domenica 26 marzo 2017

È davvero meraviglioso...



"È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità."


Anna Frank


Scoperto l’antico porto di Salamina



Articolo da Il Fatto Storico

Gli archeologi greci hanno trovato l’antico porto militare dell’isola di Salamina, teatro di una delle battaglie navali più grandi e decisive dell’antichità: la battaglia di Salamina del 480 a.C.

Il porto è stato identificato nella piccola e ben protetta baia di Ambelaki, nella parte orientale dell’isola, grazie alla ricerca archeologica di una squadra di 20 esperti provenienti da due istituzioni greche – l’Eforato per le Antichità Subacquee e l’Istituto Ellenico di Archeologia Marina.


«Questa è la prima ricognizione subacquea sistematica ad essere avviata da istituzioni greche in un ambiente marino gravemente inquinato, e tuttavia in una zona cruciale di importanza storica», si legge nel comunicato del ministero greco.

L’indagine ha individuato i resti di strutture portuali, fortificazioni e altri edifici risalenti al periodo classico (V – IV secolo a.C.) e al periodo ellenistico, su tutti i tre lati – nord, ovest e sud – della baia. Tali caratteristiche sono visibili solo a bassa marea in determinati periodi dell’anno.

Baia fortificata

«La parte fortificata nord-occidentale della baia è la prova principale dell’identificazione di quella speciale ‘area chiusa’ con la zona militare del porto di Salamina, certamente un territorio ateniese in epoca classica», ha dichiarato a Live Science Yannos Lolos, professore di archeologia presso l’Università di Ioannina e presidente dell’Istituto Ellenico di Archeologia Marina.

In effetti, la parte meridionale dell’area è protetta da un muro molto lungo, che si estende per circa 160 metri e finisce in una robusta torre rotonda simile a quelle trovate in altri porti fortificati. Un grande molo di pietra si estende per 50 metri lungo il lato est di questa “zona militare principale”. Altri resti sommersi sul lato sud includono frangiflutti, un molo lungo 40 metri e un muro lungo 30 metri con attaccata una sorta di torre a base quadrata. «Questi resti, integrati con le fonti storiche e letterarie, non lasciano dubbi circa il ruolo della baia come il principale punto di raduno della flotta greca in prossimità del teatro della battaglia navale negli stretti», ha detto Lolos.

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Fonte: Il Fatto Storico

Autore: redazione Il Fatto Storico

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Articolo tratto interamente da
 Il Fatto Storico


L'accenno di un canto primaverile di Aleksandr Blok


L'accenno di un canto primaverile

Il vento portò da lontano
l'accenno di un canto primaverile,
chissà dove, lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide, cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.

Aleksandr Aleksandrovič Blok


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venerdì 24 marzo 2017

Lo splendore dell'amicizia di Ralph Waldo Emerson


Lo splendore dell'amicizia

Lo splendore dell’amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l’ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.

Ralph Waldo Emerson





Torino in 4k

Torino in 4k from Dominik Schleuter on Vimeo.

Photo e video credit Dominik Schleuter caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

Lago di Garda

Lake Garda, Italy - 4k Drone Footage from Lukas Hardieck on Vimeo.

Photo e video credit Lukas Hardieck caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 




Pollice su e giù della settimana


Italiani popolo più sano al mondo, primi su 163 paesi tratto da Ansa






Londra: attentato vicino al parlamento, quattro morti tratto da Vivere Italia








Ogni volta che vuoi giudicare qualcuno...



“Ogni volta che vuoi giudicare qualcuno, cammina prima per tre lune nei suoi mocassini.” Dobbiamo diventare dei grandi camminatori, non credi? Camminare, camminare e camminare ancora, uno a fianco dell’altro, scambiandoci le scarpe, uno nelle scarpe dell’altro. Camminare pensando al giorno in cui siamo venuti al mondo e a quello in cui ce andremo. Camminare accanto alla fragilità, nella nudità, senza toghe, senza indici levati. Dobbiamo camminare per costruire un mondo la cui base non siano più il giudizio e il pregiudizio, ma l’umiltà e la comprensione.

Susanna Tamaro


giovedì 23 marzo 2017

Conoscere e gestire le licenze open source


Registrazione del webinar  promosso da Officina Linux e tenuto da Simone Aliprandi il 16 marzo 2017.



Video credit Officina Linux caricato su YouTube - licenza: Creative Commons



Proverbio del giorno


Il ben detto è presto detto.



Primavera di Lev Tolstoj


Primavera

Le sementi, disgelandosi, manderanno
fuori i loro germogli; questi ingrosseranno
nella terra; dalle vecchie radici verranno
fuori germogli nuovi, e gli alberi e le erbe
cominceranno a crescere. Gli orsi, le talpe
usciranno dal loro torpore; le mosche e le
api si sveglieranno; le zanzare nasceranno e
le uova dei pesci si schiuderanno.
L'aria scaldandosi, si innalzerà, al suo
posto verrà l'aria fredda e il vento soffierà.
Le nubi saliranno...
Chi farà tutto questo? Il sole

Lev Tolstoj

Londra: attentato vicino al parlamento



Articolo da Vivere Italia

Almeno cinque persone sono morte in un attacco terroristico compiuto nel pomeriggio di mercoledì a Londra, nei pressi del parlamento britannico.

Poco dopo le 15 un'automobile ha investito diverse persone lungo il ponte di Westminster, terminando poi la sua corsa contro la cancellata esterna del palazzo di Westminster, sede del parlamento. In seguito la polizia ha sparato al conducente dell'auto che era penetrato nel cortile del parlamento ed aveva aggredito con un coltello un poliziotto.

Cinque le vittime, tra cui l'agente di polizia accoltellato e l'assalitore. I feriti sono almeno quaranta, diversi dei quali in condizioni critiche. Tra i feriti ci sono tre agenti di polizia, tre studenti minorenni francesi, cinque cittadini sudcoreani, 2 rumeni e 2 donne italiane, una bolognese e una romana.

La polizia sta trattando l'episodio come un attentato terroristico, ed è convinta che l'aggressore abbia agito da solo. La seduta del parlamento è stata sospesa e l'edificio isolato. Per sicurezza la polizia ha chiuso alcune aree attorno a Westminster, la metropolitana e diversi luoghi turistici della città. Il primo ministro britannico ha definito l'attacco "disgustoso e depravato".

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Fonte: Vivere Italia


Autore: 
Marco Vitaloni

Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da Vivere Italia



Negato l'ingresso in Ucraina a Julija Samojlova

Yuliya Samoylova Arkhangelsk Dec. 2014

Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Mercoledì 22 marzo 2017

Le autorità ucraine hanno vietato l'ingresso per tre anni nel territorio ucraino a Julija Samojlova, scelta dalla rete televisiva pubblica russa Channel One per rappresentare il relativo Stato all'Eurovision Song Contest 2017; la decisione è stata presa in quanto nel 2015 la cantante si sarebbe esibita, secondo le autorità locali, in Crimea entrando dal territorio russo e senza le autorizzazioni necessarie da parte delle autorità ucraine.

L'UER ha dichiarato di essere in profondo disaccordo con la scelta ma si atterrà a quanto deciso, provando però a dialogare per assicurarsi che tutti gli artisti selezionati possano partecipare regolarmente all'evento, mentre il vice ministro degli Esteri russo Grigory Karasin ha definito il provvedimento "obbrobrioso, cinico e inumano".

Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto 

Autori: vari

Licenza: Creative Commons License
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Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto 


Photo credit Panorama Severa TV Channel (https://www.youtube.com/watch?v=DSzO2_lKflo) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons



mercoledì 22 marzo 2017

Come risparmiare acqua



Articolo da WikiHow

L'acqua ricopre il 70% della superficie terrestre, ma solo il 3% è potabile e adatto al consumo umano [1]. Pur vivendo in un posto in cui piove spesso, l'acqua che arriva a casa tua richiede un lavoro non indifferente, perché infatti viene purificata, pompata, riscaldata e sottoposta ad altri trattamenti idraulici prima di poter essere consumata. Per fortuna, esistono dei metodi per risparmiare acqua adatti un po' a tutti, dai germofobi più schizzinosi ai puristi del compost toilet. Una famiglia media composta da quattro persone consuma 450 litri di acqua al giorno, che equivale a 164.000 litri all'anno.

Strategie generali per preservare l'acqua in casa

Risparmia acqua chiudendo i rubinetti. Mentre ti spazzoli i denti, ti radi, lavi le mani, lavi i piatti e così via, chiudi il rubinetto. Fallo anche quando sei sotto la doccia. Inumidisci la pelle, poi chiudi l'acqua mentre ti insaponi. Riaprila solo ed esclusivamente per risciacquarti. Cerca di installare un miscelatore termostatico nel box doccia che permetta di mantenere la temperatura che preferisci anche quando chiudi il rubinetto.
  • Non sprecare l'acqua fredda che esce dal rubinetto o dal soffione della doccia mentre aspetti che si riscaldi. Raccoglila in un secchio per poi annaffiare le piante o versarla nel gabinetto invece di tirare lo sciacquone.
  • L'acqua calda che proviene da un serbatoio potrebbe avere più sedimenti o ruggine rispetto a quella fredda, ma altrimenti sarebbe potabile. Se usi un filtro, puoi bere anche quella che non hai consumato. Riempi delle bottiglie e mettile in frigorifero per poi servirla.
Esamina le tubature alla ricerca di perdite, specialmente intorno al gabinetto e ai rubinetti. Una perdita del WC ignorata potrebbe far sprecare tra i 100 e i 2000 litri al giorno!  

Preservare l'acqua in bagno

Installa soffioni e rubinetti a flusso ridotto, o aeratori per rubinetti. Gli erogatori a basso flusso sono poco costosi (10-20 euro per un soffione e meno di 5 per un aeratore da rubinetto). La maggior parte va semplicemente avvitata al proprio posto (potresti avere bisogno di una chiave inglese). Quelli di qualità e moderni mantengono la pressione e la sensazione di un flusso d'acqua abbondante, eppure ne usano meno della metà del solito.  

Fai docce più brevi. Portati un cronometro, un orologio o una sveglia in bagno, sfidati a ridurre il tempo che passi sotto l'acqua. Potresti anche preparare una playlist che duri per tutto il tempo che desideri dedicare alla doccia. Ascoltala mentre ti lavi e prova magari a finire prima che terminino le canzoni. Più in avanti, impegnati per impiegare sempre meno tempo rispetto a quello previsto. Depila le gambe fuori dalla doccia, oppure chiudi l'acqua mentre lo fai.
  • Preferisci la doccia al bagno. Preparando un bagno rilassante, usi fino a 100 litri d'acqua! Una doccia ne richiede generalmente meno di un terzo. Osserva la tabella sul consumo dell'acqua riportata in basso.
  • Installa un miscelatore termostatico nella doccia. Questi dispositivi non sono costosi, e basta avvitarli al proprio posto. Apri l'acqua solo per inumidire la pelle. Poi, usa la valvola per chiuderla: conserverai la temperatura che preferisci mentre ti insaponi. Riaprila di nuovo per il risciacquo.
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Fonte: WikiHow

Autori: WikiHow

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Articolo tratto interamente da WikiHow


Citazione del giorno


"E, nel frattempo, non lasciare che una nuvola cancelli tutto il cielo."

 Anaïs Nin


Oscuramento

Blackout from Aaron Keigher on Vimeo.

Photo e video credit Aaron Keigher caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Auckland City (Nuova Zelanda)

Auckland City - New Zealand from Itchy on Vimeo.

Photo e video credit caricato Itchy su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Comunicazione di servizio


Invito rivolto a tutti gli amici blogger

Vi prego di controllare se siete presenti nel blog roll in basso a destra. Se non trovate il vostro blog, sarò ben lieto d'inserirvi nella lista dei blog amici.
Grazie mille per l'aiuto.



martedì 21 marzo 2017

Nuovi temi su Blogger



In queste ore, fanno il suo esordio sulla piattaforma Blogger, alcuni nuovi temi. Ogni nuovo tema è completamente personalizzabile e compatibile con tutti i device.

I nuovi temi sono: Contempo, Soho, Emporio e Notevole.

Attendendo altre novità, vi consiglio di visitare il vostro cruscotto e di dare un’occhiata alla nuova grafica per il vostro blog.



lunedì 20 marzo 2017

Addio a Chuck Berry, leggenda del rock

Articolo da DinamoPress
È morto il 18 marzo, uno dei padri del rock (1926-2017). Un mito incarnato che mise al centro del mondo la chitarra come strumento principale. Il primo interprete musicale a trattare nei suoi testi, seppur con toni semplici e ironici, tematiche riguardanti gli adolescenti, la ribellione alle convenzioni sociali, il lavoro, la povertà economica giovanile.

"Se volete chiamare il rock in un altro modo chiamatelo Chuck Berry” diceva John Lennon e non è un caso che alcune delle prime hit (Roll Over Beethoven, Rock and Roll Music, Johnny B. Goode) che hanno dato il via al successo dei Beatles siano in realtà delle cover di Mr Chuck. Ma pensiamo anche a Come On, scelta come singolo d'esordio dai Rolling Stones. La British Invasion degli anni ’60 prende in realtà le mosse da questo artista del Midwest statunitense.

Nato a Saint Louis nel Missouri nel 1926, Berry è un adolescente ribelle, e trascorrerà anche diverso tempo in riformatorio a causa di una rapina mentre era ancora al liceo. Mille lavori e lavoretti si alternano mentre la chitarra elettrica pulsa nelle pause della sua vita tra una fatica e l’altra, ma sempre con lui. Poi il matrimonio e il lavoro presso un impianto di assemblaggio di automobili. Ma ad un certo punto con la mente in cui echeggia il rif del bluesman T-Bone Walker, si reca a Chicago, la patria del delta blues. L’incontro più o meno fortuito con Muddy Waters (1913-1983) - considerato "il padre del blues di Chicago" – che lo indirizzerà presso la Chess Records, cambierà la storia della musica occidentale. Un rapporto artistico e umano che andrà avanti per anni.

Figli di quell’America rurale profondamente razzista, entrambi sono cresciuti presso le rive dei più grandi fiumi degli Stati Uniti, che hanno ancora i nomi di quelle tribù indiane che vi risiedevano ben prima della colonizzazione bianca. Muddy Waters ("acque fangose") è un soprannome dato da sua nonna per via della sua abitudine di sguazzare nel fango in riva al Mississippi, appunto. Muddy aveva lasciato a suo tempo i 10 fratelli e il lavoro in una piantagione di cotone con la chitarra in spalla verso le città fredde del Nord America. A Chicago lavorava di giorno come autista e di sera suonava nei bar e in piccoli club. Hoochie Coochie Man, Rolling Stones, Rollin' and Tumblin', Mannish boy, scandiranno il beat delle future generazioni, saranno il fantasma di Jimi Hendrix e Eric Clapton, l’urlo rock dei Led Zeppelin e degli AC/DC, soundtrack delle metropoli cinematografiche di Scorsese.

Il biopic Cadillac Record ripercorre un po’ l’incontro tra questi guitar man e Leonard Chess, ebreo polacco immigrato in USA e fondatore dell’omonima etichetta discografica. Uomo ambizioso, con profonda voglia di riscatto sociale (ed economico…) “la dinamo” che ha rivoluzionato il mondo dell'industria discografica indipendente lanciando tra gli altri il geniale Bo Diddley, il bad boy Little Walter, il "twist-man"Chubby Checker, il gigante Howlin' Wolf e la meravigliosa Etta James. In un tempo in cui le maggiori emittenti radio trasmettevano quasi esclusivamente musica incisa da bianchi, egli riuscì ad imporre le note dei “suoi” artisti, scardinando le barriere musicali che stigmatizzavano la cosiddetta race music (musica nera solo per neri, nome attribuito dall’industria discografica).

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Fonte: DinamoPress


Autore: Ambra Lancia


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Articolo tratto interamente da DinamoPress


La primavera di Grazia Deledda



La primavera

L’inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d’argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell’erba.
Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti, E tutto ‘era puro,
giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.

Grazia Deledda


Benvenuta primavera

twilight magic - botanics, spring loaded from Alf Pilz on Vimeo.

Photo e video credit Alf Pilz caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Un giorno a Firenze

Un giorno a Firenze from Attilio Ruffo on Vimeo.

Photo e video credit Attilio Ruffo caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Proverbio del giorno


La bella e buona maniera fa cambiar l'inverno in primavera.


domenica 19 marzo 2017

Auguri a tutti i papà





"Non è difficile diventare padre. Essere un padre: questo è difficile."

Wilhelm Bush


Oggi il mio augurio va a tutti i papà del mondo, soprattutto a quelli che lottano ogni giorno per lasciare un mondo migliore ai propri figli.



sabato 18 marzo 2017

Ladri di biciclette: recensione del film


Ladri di biciclette è un film del 1948 diretto, prodotto e in parte sceneggiato da Vittorio De Sica.

Trama 

Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci, un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di Pietà, per cui la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Proprio il primo giorno di lavoro, però, mentre tenta di incollare un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente.

Andato a denunciare il furto alla polizia, si rende conto che le forze dell'ordine per quel piccolo e comune furto non potranno aiutarlo. Tornato a casa amareggiato, capisce che l'unica possibilità è mettersi lui stesso alla ricerca della bicicletta. Chiede quindi aiuto a un suo compagno di partito, che mobilita i suoi colleghi netturbini. All'alba, insieme al figlio Bruno, che lavora in un distributore di benzina, e al compagno di partito, si reca a cercare la bicicletta dapprima a Piazza Vittorio e poi a Porta Portese, dove solitamente vengono rivenduti gli oggetti rubati. Tuttavia non c'è niente da fare: la bicicletta, probabilmente ormai smembrata nelle sue parti, non si trova.

Proprio a Porta Portese, Antonio riconosce il ladro in compagnia di un vecchio barbone, perdendolo subito di vista. Anche il vecchio vuole sfuggire a Ricci che lo segue fino a una mensa dei poveri, dove dame di carità della pia borghesia romana distribuiscono minestra e funzioni religiose agli affamati. L'uomo pretende di essere accompagnato dal barbone al recapito del ladro ma, approfittando di una sua distrazione, il vecchio si dà alla fuga. Ormai perse le speranze, Antonio arriva persino a rivolgersi a una "santona", una sorta di veggente che accoglie nella sua casa un'umanità varia, afflitta e disgraziata; ma il responso sibillino della donna è quasi una presa in giro. Subito dopo, solo per caso, Antonio s'imbatte nuovamente nel colpevole in un rione malfamato, dove però tutti gli abitanti prendono fermamente le difese del ladro, minacciando il derubato. Nemmeno un carabiniere, non trovando prove concrete, può fare alcunché per arrestare il colpevole.

Stravolti dalla stanchezza, Antonio e Bruno attendono il tram per tornare a casa, quando Antonio nota una bicicletta incustodita e, preso dalla disperazione, tenta maldestramente di rubarla, ma viene subito fermato e aggredito dai passanti. Solo il pianto disperato del figlio, che muove a pietà i presenti, gli evita il carcere. Bruno stringe la mano al padre e i due si allontanano tra la folla mentre su Roma scende la sera.

Curiosità sul film

Girato con un'ampia partecipazione di attori non professionisti, è basato sull'omonimo romanzo (1946) di Luigi Bartolini, adattato al grande schermo da Cesare Zavattini. È tuttora considerato un classico del cinema ed è ritenuto uno dei massimi capolavori del neorealismo cinematografico italiano.

Del romanzo originale, così come delle sceneggiature (oltre sei, più quella dello stesso De Sica), nel film non è rimasto nulla. Il racconto, adattato da Cesare Zavattini, mostra però una traccia di queste sceneggiature nella serie di quadri che accompagna la vicenda del protagonista. Sono dei bozzetti che vogliono "realisticamente" mostrare al pubblico la vita italiana dell'immediato dopoguerra.

Il pubblico del cinema Metropolitan di Roma non accolse bene il film, anzi reclamava la restituzione del prezzo del biglietto. Tutt'altra l'accoglienza a Parigi, con la presenza di tremila personaggi della cultura internazionale. Entusiasta e commosso, René Clair abbracciò al termine della proiezione De Sica dando il via a quel successo mondiale che ebbe in seguito il film con i cui proventi il regista riuscì finalmente a pagare i debiti contratti per la produzione di Sciuscià.

La mia opinione

Un capolavoro del cinema italiano e soprattutto grazie agli attori non professionisti, che rende questa storia molto reale, con tutte le difficoltà del dopoguerra. Imperdibile!

Voto: 8,5

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Nel fiume Po sono ancora presenti alcuni pesticidi banditi da anni



Articolo da TuttoGreen

Una storia emblematica: stiamo ancora pagando per l’uso di pesticidi di più di un quarto di secolo fa.

Benché siano stati banditi da anni, nel fiume Po sono ancora presenti alcuni pesticidi. Si pensi alla terbutilazina, nel 2014 risultata essere presente in oltre il 40% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e in quasi il 6% di quelli delle acque sotterranee. Stessa situazione per un altro Pesticida: il metabolita desetil-tebutilazina. Perfino l’atrazina, bandita da ormai 25 anni, viene ancora rilevata, sebbene in concentrazioni minime.

La concentrazione di un Pesticida nel Po, per essere quanto meno dimezzata, richiede almeno otto anni. Nel bacino del fiume, invece, l’atrazina non solo resta stabile, ma fa registrare anche livelli circa quattro volte superiori rispetto ai corsi d’acqua. Ciò in quanto nelle acque sotterranee non ci sono quei meccanismi di degradazione dei corsi, quindi i tempi di ricambio dell’acqua sono estremamente lenti.

A rilevare questa triste situazione delle acque del Po è l’Ispra, mediante un monitoraggio iniziato nel 2003, dal titolo “Sostenibilità ambientale dell’uso dei pesticidi – il Bacino del Po”. Lo studio rivela altresì come nelle acque del Po siano presenti anche miscele di sostanze diverse.

Anche se questi erbicidi sono banditi da anni – atrazina, simazina, alarlo – il loro smaltimento è lento. Più di quanto viene stimato quando vengono autorizzati. Per alcune sostanze considerate “estremamente preoccupanti” non c’è invece una soglia di sicurezza per la salute e per l’ambiente: si tratta delle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (Cmr), delle sostanze persistenti, bioaccumulabili e, infine, degli interferenti endocrini. L’atrazina, per esempio, è un interferente endocrino.

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Fonte: TuttoGreen


Autore: 
Luca Scialò


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Articolo tratto interamente da TuttoGreen



Citazione del giorno


"Ogni uomo può essere un padre. Ci vuole una persona speciale per essere un papà."

Anonimo


18 marzo 1944 - Strage di Monchio, Susano e Costrignano; vengono uccisi per rappresaglia 136 civili dall'esercito tedesco


Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La strage di Monchio, Susano e Costrignano fu una rappresaglia compiuta dalle truppe naziste in Italia il 18 marzo 1944, contro la costituzione delle prime brigate partigiane sull'appennino modenese. Tutti i fatti sono avvenuti in frazioni del comune di Palagano, ma all'epoca questo territorio era parte del comune di Montefiorino. Nell'indicare la strage viene spesso omesso il nome del paese di Savoniero, essendoci stata una sola vittima di questa frazione uccisa inoltre il giorno dopo, presso la rocca di Montefiorino.

Dopo alcuni scontri avvenuti il 9 marzo 1944 tra formazioni partigiane e truppe G.N.R. in cui rimasero uccisi sette soldati nei pressi di Savoniero, il 16 ed il 17 marzo altri scontri avvennero nei pressi del Monte Santa Giulia dove si erano ritirati i partigiani; qui rimasero uccisi un ufficiale ed alcuni soldati tedeschi.

A questo punto venne fatto intervenire l'ufficio germanico di collegamento per l'Emilia che fece affluire sull'Appennino modenese un reparto di paracadutisti della divisione corazzata Hermann Göring comandato dal capitano Kurt Cristian von Loeben, accompagnato da reparti della G.N.R. di Modena che si piazzarono a Montefiorino e circondarono la valle del Dragone.

Alle prime luci dell'alba del 18 marzo iniziarono un intenso cannoneggiamento su Monchio, Susano e Costrignano, frazioni del comune poste sull'altro fianco della valle del Dragone. Gli abitanti abbandonarono le case più esposte al tiro dei cannoni e tra il terrore generale cercarono riparo nelle cantine delle abitazioni più riparate. Molti trovarono rifugio con le famiglie nei dirupi aperti dai torrenti che dai monti scendono verso il Dragone o nei boschi, protetti da grosse querce o negli avvallamenti protetti da dossi. Fu impossibile raggiungere altre borgate perché le granate esplodevano in modo incessante, impedendo ogni via di fuga.

Verso le 7 gli automezzi delle truppe tedesche iniziarono a muoversi da Montefiorino e Savoniero per circondare i paesi colpiti, formando una lunga colonna di autocarri, camionette, mezzi cingolati ed autoblinde. I reparti si erano divisi le borgate e le frazioni da rastrellare; non appena giunti sul posto assegnato lanciavano in aria razzi luminosi per informare l'artiglieria di spostare il tiro su zone non ancora raggiunte. Quando tutti i reparti raggiunsero i loro obiettivi cessò il cannoneggiamento.

Da questo momento inizia il vero e proprio sterminio: tutte le case incontrate vennero razziate e depredate di provviste alimentari, di oggetti di valore e date alle fiamme; pure gli animali migliori vennero razziati, gli altri bruciati vivi nelle stalle. Le persone, tutti umili cittadini, passati per le armi nei luoghi in cui venivano sorpresi. Una buona parte degli uomini incontrata fu usata per trasportare armi, munizioni e beni razziati verso Monchio, dove nel pomeriggio fu giustiziata. Il primo borgo interessato fu Susano che al tempo contava 250 persone, furono sterminate intere famiglie, compreso lo straziante caso della famiglia Gualmini: tutti gli otto componenti uccisi, compresi i bambini di 7, 5 e 4 anni. Poi mentre si terminava a Susano, altri reparti si abbatterono sulle prime borgate di Costrignano. Tutte le case vennero perquisite, le donne ed i bambini furono spinti sulla strada verso Susano e qui trattenuti sotto la minaccia delle armi fino a sera. Gli uomini vennero usati per trasportare armi e munizioni, alcuni vennero uccisi direttamente sul posto con le mitragliatrici. Anche a Monchio si ripeterono le stesse scene degli altri due paesi. Qui di particolare importanza la testimonianza del parroco del paese Don Luigi Braglia che sulla strage scriverà:

«Sono le sette del mattino quando comincia il saccheggio e l’orribile strage. Entrano nelle case, spezzano le stoviglie e mandano in frantumi i vetri con i grossi fucili; fanno uscire le donne e i bambini, fanno una scorreria nelle camere, rubano qua e là ciò che loro aggrada, scaricando gli uomini che avevano nel frattempo tenuti fermi sotto la minaccia delle armi e quindi li avviano alla piazzetta in prossimità del cimitero vecchio dove vennero passati per le armi.»

(Don Luigi Braglia)

Alla fine di questa tragica giornata si conteranno 129 cadaveri: 71 a Monchio, 34 a Costrignano e 24 a Susano cui si devono aggiungere 7 civili uccisi senza apparente motivo nei giorni immediatamente prima e dopo la strage che portano il totale a 136 morti. Tra questi poveri morti sono da segnalare la presenza di sei bambini di età inferiore ai dieci anni, sette ragazzi tra i dieci ed i sedici, sette donne di cui una all'ultimo mese di gravidanza, venti anziani ultra sessantenni di cui uno semi paralizzato.

Inspiegabilmente questa strage, che può tristemente essere considerata la prima di massa di quel periodo, è caduta nel più profondo degli oblii. È una tragedia nota solo localmente e solo ora, dopo molti decenni, la Presidenza della Repubblica ha avviato la procedura formale per verificare la possibilità di conferire al comune di Palagano la medaglia d'oro al merito civile.

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venerdì 17 marzo 2017

Non ho più pazienza...



"Non ho più pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho più pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti. Per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia incoraggiare o elogiare. I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho più nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza."

Meryl Streep




LukHash - Round The World


Tornano gli 8 bit di LukHash e stasera vi propongo un nuovo brano.


Il brano scelto è rilasciato con licenza Creative Commons.

Credits:

Official Website: http://www.lukhash.com/
Bandcamp: http://lukhash.bandcamp.com
Facebook: https://www.facebook.com/lukhashdotcom
YouTube: http://www.youtube.com/lukhashdotcom 



Video credit lukhashdotcom caricato su YouTube

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Pollice su e giù della settimana


Tè aiuto naturale contro la demenza, basta una tazza al giorno tratto da GreenStyle





Alitalia, stipendi tagliati e 2.037 esuberi. I sindacati: “Piano insostenibile. Sciopero di 24 ore mercoledì 5 aprile” tratto da Il Fatto Quotidiano







Comunicato da StopGlifosato


Comunicato da StopGlifosato

Roma, 15 marzo 2017 - L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha deciso oggi che il glifosato non è cancerogeno e non provoca mutazioni genetiche, ma seri “danni agli occhi” ed è “tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici”. L’assoluzione è arrivata nonostante l’allarme lanciato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla pericolosità del noto diserbante.

"Una conclusione – sottolinea la portavoce della Coalizione #StopGlifosato Maria Grazia Mammuccini – che non convince e a cui si è arrivati esaminando gli studi pregressi, compresi quelli delle aziende produttrici. Abbiamo lanciato già alcuni giorni fa l’allarme sul possibile conflitto di interessi di alcuni membri della Commissione che ha emanato questo parere. Almeno tre di loro hanno lavorato per società di consulenza del settore chimico, interessate a sostenere il glifosato e a non far partire un serio ripensamento sull’uso globale dei pesticidi nell’agricoltura europea”.
Inoltre, come ammette la stessa ECHA, questo parere è basato “esclusivamente sulle proprietà dannose della sostanza. Non tiene conto della possibilità di esposizione alla sostanza e quindi non tratta dei rischi di esposizione”.

Per Patrizia Gentilini, dell’Isde- Associazione medici per l’ambiente, “in altre parole, secondo il controverso parere dell’ECHA (formulato considerando anche studi non pubblicati, non sottoposti a revisione e condotti dall’industria produttrice), in se stesso il glifosato non indurrebbe in modelli sperimentali il cancro o mutazioni genetiche. Questo parere, secondo quanto dichiarato dalla stessa agenzia, esclude la valutazione dei rischi da esposizione prolungata di esseri umani (agricoltori e consumatori), sui quali l’ECHA paradossalmente non si esprime. Ma è proprio l’esposizione sia professionale che residenziale o attraverso l’acqua e gli alimenti, che rappresenta un rischio per la salute delle persone, specie delle frange più vulnerabili quali donne in gravidanza e bambini”.

Per la Coalizione italiana #StopGlifosato “questo parere ‘parziale’ indurrà la Monsanto a tirare un respiro di sollievo. Molto meno sollevati sono i cittadini europei che si trovano di fronte a un giudizio sostanzialmente avulso dalla realtà dei rischi quotidiani. Per questo occorre sostenere la raccolta di firme per l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) indirizzata al parlamento e alla Commissione Ue, affinché ascoltino gli allarmi che vengono da una buona parte della comunità scientifica e decretino l’eliminazione dell’erbicida dai campi europei. In meno di due mesi questa iniziativa di legge popolare contro il glifosato è stata firmata da mezzo milione di cittadini: occorre raddoppiare l’impegno e presentare il milione di firme necessario per ottenere un cambiamento di rotta nelle politiche del laissez faire sulla salute e sulla pelle dei cittadini”.

Le 45 Associazioni riunite della Coalizione italiana #StopGlifosato lanciano un appello a tutti i cittadini per firmare e promuovere l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) contro il glifosato, per far sentire alla Commissione europea la propria voce contro l’uso del glifosato e contro un modello di agricoltura non più sostenibile basato sull’utilizzo della chimica di sintesi lungo tutta la filiera agroalimentare.

Sono già tanti i cittadini che hanno sottoscritto la petizione #StopGlifosato, ma dobbiamo essere sempre di più per spingere la Commissione Ue ad assumere la decisione finale sull’uso del diserbante a tutela degli interessi generali delle persone e non degli interessi particolari delle multinazionali della chimica.

Firma la petizione ICE
http://www.stopglifosato.it/petizione-ice-stopglyphosate/
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook, (hashtag #StopGlifosato)
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
Gli uffici stampa:
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali,- m.mazzali@aiab.it – Cell. 348 2652565
Ufficio Stampa Lipu : Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it Cell. 3403642091 Ufficio Stampa WWF : Cristina Maceroni, c.maceroni@wwf.it – Cell. 329.8315725 Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici – m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187 , Luisa Calderaro – l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353
Ufficio stampa Associazione Biodinamica: Silverback, Greening the Communication – Francesca Biffi f.biffi@silverback.it - cell: 333 2164430
http://www.stopglifosato.it/petizione-ice-stopglyphosate/