giovedì 30 novembre 2017

Non sono un cliente...



"Non sono un cliente, né un consumatore, né un utente, non sono un lavativo, un parassita, né un mendicante, né un ladro, non sono un numero di previdenza sociale, né un puntino su uno schermo. Ho pagato il dovuto, mai un centesimo di meno, orgoglioso di farlo. Non chino mai la testa, ma guardo il prossimo negli occhi e lo aiuto quando posso. Non accetto e non chiedo elemosina. Mi chiamo Daniel Blake, sono un uomo e non un cane; come tale esigo i miei diritti, esigo di essere trattato con rispetto. Io, Daniel Blake, sono un cittadino. Niente di più e niente di meno."

Daniel Blake
Tratto dal film Io, Daniel Blake di Ken Loach






MacOS High Sierra: grave vulnerabilità di sicurezza


Articolo da PuntoInformatico.it

Roma - Sembra non esserci pace per MacOS High Sierra, ultima versione del sistema operativo per computer di Apple che si è fin da subito dimostrato piuttosto insufficiente dal punto di vista della sicurezza. L'ultimo problema in tal senso riguarda la possibile creazione di un account con privilegi di amministratore senza alcuna password, un bug triviale per eventuali malintenzionati e per il quale Cupertino dice di essere già al lavoro sulla patch.

Il bug può essere sfruttato dal box di autenticazione che compare quando si prova a modificare le impostazioni del sistema o al login del sistema operativo, box in cui basta digitare root come nome utente, lasciare il campo password vuoto e premere il pulsante di sblocco alcune volte finché la finestra non scompare.

In questo modo, avendo accesso fisico alla macchina bersaglio, è possibile creare un account con pieni privilegi di amministrazione da riutilizzare in seguito - magari anche per l'accesso da remoto - per compiere qualsiasi azione malevola.

Continua la lettura su PuntoInformatico.it


Fonte: PuntoInformatico.it


Autore: 
Alfonso Maruccia

Licenza: Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da PuntoInformatico.it



30 novembre 1954 – A Sylacauga, in Alabama, un meteorite di quasi 4 kg, dopo aver perforato il tetto dell'abitazione, entra nel salotto di Ann Elizabeth Hodges, colpendola dopo aver rimbalzato sulla radio

Sylacauga meteorite, Smithsonian Natural History Museum

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sylacauga è un meteorite caduto ad Oak Grove, vicino a Sylacauga (Alabama) il 30 novembre 1954; viene chiamato anche meteorite di Hodges, poiché uno dei suoi frammenti colpì una donna del posto, Ann Elizabeth Hodges. Si tratta del primo caso ben documentato di un essere umano colpito da un meteorite, anche se non è l'unico di cui si abbia notizia.

Il meteoroide raggiunse la Terra sul lato rivolto verso il Sole, quindi aveva già passato il perielio e si stava allontanando dal Sole; dopo le analisi dell'orbita, il corpo progenitore più probabile è risultato essere l'asteroide 1685 Toro.

Il meteorite cadde il 30 novembre 1954, alle ore 18.46, formando una scia ben visibile in cielo; il boom sonico fece quasi cadere di sella un ragazzino in bici a Montgomery e varie persone abitanti nei dintorni riportarono di interferenze alla televisione durante la caduta del meteorite. Fino a Tuscaloosa, inoltre, testimoni riportarono di aver sentito rumori in cielo, paragonati a esplosioni o violenti scoppi. Il meteorite si spezzò in almeno tre frammenti:

    Il frammento Hodges, quello di dimensioni maggiori, sfondò il tetto di una casa di Oak Grove, sbalzò via una radio e colpì al fianco sinistro la signora Ann Elizabeth Hodges, che stava riposando sul divano.

    Il frammento McKinney, ritrovato il giorno seguente da un contadino del luogo, Julius McKinney.

    Un terzo frammento, mai recuperato, è probabilmente caduto in un'area a nordovest di Oak Grove (presso Childersburg).

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Restano tre cose di Fernando Pessoa


Restano tre cose

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell'interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.


Fernando Pessoa



Questo blog è no profit


Voglio ricordare che questo spazio è no profit. Il sottoscritto non ha nessun tipo di guadagno da questo blog e non mi interessa averli. Invito a lasciar stare le varie proposte di affiliazioni a fonte di guadagno, perché questo spazio deve essere lasciato fuori dalla logica dei profitti e dei suoi derivati. Tra l'altro sono un fermo sostenitore del Copyleft e del libero scambio d'idee.


Grazie per la collaborazione!



mercoledì 29 novembre 2017

martedì 28 novembre 2017

Nel tuo nome di Francesca A. Vanni



Buongiorno a tutti, mi chiamo Francesca e approfitto dello spazio gentilmente offertami dal Cavaliere Oscuro del Web (che ringrazio ancora di cuore) per parlarvi del mio romanzo.

E per farlo vorrei cominciare dal titolo: “Nel tuo nome”.

Perché ho scelto proprio questo titolo? La risposta è semplice: esiste una persona al mondo per cui voi fareste, sareste e dareste qualsiasi cosa, anche la vostra vita?

Per il protagonista del mio romanzo, l’Imperatore Adriano, questa persona esiste e si chiama Antinoo.

Come forse sapete, il destino non è stato clemente con questi due sfortunati amanti: Antinoo infatti morì in circostanze misteriose sulle rive del fiume Nilo e Adriano visse per sempre nel doloroso ricordo della sua perdita.

Ma quando ci si mette di mezzo la fantasia, la storia può cambiare e prendere pieghe inaspettate.
È ciò che nel linguaggio letterario si chiama ucronia, meglio noto come “cosa sarebbe successo se...” ed è ciò che ho fatto io.

Ho immaginato cosa sarebbe accaduto se le cose fossero andate in modo diverso e questo quesito, assieme a lunghe ricerche, hanno dato vita al mio libro di cui vi lascio un piccolo estratto per incuriosirvi un po’:

“-Posso conoscere il tuo nome, ragazzo?-
-Pan.- rispose Antinoo accarezzando il muso dei due destrieri, prima di aggiungere sottovoce e in greco –Neppure voi siete liberi, amici miei: compatisco la vostra crudele sorte.- alzò lo sguardo un’ultima volta, prima di accomiatarsi –Vale, signori.- disse.
Metello lo osservò allontanarsi e commentò poco convinto:
-Se lui si chiama Pan, io allora sono la dea Venere.-
-Semmai il dio Vulcano, amico mio, poiché gli rassomigli in grazia.- replicò Adriano, spronando la dolce Antigone a procedere –Vuole chiamarsi Pan, chi siamo noi per contraddirlo? È un fanciullo e ha tutto il diritto di vivere felice nel suo piccolo mondo fatto di sogni e speranze, prima che la vita lo faccia scontrare con la dura realtà. E credimi se ti dico che accadrà più presto di quanto egli possa immaginare.-
-A me sembra soltanto un moccioso sfrontato che non nutre alcuna simpatia verso Roma.-
Adriano lo guardò dritto negli occhi.
-Tu alla sua età nutrivi simpatia verso Roma?- ribatté –Io forse la nutrivo?-”

Se volete saperne di più, allora visitate il mio sito: 

www.francescaavanniautrice.it

Oppure passate sul mio blog: https://francescavanniautrice.blogspot.it



Licenza: concesso su autorizzazione dell'autrice


Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via e-mail.



Il glifosato è stato autorizzato per altri cinque anni in Europa


Articolo da Radio Onda d’Urto

Lunedì 27 novembre. Per altri 5 anni gli Stati dell’, riuniti nel comitato d’appello, hanno autorizzato l’uso agricolo del “glifosato”, l’erbicida tutt’ora più diffuso in .

Il composto chimico è divenuto di libera produzione nel 2001, anno in cui è scaduto il relativo brevetto di produzione, fino ad allora appartenuto alla Monsanto Company.

Il dibattito sulla sua nocività però continua da anni: gli studi delle più grandi agenzie di regolamentazione, come l’Agenzia di protezione dell’, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, erano arrivate alla conclusione che il glifosato non fosse cancerogeno; ma le stesse agenzie si erano basate su dati forniti direttamente dalla Monsanto, quindi adducendo una decisione favorevole basandosi per lo più sulle conclusioni dell’azienda statunitense stessa. Il dibattito è tornato in auge quando l’IARC (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) è arrivata alla conclusione opposta.


Prima del voto di questo lunedì, le posizioni di partenza di diversi stati dell’Ue erano molto incerte: l’ipotesi ritenuta più probabile era di autorizzare l’uso della sostanza chimica solo per altri tre anni. 

Decisivo, però, è stato il voto positivo della Germania, che ha spostato gli equilibri: il glifosato è stato autorizzato al suo uso agricolo per altri 5 anni, con 18 paesi a suo favore, 9 contrari e un astenuto.

Continua la lettura su Radio Onda d’Urto 

Intervento audio su Radio Onda d’Urto 


Fonte: Radio Onda d’Urto 

Autore: redazione Radio Onda d’Urto

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da Radio Onda d’Urto
 


Manifestazione del 25 novembre (video)


Sabato 25 novembre 2017, oltre 150mila persone hanno sfilato in corteo a Roma, contro la violenza maschile sulle donne e di genere. Ecco alcuni filmati della manifestazione.

 

Video credit NOIDONNEORG caricato su YouTube



Video credit Dinamo Press caricato su YouTube


Buongiorno a chi...




"Buongiorno a chi si sveglia con un “pensiero” fisso e lo vorrebbe abbracciare.
A chi ha capito che i sogni più belli si fanno da svegli.
A chi, anche oggi, ce la metterà tutta e se va male, pazienza, si sorride lo stesso!
Buongiorno a chi, anche oggi, è disposto a imparare ma non a farsi insegnare.
Buongiorno a chi s’aspetta molto e rimarrà deluso. A chi non s’aspetta niente e sarà sorpreso.
Buongiorno alla vita che non è mai uguale, finché conservi nel cuore la voglia di amare."

Antonio Curnetta


lunedì 27 novembre 2017

La poesia salverà il mondo di Walt Whitman


La poesia salverà il mondo

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque
Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce,
il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi,
e l’alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù,
o arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d’aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall’occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell’aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all’aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano.

Walt Whitman


Un viaggio in Patagonia

A Journey Into Patagonia 4K from Garrett Martin on Vimeo.

Photo e video credit Garrett Martin caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Passeggiando per New York

Capturing New York from Nikita Samsonov on Vimeo.

Photo e video credit Nikita Samsonov caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons




Proverbio del giorno


La vita è come una partita a scacchi, cambia a ogni mossa.

Proverbio cinese


domenica 26 novembre 2017

Lacrime d'amore di Simona Scola



Oggi ospito nel mio blog alcuni versi di Simona Scola. Prima di passare alla poesia, ecco come si presenta:

Mi chiamo Simona Scola e sono nata a Lecco il 02 Novembre 1972,vivo a Molteno, piccolo paese immerso nel cuore della Brianza . Sono una persona semplice, riservata, sensibile (forse troppo) e solare, dedita al lavoro. Nonostante le ferite cerco sempre di rialzarmi anche se ci sono momenti di alti e bassi. Amo gli animali, la natura e l’arte in genere. Da qualche anno il mio passatempo preferito è la fotografia dalla quale traggo ispirazioni tali da riempire le pagine della mia vita giornaliera.

Dal Giugno 2011 il mio diario è in rete con il sito http://valzerdiemozioni.blogspot.it

Inoltre, sono presente su Facebook al nome di Simona Scola (Simo) da Novembre 2017 mi ritrovo tra i collaboratori redattori del sito http://lanostracommediajalesh2.wordpress.com/

Nell’anno 2012 vedo il mio esordio poetico con l’antologia dal titolo “TRENTATRE’ NOTE DI POESIA” e a marzo 2014 “SULLA RIVA DEI PENSIERI” (edite da Youcanprint).
La vita è una prova continua…

Un dolore immenso e un vuoto incolmabile ha scaturito in me emozioni intime così forti che a distanza di pochi mesi dalla mia ultima pubblicazione edita da EBS print intitolata I COLORI DELL’ANIMA ho potuto realizzare una nuova silloge foto/poetica dal titolo A CUORE APERTO dedicata in primis al mio caro e amato papà Giancarlo e a Pietro, Rosi, Laura, Milena e Felice quale ringraziamento per la vicinanza dimostrata in questa dolorosa circostanza.

Nel 2013 mi ritrovo tra i finalisti del 18° concorso letterario del Circolo PickWick.

Dal 2014 in poi alcuni miei scatti fotografici e liriche poetiche vengono inserite sulla rivista culturale “ORIZZONTI”, sono presente anche nella prima edizione de “IL TIBURTINO 2014” della Aletti Editori.

Nel 2015 partecipo al IV concorso di poesie e narrativa Poetiche ispirazioni
“ IL VIAGGIO” promosso dal Gruppo Cultura del Comune di Viganò.

Nel 2017 ho partecipo al concorso fotografico dal titolo SGUARDI indetto dall’Associazione ONLUS FABIO SASSI e a Profili di Brianza “Lurago 1883”.

Simona Scola 

Dopo la sua presentazione, ecco alcuni suoi versi.

Lacrime d'amore

Una sintesi armonica
tra corpo e mente
non placa il desiderio
di Te.

Conflitto.

Dispersa tra i ricordi
rivivo gli sguardi perduti
l’uno nell'altro.

Rimuovi le paure e
ascolta il mio grido:
“INSIEME”
la nostra forza.

tratta dall'antologia I COLORI DELL'ANIMA
di Simona Scola

Sicuramente avete apprezzato la poesia, ma vi consiglio di conoscerla visitando il suo blog. Ringrazio Simona per la partecipazione a questa iniziativa.


Autore: Simona Scola

Licenza: concesso su autorizzazione dell'autrice


Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via e-mail.

Photo credit Simona Scola concessa gentilmente per la pubblicazione di questo post


sabato 25 novembre 2017

Oggi 25 novembre: vi consiglio di leggere i seguenti post


Oggi 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche altri blog hanno pubblicato qualcosa.

Vi consiglio la lettura dei seguenti post:

È ora di dire basta! tratto da I libri di Francesca






Dati che devono far riflettere!


In occasione del 25 novembre una serie di infografiche racconta la violenza sulle donne in Italia e nel mondo.

Citazione del giorno


"Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato."

Eve Ensler


Il grande coraggio delle sorelle Mirabal


Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa Mirabal nacquero a Ojo de Agua provincia di Salcedo nella Repubblica Dominicana da una famiglia benestante. Combatterono la dittatura(1930-1961) del dominicano Rafael Trujillo, con il nome di battaglia Las Mariposas (Le farfalle).

Il 25 novembre 1960 Minerva e Maria Teresa decidono di far visita ai loro mariti, Manolo Tavarez Justo e Leandro Guzman, detenuti in carcere. Patria, la sorella maggiore, vuole accompagnarle anche se suo marito è rinchiuso in un altro carcere e contro le preghiere della madre che teme per lei e per i suoi tre figli. L’intuizione della madre si rivela esatta: le tre donne vengono prese in un’imboscata da agenti del servizio segreto militare, torturate e uccise.

Il loro brutale assassinio risveglia l’indignazione popolare che porta nel 1961 all’assassinio di Trujillo e successivamente alla fine della dittatura.

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134, dichiara il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in loro memoria.

La militanza politica delle tre sorelle Mariposas era iniziata quando Minerva, la più intellettuale delle tre, il 13 ottobre 1949, durante la festa di san Cristobal, organizzata dal dittatore per la società più ricca di Moca e Salcedo, aveva osato sfidarlo apertamente sostenendo le proprie idee politiche.
Quella data segna l’inizio delle rappresaglie contro Minerva e tutta la famiglia Mirabal, con periodi di detenzione in carcere per il padre e la confisca dei beni per la famiglia.

Minerva mostra fin da bambina un carattere forte e indipendente e una grande passione per la lettura, il suo paese e la libertà. La sua influenza sulle sorelle è notevole, soprattutto su Maria Teresa, la più piccola, che la prende a modello e cerca di emularla negli studi universitari, iscrivendosi ad Architettura, facoltà che non termina, conquistando soltanto il grado tecnico in Agrimensura.
Maria Teresa segue Minerva giovanissima nella militanza politica, dopo essersi fidanzata con un altro attivista politico, Leandro Guzmàn, amico del marito di Minerva.

Dopo la conclusione degli studi superiori Minerva chiede ai genitori il permesso di studiare Diritto all’Università (suo grande sogno fin dall’infanzia), ma la madre di oppone: conoscendo le sue spiccate idee politiche, teme per la sua incolumità. Per consolarla del diniego il padre le permette di imparare a guidare e le regala un automobile su cui, con grande audacia per i tempi, scorrazza da sola per tutta la provincia.

Ma nel 1952, all’età di ventisei anni, Minerva riesce a iscriversi all’Università di Santo Domingo, che frequenterà fra divieti e revoche. Dopo la laurea però non le viene consentito l’esercizio della professione.

Minerva, unica donna insieme a Dulce Tejada in un gruppo di uomini, il 9 gennaio del 1960 tiene nella sua casa la prima riunione di cospiratori contro il regime che segnò la nascita dell’organizzazione clandestina rivoluzionaria Movimento del 14 giugno e il cui presidente fu suo marito Manolo Tamarez Justo, assassinato nel 1963.

Minerva fu l’anima del movimento «Durante un’epoca di predominio dei valori tradizionalmente maschili di violenza, repressione e forza bruta, dove la dittatura non era altro se non l’iperbole del maschilismo, in questo mondo maschilista si erse Minerva per dimostrare fino a che punto ed in quale misura il femminile è una forma di dissidenza». (Dedè Mirabal)

Ben presto nel Movimento 14 giugno, oltre alla giovanissima (quando fu assassinata aveva soltanto venticinque anni) Maria Teresa e al marito, che già da anni erano attivisti politici, furono coinvolti anche la materna e solidale Patria e il marito Pedro Gonzalez.

Patria aveva abbandonato gli studi presso una scuola secondaria cattolica di La Vega (come farà Dedé per badare all’attività familiare) per sposare a sedici anni un agricoltore. Patria è molto religiosa e generosa, allegra e socievole; si definisce “andariega”, girovaga, perché ama molto viaggiare. Era madre di quattro figli (ma l’ultimo visse soltanto pochi mesi) e non esita ad aderire al movimento per « non permettere che i nostri figli crescano in questo regime corrotto e tirannico».

Continua la lettura su Enciclopedia delle donne

Fonte: Enciclopedia delle donne

Autore: 
Marinella Gargiulo 

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da Enciclopedia delle donne



25 Novembre - Giornata contro la violenza sulle donne



”I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.”

 Kofi Hannam




Video credit Redazione Controcampus caricato su YouTube


venerdì 24 novembre 2017

Domani Giornata contro la violenza sulle donne: invito rivolto a tutti




In vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne di domani, metterò a disposizione il mio blog per voi. Se volete pubblicare un vostro post, una poesia, un video e altro inerente al tema, contattatemi via mail.



Tutto sarà pubblicato nella giornata di domani (25 novembre).



Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web




Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi  la vostra richiesta via mail.


Pollice su e giù della settimana


3 caffè al giorno tolgono il medico di torno: una ricerca scientifica dimostra gli effetti benefici tratto da L'Huffington Post





Egitto, attentato in moschea nel Sinai: decine di morti tratto da Rai News








giovedì 23 novembre 2017

La storia di Ipazia



Articolo da Enciclopedia delle donne

Alla morte del padre Teone, matematico-astronomo, Ipazia ne eredita legittimamente il posto a capo della scuola neoplatonica d’Alessandria. Invece non prende marito, sentendosi già «sposata alla verità». I suoi scritti sono andati perduti, ed è difficile ricostruirne il pensiero; sono piuttosto le testimonianze dei contemporanei a dare notizia della sua fama. Sinesio, lo studente venuto da Cirene e futuro vescovo di Tolemaide la chiama «madre, sorella, maestra e benefattrice», e le fonti la ritraggono come una scienziata e filosofa dai talenti insoliti che partecipa attivamente alla vita politica: «Per la magnifica libertà di parola e di azione che le veniva dalla sua cultura, accedeva in modo assennato anche al cospetto dei capi della città e non era motivo di vergogna per lei lo stare in mezzo agli uomini: infatti, a causa della sua straordinaria saggezza, tutti la rispettavano profondamente e provavano verso di lei un timore reverenziale», lo scrive Socrate Scolastico.

A un secolo di distanza Damascio , che pure la considera «inferiore in quanto donna» e quindi inadatta alla filosofia, esprime lo stesso giudizio: «di natura più nobile del padre, non si accontentò del sapere che viene attraverso le scienze matematiche a cui era stata introdotta da lui ma, non senza altezza d’animo, si dedicò anche alle altre scienze filosofiche. La donna, gettandosi addosso il mantello e uscendo in mezzo alla città, spiegava pubblicamente a chiunque volesse ascoltarla Platone o Aristotele o le opere di qualsiasi altro filosofo… era pronta e dialettica nei discorsi, accorta e politica nelle azioni, il resto della città a buon diritto la amava e la ossequiava grandemente, e i capi, ogni volta che si prendevano carico delle questioni pubbliche, erano soliti recarsi prima da lei, come continuava ad avvenire anche ad Atene. Infatti, se lo stato reale della filosofia era in completa rovina, invece il suo nome sembrava ancora essere magnifico e degno di ammirazione per coloro che amministravano gli affari più importanti del governo».

Se poco si sa della vita di Ipazia, non mancano i dettagli circa la sua morte. La distruzione dei templi ellenici voluta dall’imperatore Teodosio I (al tramonto del IV secolo) è messa diligentemente in atto dal vescovo Teofilo. Questo attacco così altamente simbolico, è seguito da un breve periodo di tregua, che vede Ipazia ancora libera e influente. A Teofilo, morto nel 412, succede il nipote Cirillo, assai più bellicoso, il quale si dota di una milizia privata (i parabalanoi) e dopo uno scontro forse pretestuoso fra ebrei e cristiani, caccia gli ebrei dalla città. I pagani sanno che il loro turno sta per arrivare quando, nel 414 il prefetto Oreste, estimatore di Ipazia e inviso al vescovo, viene aggredito da un gruppo di monaci e ferito. Il colpevole è condannato a morte, ma Cirillo gli organizza funerali in pompa magna e lo proclama martire.

Nel marzo 415 [1], un gruppo di monaci si apposta vicino alla casa di Ipazia, in attesa del suo rientro. «Tiratala giù dal carro, la trascinarono fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario; qui, strappatale la veste, la uccisero usando dei cocci. Dopo che l’ebbero fatta a pezzi membro a membro, trasportati i brani del suo corpo nel cosiddetto Cinerone, cancellarono ogni traccia bruciandoli».
Socrate Scolastico, da cristiano, non incolpa il vescovo. Lo fa Damascio, il filosofo pagano per il quale Cirillo «si rose a tal punto nell’anima che tramò la sua uccisione, in modo che avvenisse il più presto possibile, un’uccisione che fu tra tutte la più empia».

Da allora Ipazia scompare dalla storia, se non per prestare alcune sue doti a santa Caterina di Alessandria. Nel Settecento, ricompare in una disputa tra cattolici ed anglicani inglesi: di facili costumi – per i primi (che ci faceva, altrimenti, per le strade di Alessandria?), vittima del fanatismo per i secondi, così come nella voce Eclectiques , dell’Encyclopédie e per per Voltaire, Henry Fielding, Edward Gibbon e altri Illuministi.

Nel poema epico Ipazia o delle filosofe (1827), la contessa Diodata Saluzzo Roero tenta di ribaltare questa interpretazione. La sua Ipazia si converte al cristianesimo e muore da santa: «languida rosa sul reciso stelo/Nel sangue immersa la vergine giacea/Avvolta a mezzo nel bianco suo velo/Soavissimamente sorridea/Condonatrice dell’altrui delitto/Mentre il gran segno redentor stringea».

Continua la lettura su Enciclopedia delle donne

Fonte: Enciclopedia delle donne

Autore: Sylvie Coyaud

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da Enciclopedia delle donne


Terremoto dell'Irpinia del 1980: per non dimenticare




Domenica 23 novembre 1980 - 19:34:

2.914 morti

8.848 feriti

280.000 sfollati


Mai dimenticare!



Video credit mcirillo380 caricato su YouTube


martedì 21 novembre 2017

Le amicizie


"Le amicizie più belle non nascono sotto le stelle, brancolano nel buio, s'incontrano e poi osservano il cielo. Le amicizie migliori sono quelle che nascono nei modi più strani, dietro un pc, tramite un messaggio, durante uno scambio di pensieri... ci si conosce giorno per giorno, pregi e difetti, attimi veri. L'amicizia, quella vera, riesce a stare dentro una cornice come un affresco sui muri delle cattedrali più belle. L'amicizia, quella vera, non chiede ma dà e riesce a vivere come quegli affreschi senza tempo."

Anonimo

Frase tratta da varie fonti e di autore ignoto


Oriocenter aperto durante le feste: i dipendenti non ci stanno


Articolo da Bgreport

Bergamo – Ha fatto scalpore negli ultimi giorni la presa di posizione di molti lavoratori e lavoratrici del maxi-centro commerciale Orio Center contro il lavoro obbligatorio durante i giorni di festa. Con l’avvicinarsi di quelle che per tutti sono le “vacanze natalizie”, infatti, i dipendenti chiedono di poter anche loro festeggiare, almeno durante quei giorni, e di non essere costretti a recarsi al lavoro.

Tutto è iniziato con una raccolta firme sponsorizzata dal sindacato USB, estesa sia all’area vecchia che a quella di più recente costruzione del centro. Gli orari di apertura dei negozi di Orio, infatti, cambiano proprio in base al loro collocamento al suo interno: l’area food court nelle vicinanze del nuovo cinema UCI chiude infatti sempre alle 23:00, rispetto al resto di Orio Center, che invece termina la giornata di lavoro una o qualche ora prima. Gli orari previsti per le festività che corrono tra dicembre 2017 e gennaio 2018 prevedono quindi una costante apertura dei negozi, nonostante le neonate proteste dei lavoratori.

Non si è fatta tardare la risposta da parte di Orio Center alla raccolta firme, ben accetta da moltissimi lavoratori e lavoratrici: sono stati modificati gli orari della vigilia di Natale e dell’ultimo giorno dell’anno, per cui invece che chiudere i battenti alle undici di sera si chiuderà rispettivamente alle 19:00 e alle 20:00. I dipendenti però non si sono lasciati abbindolare da quelle che ai loro occhi risultano briciole, se messe a confronto con il grande sacrificio che tutto l’anno devono affrontare, dato che durante le altre festività comunque il centro commerciale resterà aperto ai soliti orari. E hanno quindi tutta l’intenzione di mandare avanti la raccolta firme, ad ora interrotta dopo la rettifica di quegli unici due giorni festivi.

Continua la lettura su Bgreport

Fonte: Bgreport

Autore: redazione Bgreport 

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da Bgreport




Ultime notizie 20 novembre 2017

http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/oriocenter-apertura-natale-1.3549148


Islanda in 4K

ÍSLAND | A 4K Drone in Iceland from Andre Mercier on Vimeo.

Photo e video credit Andre Mercier caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Singapore

Singabove from Alex around the world official on Vimeo.

Photo e video credit Alex around the world official caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Tu sei la stella di August von Platen


Tu sei la stella 

Tu sei la stella che nuota nell’azzurro,
sicura di sé, per l’immensità,
tu sei il loto che nuota nell’oceano, dove
lo bagnano le onde,
tu sei la lacrima che nuota nell’occhio,
sola, sotto ciglia contratte dal dolore;
tu sei la piuma di un usignolo
che nuota nell’aria tiepida;
tu sei il petalo di rosa che nel calice,
offerto da belle donne, nuota.

August von Platen


lunedì 20 novembre 2017

Generazione neet e lavoro


Articolo da Internazionale

“Io nelle statistiche sono dipinto come un giovane che non studia, non ha un lavoro e non lo cerca. Però le statistiche sono una cosa, i dati di fatto un’altra”. Alessandro ha in testa un cappello scuro da cui spunta un groviglio di capelli castani e mentre parla non mi guarda negli occhi.

Ha 28 anni e secondo l’Istat è uno dei 2,2 milioni di neet italiani (not in education, employment or training), ossia giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non si stanno formando. “Io in teoria sono uno di loro, ma la verità è che se domani mi proponessero un lavoro, lo accetterei, non è una mia scelta trovarmi in questa situazione”, dice.

Nel 2015 si è laureato all’università di Bologna e l’anno dopo si è abilitato come assistente sociale, superando l’esame di stato. Poi si è messo a cercare lavoro: “Facevo sei chilometri al giorno a piedi a Bologna per portare il curriculum di qua e di là, e parallelamente mandavo decine di candidature online. Su internet però sono scettico, più l’annuncio è graficamente accattivante e meno mi fido. Quando poi c’è scritto ‘lavoro sicuro’ è quasi sempre una fregatura”.

Dopo tanti mesi senza risultati si è stancato e oggi ha smesso di cercare: “All’inizio mi sono dedicato alla lettura e alla scrittura, poi ho cominciato a fare volontariato con alcuni ragazzi disabili. Mi sono detto: ho già 28 anni, cosa posso fare? Non ho progetti, non ho una casa, non ho un lavoro, però ho un cervello, posso ancora rendermi utile in qualche modo”.

I numeri su giovani e lavoro

L’Italia è il paese dove ci sono più neet in Europa: secondo il rapporto Occupazione e sviluppi sociali in Europa della Commissione europea, il 20 per cento tra i 15 e i 24 anni non ha un lavoro né sta studiando, quasi il doppio rispetto alla media europea, che è dell’11,6 per cento.

Anche il tasso di disoccupazione giovanile è preoccupante: nel 2016 toccava il 37,8 per cento e piazzava l’Italia al terzo posto in Europa dopo la Grecia (47,3 per cento) e la Spagna (44,4 per cento). Chi riesce a trovare un lavoro, poi, in più del 15 per cento dei casi ha contratti atipici, mentre chi ha meno di trent’anni guadagna in media il 60 per cento in meno di chi ne ha più di sessanta.

Nel nostro paese, dice l’Istat, più della metà dei neet è residente nel Mezzogiorno, solo uno su quattro non è interessato a lavorare e tre su quattro vivono ancora a casa dei genitori. Il livello di istruzione di questi giovani non è necessariamente basso, anzi: la metà ha il diploma e il 22,9 per cento è laureato.

Una neolaureata in cerca di lavoro

Ognuno di questi numeri nasconde una storia, come mi ha detto Alessandro, e le storie aiutano a capire meglio delle sigle e delle percentuali cosa significa cercare lavoro oggi in Italia. Per questo ho provato a fare un esperimento: ho costruito una storia che somigliasse alla mia e ho cominciato a inviare curriculum. Il nome che ho usato è Alessia Simoni, una ragazza di 23 anni con una laurea triennale in lettere moderne a Bologna, presa con il massimo dei voti. La mia alter ego parla inglese e francese, non ha avuto esperienze lavorative rilevanti e sta provando a entrare nel mondo dell’editoria.

Come molti giovani neolaureati, ho fatto qualche ricerca su internet in cerca di consigli su come valorizzare le competenze acquisite con gli studi e su come convincere un potenziale datore di lavoro. Insieme al curriculum ho scritto una lettera motivazionale e ho creato un finto profilo Facebook. Navigando ho trovato anche siti che propongono revisioni dei curricula e delle lettere. Il tutto fatto a pagamento da “esperti del cv”, ovvero professionisti delle risorse umane che dicono di sapere cosa interessa ai selezionatori e che affermano di poter aumentare le possibilità di trovare lavoro.

Continua la lettura su Internazionale


Fonte: Internazionale


Autore: 


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da Internazionale