mercoledì 21 dicembre 2016

L'Europa verso una riforma della privacy online


Articolo da PuntoInformatico.it

Roma - L'Unione Europea si appresta a dettare nuove regole sul trattamento dei dati degli utenti di servizi elettronici di messaggistica. Si tratta al momento di una bozza, con cui il Parlamento Europeo intende offrire maggiori garanzie agli utilizzatori di servizi elettronici Over-The-Top (OTT) come Whatsapp e Skype alla stregua di quanto accade già sul versante delle telecomunicazioni che coinvolgono gli operatori telefonici. Sono proprio questi ultimi ad aver sollevato perplessità circa una regolamentazione più "leggera" a cui risponderebbero i concorrenti su Internet. "L'attuale disparità di trattamento tra questi soggetti e gli operatori telefonici crea un vuoto di tutela della riservatezza per gli utenti di questi servizi. Inoltre, genera un campo di gioco irregolare tra questi fornitori e fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche in quanto i servizi che sono percepiti dagli utenti come funzionalmente equivalenti non sono soggetti alle stesse regole" si legge nella bozza.

I servizi di comunicazione online dovranno impegnarsi a garantire che le comunicazioni siano caratterizzate dalla giusta confidenzialità e che sia previsto il preventivo consenso ad ottenere e processare informazioni dall'utente circa la sua posizione, facendo l'eco a disposizioni analoghe contenute in una legge specifica sulla protezione dei dati che entrerà in vigore nel 2018. È evidente che la direttiva sull'e-privacy datata 2002 sia destinata ad essere stravolta stringendo le maglie proprio nei confronti dei numerosi gestori di servizi di comunicazione Web e mobile al momento agevolati.

Ma le proposte si spingono oltre. L'articolo 10 della bozza intitolato "privacy by design" prevede che "le impostazioni di tutti i componenti delle apparecchiature terminali immesse sul mercato debbano essere configurati di default in modo da impedire a terzi di memorizzare le informazioni, l'elaborazione di informazioni già archiviate nell'apparecchiatura terminale e prevenire l'uso da parte di terzi di capacità di elaborazione dei dati provenienti dalle apparecchiature". Stessa cosa dovrà accadere anche per il software dedicato alla comunicazione che dovrà evitare che terze parti possano archiviare o usare dati degli utenti (Articolo 16 - "comunicazioni indesiderate").

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Fonte: PuntoInformatico.it


Autore: 
Mirko Zago

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Articolo tratto interamente da PuntoInformatico.it



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