lunedì 10 luglio 2017

Le cicale di Giosuè Carducci


Le cicale

Cominciano agli ultimi di giugno, nelle splendide
mattinate; cominciano ad accordare in lirica
monotonia le voci argute e squillanti.

Prima una, due, tre, quattro, da altrettanti alberi;
poi dieci, venti, cento, mille, non si sa di dove,
pazze di sole; poi tutto un gran coro che aumenta
d'intonazione e di intensità col calore e col luglio, e
canta, canta, canta, sui capi, d'attorno, ai piedi
dei mietitori.

Finisce la mietitura, ma non il coro. Nelle fiere
solitudini sul solleone, pare che tutta la pianura
canti, e tutti i monti cantino, e tutti i boschi cantino...


 Giosuè Carducci


4 commenti:

  1. Caro Vincenzo, leggendo questa bella poesia di Giosuè Carducci, mi ritornano in mente i canti delle cicale che sentivo dalla mattina alla sera, era come una sinfonia per me che amo tanto la natura, oggi sono scomparse qualcosa non è più in ordine con la natura.
    Ciao e buona giornata anche oggi con l'afa, un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Bella poesia di Carducci ..... molto estiva e rappresentativa della stagione
    Buona giornata, settimana e migliore estate !

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  3. Che bello che è Carducci ! Grazie e buona estate con cicale e grilli :)

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  4. Parole bellissime. Loro, le cicale, carine, si, tuttavia quando sono insistenti e continue il loro suono diventa fastidioso.
    sinforosa

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