e alla nostra generazione.
I piaceri non perseguiti diventano rimpianti,
e quanto ai dolori - non si è affatto ascoltati.

Quale uomo ode altro che il brontolio dei cannoni?
Quale uomo si cura d'altro che di quel che porta l'attimo?
Quando la vita di un uomo supera ogni vita immaginata,
chi mai troverà piacere nell'immaginare?
Così è accaduto come proprio doveva accadere,
e noi non siamo, né fummo, affatto ascoltati.

 Rudyard Kipling


Proverbio del giorno


Così è la vita. Cadere sette volte e rialzarsi otto.

Proverbio giapponese


mercoledì 17 gennaio 2018

Basta morti sul lavoro!


Ogni giorno un lavoratore non torna a casa e muore sul lavoro...

V'invito a riflettere su questi dati:

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro



Video credit 451Fahrenheit451 caricato su YouTube


Strage sul lavoro: tre operai morti, uno in condizioni gravissime e altri due ricoverati

Ancora una strage di lavoratori, stavolta a Milano.

Link diretto: http://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2018/01/16/milano-strage-sul-lavoro-3-operai-morti-tre-feriti-cui-uno-gravissimo-099724




Taiwan

Above Taiwan from haosy on Vimeo

Photo e video credit haosy caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 




24 ore a Schorndorf

24H in Schorndorf from Jonas Striefler | Lapse Forward on Vimeo.

Photo e video credit Jonas Striefler | Lapse Forward caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


martedì 16 gennaio 2018

Io credo...




"Io credo che ci sia la possibilità che il fascismo stia aspettando di tornare in Europa. Non verrà con camicie nere, né brune, né cose simili. Ma la mentalità fascista sta lì, è tornata. Davanti all'impotenza della democrazia, ormai in crisi. C’è una deriva molto chiara della società europea in direzione dell’estrema destra. Non sono certo che accada e in quale forma. Ma il fascismo non si nasconde più. È lì, è uscito in strada, è arrivato anche sui media. E può succedere che ci troviamo in una situazione politica prefascista senza rendercene conto. E che improvvisamente il fascismo arrivi a governare. E noi continuiamo a non rendercene conto. Perché la facciata si mantiene. E la facciata è l’illusione democratica."

José Saramago


Addio a Dolores O'Riordan, muore la voce dei Cranberries

The Cranberries en Barcelona 11

Articolo da La Stampa

La cantante dei The Cranberries, Dolores O’Riordan, è morta ieri all’improvviso a Londra. Lo ha fatto sapere la sua agente tramite una nota, citata dai media irlandesi. La frontwoman aveva 46 anni. «La cantante della band irlandese The Cranberries era a Londra per una breve sessione di registrazione. Non sono disponibili al momento ulteriori dettagli. I familiari sono distrutti dall’aver appreso la notizia e hanno chiesto di rispettare la loro privacy in questo momento molto difficile», afferma la nota.

A giugno la band aveva cancellato i concerti previsti per l’estate, tra i quali anche i cinque previsti in Italia. Si era parlato di dolori alla schiena, ma non erano state date notizie ulteriori. Con un comunicato si diceva, tra l’altro, che «i medici hanno ordinato a Dolores di non riprendere il tour affinché possa completare le terapie che sta seguendo e raggiungere una piena guarigione». Dolores veniva dalla campagna irlandese e ai tempi del grande successo del gruppo, nella prima metà degli Anni Novanta, aveva espresso più volte il proprio disagio che le procurava la grande popolarità. Dopo aver sciolto il gruppo e essersi dedicata alla carriera solista, aveva deciso di rimettere insieme la band nel 2009, ultimo passo di una raggiunta maturità e riappacificazione con il passato.

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Fonte: La Stampa

Autore: Piero Negri



Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da 
La Stampa


Photo credit  Alterna2 http://www.alterna2.com [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons


lunedì 15 gennaio 2018

Avviso ai lettori di questo blog




Avviso gli amici e lettori di questo blog, che ho problemi di connessione dalla mia rete fissa di casa.
Questo blog non sarà aggiornato fino al ripristino della situazione, per cause non dovute alla mia volontà.




In questo blog lo spam non è ammesso


Voglio ricordare a tutti, che in questo blog lo spam non è ammesso. Quindi evitate di lasciare commenti con proposte commerciali e pubblicità, oltre a link cliccabili.  Non è mia abitudine cestinare, ma il rispetto viene prima di tutto.




domenica 14 gennaio 2018

Sole d'inverno di Antonio Machado



Sole d'inverno

E' mezzogiorno. Un parco.
Inverno. Bianchi viottoli;
monticelli simmetrici
e scheletrici rami.
Dentro la serra
aranci nei vasi,
e nella botte, dipinta
di verde, la palma.
Dice un vecchietto,
fra il suo vecchio se stesso:
-Il sole, questa bellezza
di sole!...- I bimbi giocano:
l'acqua della fontana
scivola, scorre, quasi muta,
la verdognola pietra.

 Antonio Machado

Citazione del giorno

 

"Le emozioni più belle sono quelle che non sai spiegare."

Charles Baudelaire


venerdì 12 gennaio 2018

Ahed Tamimi libera!



In queste settimane tutti hanno letto la notizia di Ahed Tamimi, divenuta "simbolo della resistenza palestinese". Molti ragazzi come lei sono detenuti nei carceri solo per aver difeso le proprie terre. Non è facile vivere in questa zona del mondo, i ragazzi alla loro età: studiano, giocano e si divertano, mentre in questa parte del mondo, rischiano la vita, oltre a quell'infanzia rubata, da una tirannia, che solo un mondo cieco, non può guardare.

Il mio invito è rivolto a tutti, condividiamo il nostro appello di liberazione per Ahed Tamimi e tutti gli altri. La storia ci ha mostrato tante disumanità e l'uomo non può continuare a sbagliare, il mondo ha bisogno di pace e fratellanza, ognuno deve fare un passo indietro e dieci avanti, per dire basta ai guerrafondai e a chi ama la guerra.


Wonder: recensione del film



Wonder è un film del 2017 diretto da Stephen Chbosky.


Trama 

August Pullman è un bambino di dieci anni con una malformazione cranio facciale che gli impedisce una vita normale. Subisce circa 27 interventi chirurgici, e un po’ per questo e un po’ per paura della reazione degli altri bambini, non è mai andato a scuola in vita sua. Ma quando deve entrare in prima media i genitori decidono che per lui è arrivato il momento di andare a scuola insieme agli altri, e gli fanno visitare la Beecher Prep School. Il preside, il signor Tushman, decide di fargli mostrare la scuola da tre studenti di nome Julian, Jack e Charlotte.

Durante la pausa pranzo tutti i tavoli sono affollati, mentre al tavolo dove si siede Auggie non si siede nessuno. Ma ad un certo punto Jack decide di avvicinarsi a lui, e i due stringono un legame di amicizia. Julian, uno dei compagni di August, lo prende di mira con continue battute sul suo aspetto, insieme ad altri due compagni, Henry e Miles. Intanto arriva Halloween e tutti vanno a scuola travestiti. Siccome August va a scuola con un costume diverso da quello che aveva pianificato di mettere, sente gli spregevoli commenti dei compagni, compresi quelli di Jack, che parlando con Julian sostiene di stare solo fingendo di essere amico di August, su richiesta del loro insegnante. I due perciò litigano.

Inizialmente a Jack non importa, ma poi si accorge che non aveva fatto amicizia con August solo per "colpa" del preside, ma anche perché August gli era veramente simpatico, quindi si scusa e ritornano amici. Verso la fine dell'anno le classi vanno in gita, alla quale Julian non partecipa perché (come spiegato nel sequel apposito di Julian) sospeso a causa del bullismo nei confronti di August. Durante la gita, August e Jack vengono attaccati da alcuni ragazzi più grandi, ma vengono aiutati da Henry e Miles, gli amici di Julian. August, alla fine dell'anno scolastico, ottiene un importante riconoscimento dal preside. Il ragazzino emarginato diventa infine amico di tutti, perché tutti hanno scoperto la sua forza e bellezza interiore.

Curiosità sul film

La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da R. J. Palacio.

Il film negli Stati Uniti è stato vietato ai minori di 10 anni non accompagnati da adulti per la presenza di "bullismo e linguaggio forte".

La mia opinione

Un gran film molto toccante, profondo e significativo. La scuola dove va la mia primogenita, ha proposto la visione della pellicola a tutte le classi, quindi va un mio plauso a tutte le insegnanti.
Quest'opera tratta un tema come il bullismo e la discriminazione, consiglio assolutamente la visione anche agli adulti.

Voto: 8,5

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



I rapporti umani





"I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell’umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità." 

Marylin Monroe



Lavoro: cresce solo la precarietà e il lavoro dequalificato



DIMINUISCONO GLI ASSUNTI A TEMPO INDETERMINATO.

Cub: Più lavoro stabile e tutelato riducendo di 4 ore l’orario di lavoro settimanale, con investimenti per la bonifica dei siti inquinati e la messa in sicurezza del territorio.

Sul lavoro è difficile vendere fumo; per l’Istat è occupato chi, nella settimana di rilevamento, ha svolto almeno un’ora di lavoro in attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura. Ciò già fa capire la sostanziosa differenza tra occupati e posti di lavoro effettivi. 


Secondo l’ultima rilevazione Istat a novembre 2017 risultavano «occupati» 23milioni e 183mila persone, più dei 23,179 milioni di aprile 2008 e più degli occupati nel 1977.


Dobbiamo fare capriole di gioia? 


Di certo no perché:


Cresce solo il lavoro precario. L’aumento riguarda esclusivamente i dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e rimangono stabili gli indipendenti. 


Su 497.000 nuovi occupati dipendenti nel periodo novembre 2016-novembre 2017, 450.000 sono a termine. Un 18,3% in più di lavoro precario che fa apparire modesta la crescita di soli 48mila posti a tempo indeterminato, pari a un aumento dello 0,3% nell'arco di un anno. Dal 2015 al 2017, le assunzioni a tempo indeterminato sono calate da circa 2 milioni a 1,02 milioni, mentre quelle a tempo determinato sono cresciute da 3,4 milioni a circa 4 milioni.


Cresce solo il lavoro dequalificato. I settori più in crescita sono «noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese» (+2,5%), «attività immobiliari» (+2,1%) e «attività dei servizi di alloggio e di ristorazione» (+1,4%). Tra i paesi Ocse, l’Italia è l’unico paese – malgrado resti la seconda forza industriale dell’Europa – dove la ripresa non ha favorito la crescita di professioni ad alte qualifiche.


Le ore lavorate crescono meno dell’occupazione. Il totale delle ore lavorate nel II trimestre 2017 è inferiore del 5,8% rispetto al I trimestre del 2008; in volume nei primi 6 mesi del 2008, i lavoratori italiani hanno prestato un totale di 22,8 miliardi di ore, nei sei mesi del 2017 , invece, 21,7miliardi.


Il settore manifatturiero. Creava il 17,7% del pil nel 2007, oggi contribuisce al pil per un 16% e resta ancora inferiore di circa il 13% rispetto al 2007. Negli anni ‘50 e ’60 tutti i comparti manifatturieri erano coinvolti nelle esportazioni. Non così oggi: I settori a più alto valore aggiunto e di frontiera tecnologica quali biotecnologie, nanotecnologie, industrie del corpo umano, telecomunicazioni, digitale, neuroscienze, trasporto avanzato, informatica 4.0 non ci coinvolgono perché in Italia non esistono e se esistono svolgono solo un ruolo subordinato. 


Gli investimenti. Sono attestati al 19% del Pil, pari al 75% di quelli pre-crisi e nettamente inferiori alla media europee. Le imprese più che investire in capitale fisico ed in innovazione preferiscono riduzione dei costi e lavoro flessibile, generando un indebolimento competitivo dell’economia italiana. 


Pil. E’ inferiore del 7% rispetto al I trimestre 2008, mentre in Spagna il recupero è quasi completo e Francia e Germania, hanno già recuperato i livelli di attività pre-crisi nel 2011.


Smettiamola quindi di prenderci in giro!


Continua la lettura su CUB - Confederazione Unitaria di Base


Fonte: CUB - Confederazione Unitaria di Base


Autore: CUB - Confederazione Unitaria di Base



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Articolo tratto interamente da 
CUB - Confederazione Unitaria di Base


Vi segnalo (notizie dal web)


Oggi vi consiglio:

Elezioni + Reddito d’inclusione o di cittadinanza o di dignità tratto da CREA PANE E LAVORO

Analisi di Francesco Zaffuto sulle prossime elezioni.

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: La Giungla Delle Proposte Elettorali tratto da L'Agorà

Sono iniziate le promesse elettorali.

Cinque anni senza la Melato tratto da IL BLOG DELL'ALLIGATORE

Tributo alla grande attrice Mariangela Melato.


Un attivista israeliano sceglie la prigione al posto del servizio militare per protestare contro l'occupazione



Articolo da Global Voices

Mattan Helman, 20 anni, si rifiuta di prestare servizio [en, come i link seguenti] nell'esercito israeliano, nonostante così facendo egli stia violando la legge del suo Paese.

Helman è un militante di HaOgen nel centro di Israele, a circa 26 chilometri a nord-ovest di Tel Aviv. Era stato assegnato alla Nahal Brigrade, una delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) che operava nei territori palestinesi occupati, ma Helman crede che unirvisi avrebbe legittimato il controllo “immorale” di Israele sulla Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est) e Gaza.

Al momento della stesura di questo post, Helman stava scontando la sua seconda condanna, di 20 giorni, nella prigione militare 6, dal 18 dicembre 2017.

Helman ha parlato della sua decisione in una recente intervista con il gruppo di attivisti israeliani SocialTV, condiviso da altri gruppi ben noti come Jewish Voice for Peace .

Israele conquistò i territori durante la guerra arabo-israeliana del 1967, definita in arabo “النكسة” (An-Naksah, “la battuta d'arresto”), e 50 anni dopo continua a non solo occuparli, ma ad espandere le sue rivendicazioni sulla terra – con la condanna della comunità internazionale.

Nel 2004, ad esempio, la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), lo strumento giudiziario primario delle Nazioni Unite, ha stabilito che un muro costruito da Israele dentro e attorno alla Cisgiordania era illegale perché attraversava il territorio palestinese, avvertendo che il muro “potrebbe diventare un'annessione della terra palestinese e ostacolare il diritto palestinese all'autogoverno”.


Quanto segue è un grafico intitolato “Palestine Shrinking, Expanding Israel” (La Palestina si ritira, Israele si espande) del gruppo di visualizzazione dei dati Visualizing Palestine che mostra “gli strumenti militari, legali e finanziari che sono stati utilizzati nella graduale trasformazione della Palestina storica nel “Grande Israele”, mappando l'estensione del territorio ora definito come “terra di stato” israeliana, in cui i palestinesi – anche quelli che detengono la cittadinanza israeliana – non possono vivere”.

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Fonte: Global Voices


Autore: scritto da 
Romy Haber tradotto da Bah Abdoulaye

Licenza: Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported License.


Articolo tratto interamente da 
Global Voices 



Photo credit SocialTV - screenshot del video caricato su YouTube


Pollice su e giù della settimana


Bando storico: la Cina vieta il commercio d'avorio tratto da Italia che Cambia






Trump contro gli immigrati: «Basta gente da posti di m... come Haiti e Africa» tratto da Corriere.it







giovedì 11 gennaio 2018

Comunicato Arci: mai più fascismi!


Comunicato da Arci

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane.
Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.


Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.


Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.


Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.


Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.


Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.


Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo. 


Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.


Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.               
                                           

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.


Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.


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