martedì 20 dicembre 2016

Indonesia: l’industria della carta non volta pagina


Articolo da Salva le Foreste

Dopo anni di deforestazione, sembrava quasi che l’industria della carta in Indonesia fosse pronta a cambiare registro. E invece no, le cose non vanno affatto nella direzione giusta. Pochi giorni fa, Greenpeace e WWF si sono sganciati dal tavolo con la Asia Pacific Resources Limited (APRIL) a causa delle informazioni fuorvianti, della mancanza di trasparenza e della scarsa attuazione degli impegni assunti, aggravati dalle ripetute violazioni delle leggi e dei regolamenti sulla tutela delle torbiere. In poche parole, la APRIL non è più affidabile.

Il principale concorrente della APRIL, la Asia Pulp & Paper (APP) non è in una situazione migliore. Così come APRIL, anche la APP è stato sanzionata per una gestione illegale gestione delle torbiere, e questa impresa ha un numero molto più alto di conflitti locali, che si contano a centinaia, e il triplo delle  piantagioni su torba gestite in modo irresponsabile. 
Infatti per piantare l’acacia la torba viene drenata, la torba rilascia quantitativi immensi di carbonio, fino a 80 tonnellate per ettaro ogni anno. Dissolvendosi nell’atmosfera, il suolo si abbassa, condannando vaste aree a inondazioni (o a infiltrazioni marine) nel periodo delle piogge. Nella stagione secca invece, a torba degnata rappresenta una immensa estensione di combustibile per la diffusione di incendi come quelli che nell’ autunno delle scorso anno hanno causato 100,000 ricoverati, diverse vittime e causato un miliardo di dollari di danni. 
Di fatto, la APP mostra di avere gli stessi problemi della APRIL, ma su scala più ampia. Inoltre, la APP non ha ancora spiegato come rifornirà la gigantesca cartiera che sta per iniziare le sue operazioni Sumatra meridionale.

Tra il 2013 e il 2015, APP e la APRIL, dopo aver spazzato via milioni di ettari di foreste pluviali, si sono impegnate a fermare la deforestazione e la distruzione delle torbiere, e a compensare per il furto di terre. Le associazioni ambientaliste hanno salutato questi impegni come una nuova speranza di foreste indonesiane e delle comunità locali. Ma l'attuazione degli impegni ancora non si vede.

Se la il grosso della deforestazione si è fermato, anche perché la maggior parte della foreste era stata già convertita in piantagione, le foreste vengono ancora distrutte nelle aree delle concessioni protette dalla legge. La soluzione dei conflitti sociali va ancora peggio, con un paio di casi risolti contro centinaia che languono. E il vero scandalo resta la torba: entrambe le aziende impegnate a proteggere le torbiere, hanno avviato ambiziosi progetti di monitoraggio, e in qualche caso perfino rinunciato a qualche frazione di piantagione, ma la gran parte delle piantagioni continuano a drenare e erodere la torba, perpetrando ancora una volta massiccio crimine climatico.

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Fonte: Salva le Foreste


Autore: redazione Salva le Foreste

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Articolo tratto interamente da Salva le Foreste


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