lunedì 7 novembre 2016

Tornado in Italia: un po' di storia



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Italia non è uno dei paesi con la più alta incidenza di trombe d'aria a livello mondiale, ma è sempre stato uno tra i Paesi europei più interessati dal fenomeno. A livello europeo è sorpassato solo dal Regno Unito e dai Paesi Bassi, con la differenza che, anche se in minor numero casi all'anno rispetto a questi ultimi, in Italia si verificano spesso più violente e distruttive. La regione più colpita è il Veneto, nel quale si è verificata l'unica tromba d'aria di intensità F5 mai accaduta nel Paese, ma anche Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia sono state interessate da fenomeni più o meno intensi. Alcuni eventi sono stati registrati anche nel Lazio, in Toscana, in Liguria e nella Puglia e, più raramente, in Campania e Abruzzo.

Nelle regioni settentrionali il periodo di incidenza maggiore si verifica verso la fine della stagione estiva (o all'inizio di essa, quando le temperature cominciano definitivamente e sensibilmente ad alzarsi), quando l'afflusso di correnti fredde nord-occidentali generano numerose formazioni temporalesche di rilevante intensità. L'intensità media dei fenomeni, considerando la media dell'intera penisola è medio-bassa (EF0-EF3), non mancano nella storia della meteorologia italiana trombe d'aria di notevole potenza e distruttività. Secondo recenti studi, l'incidenza delle trombe d'aria in Italia è destinata a salire, mantenendo stabili i ritmi che si sono verificati negli ultimi 30 anni.

Trombe d'aria più distruttive della storia

Anche l'Italia ricorda degli eventi tragici legati al fenomeno delle trombe d'aria. La più violenta mai verificatasi in Italia è la cosiddetta "Tromba del Montello" verificatasi il 24 luglio 1930 presso il comune di Volpago del Montello (provincia di Treviso). Si stima, in base al calcolo dei danni, che i venti raggiunsero velocità prossime ai 500 km/h, quindi di categoria F5, un fenomeno più unico che raro che durante il suo tragitto di 80 km percorso in 84 minuti costò la vita a 23 persone.

L'8 dicembre 1851 – Sicilia occidentale – Marsala – si formarono dal mare due violente trombe marine accompagnate da fiumi d'acqua e grandine, poi diventate due violenti tornado di categoria F4/F5. Si dice siano stati i più distruttivi d'Europa insieme a quello di Volpago del Montello. Causarono 500 morti, migliaia di feriti, dapprima ribaltando navi in mare facendo annegare gli equipaggi, per poi radere al suolo abitazioni e strutture.

Altri eventi disastrosi o significativi avvennero in Puglia, nel 1897 (precisamente il 21 settembre) quando un probabile F4 colpì i paesi di Torricella, Sava, Oria e Latiano uccidendo 55 persone, o il 10 settembre del 1832 quando un tornado molto potente distrusse la città di Otranto uccidendo 35 persone.

Pare abbia avuto carattere tornadico l'episodio del 23 maggio 1953 che a Torino portò alla caduta della parte superiore della Mole Antonelliana provocando 5 morti, ingenti danni e decine di feriti, secondo alcune fonti classificabile come di categoria F1/F2 (T3).

Altro fenomeno interessante fu la tromba d'aria abbattutasi il 16 giugno del 1957 presso i piccoli comuni di Robecco e Vallescuropasso nell'Oltrepò Pavese, stimato potenziale EF4, che ispirò la copertina de "La Domenica del Corriere" del 29 giugno di quell'anno. In Lombardia oltre l'evento del 1957, altri tornado hanno cagionato numerose vittime e danni, come nel 1865 quando un potente tornado colpì i paesi di Brugherio e Vimercate causando la morte di 12 persone, o il tornado del 1910 che produsse danni e uccise 36 persone tra le provincie di Novara e quella di Monza, causando pesantissimi danni ai paesi di Busto Arsizio, Saronno e Solaro. Un altro tornado colpì in seguito la città di Monza nel 1928 causando gravissimi danni e 8 morti.

Una grande tromba d'aria è quella che investì il padovano e la Laguna di Venezia l'11 settembre 1970, dove un F4 generatosi sui Colli Euganei raggiunse la città lagunare per poi esaurirsi nel litorale del Cavallino lasciandosi alle spalle ben 36 vittime.

Altro episodio di una certa rilevanza in Italia risale al 7 luglio 2001, quando una tromba d'aria di scala F3 colpì diversi paesi della Brianza, causando numerosi danni, fra cui svariati capannoni scoperchiati e distrutti, e automobili spostate anche di 200 metri. Anche in questo caso non vi furono vittime ma non mancarono feriti gravi.

Un'altra tromba d'aria di cui s'è parlato molto è stata quella del 6 giugno 2009 a Vallà di Riese Pio X, in provincia di Treviso, di potenza EF3, in alcuni punti anche probabile EF4, che causò danni per 33 milioni di Euro e 28 feriti.

Il 23 luglio 2010, una grossa supercella formatasi nel tardo pomeriggio nella zona di Pavia di Udine diede origine ad un tornado di categoria F2. L'evento tornadico durò circa 10 minuti percorrendo circa 4/5 km, tra i comuni di Pavia di Udine, risano, santa Maria la longa e Gonars. Si registrarono danni ingenti a strutture, capannoni, abitazioni e autovetture, e ci furono una ventina di feriti lievi.[s

Il 12 giugno 2012, una supercella formatasi molto velocemente ad ovest della Laguna di Venezia ha prodotto una tromba d'aria, poi classificata tra F1 e F2, che ha distrutto circa 300 ettari di colture e provocato danni per milioni di euro. La tromba è passata a pochi chilometri da alcuni dei monumenti più noti di Venezia e notizia e foto sono state diffuse dai media di tutto il mondo.

Il 28 novembre 2012, a Taranto, lo stabilimento ILVA prima e il comune di Statte poi, sono stati interessati da un tornado che alcuni esperti classificano come EF3. Vi è un morto e milioni di euro di danni.

Esistono anche fonti riguardanti trombe d'aria storiche sul territorio romano. La più famosa avvenne nelle prime ore del mattino del 12 giugno 1749. Si generò sul mare, provocò danni sull'antica Ostia e si portò in Roma, dove si intensificò e provocò molti danni (probabile F3) 2 vittime e numerosi feriti. La tromba fu ben descritta da Ruggero Giuseppe Boscovich nella sua operetta Sopra il Turbine atmosferico che la notte fra gli XI e i XII di Giugno 1749 devastò una gran parte di Roma.

Il 3 maggio 2013 un temporale a supercella originatosi nella zona di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, provoca grandinate molto violente e una serie di tornado, tra cui il più forte, classificato EF3, che si è abbattuto sul nord dell'Emilia-Romagna. Le zone più colpite risultano essere: Castelfranco Emilia e San Martino Spino (frazione di Mirandola) in provincia di Modena; San Giorgio di Piano, Argelato, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto e San Pietro in Casale in provincia di Bologna. Il paese più colpito è stato San Martino Spino, frazione di Mirandola, che si trova ai confini con il territorio comunale di Bondeno, in provincia di Ferrara, e con i territori comunali di Sermide e Poggio Rusco, in provincia di Mantova; il paese ha pagato danni pesantissimi all'edilizia abitativa e a numerose strutture pubbliche, anche di recente costruzione e/o restaurazione. Oltre ai danni, vi sono stati una dozzina di feriti. Questi tornado, detti "Tornado dell'Emilia", hanno provocato in tutto 119 sfollati e danni per centinaia di milioni di euro. Sempre in Emilia Romagna si è avuto una simile situazione il 4 luglio 1965, quando una serie di tornado colpirono la Pianura Padana. L'evento più distruttivo si ebbe tra le provincie di Piacenza e Parma, dove un probabile forte F3 causò la morte di 9 persone e la distruzione di Torricella.

Il 19 giugno 2013 intorno alle 6 del mattino, una tromba d'aria, un tornado probabilmente di categoria EF0 o al massimo EF1 si è abbattuto sull'area sud della provincia di Biella. Danni a Verrone, con alberi caduti ed edifici danneggiati. La forza del vento ha fatto in particolare volar via tegole e lamiere.

Il 29 luglio del 2013 intorno alle 11 del mattino,nella zona della Lomellina,si formano due tornado di probabile categoria EF1, dovuti ad un intenso temporale a supercella. I Comuni interessati sono stati Robbio, Candia Lomellina, Longasco, Cozzo, Mortara. Ci sono stati danni ingenti a colture e tetti di case. Altri danni ingenti dovuti alla caduta di 2 alberi ci sono stati ad una stazione di servizio di Candia Lomellina e a un impianto fotovoltaico a Robbio.

Il 29 luglio del 2013 alle ore 15:16 circa nella zona nord-occidentale della provincia di Milano, tra Trezzo sull'Adda e Grezzago, una grossa supercella da origine ad un violentissimo tornado di categoria F3. L'evento dura circa 15 minuti seminando soprattutto nella zona industriale di Trezzo sull'Adda distruzione e feriti. Si stimano circa 30 feriti e danni ingenti ad abitazioni e capannoni. Alcune Aziende sono parzialmente distrutte, tir ed auto ribaltati. L'evento è stato soprannominato il tornado di "Grezzago".

l'8 luglio 2015 una violenta tromba d'aria, di grado EF4 della Scala Fujita, si è abbattuta nella Riviera del Brenta. Il fenomeno, durato quasi 10 minuti, ha colpito una fascia di territorio tra i comuni di Mira, Dolo e Pianiga nella Città metropolitana di Venezia per una lunghezza di 11,5 km e una larghezza variabile dai 500 m al chilometro. Vi sono stati gravi danni materiali a case, automobili e infrastrutture nonché una vittima, 72 feriti e alcune centinaia di sfollati.

Il 4 giugno 2016 alle 8 del mattino circa, nella zona di Chioggia sottomarina, si genera in mare una violenta tromba marina, diventata poi tornado di probabile categoria F2 invadendo spiagge e terraferma. Causa danni ingenti alle strutture balneari radendole al suolo ed anche ad autovetture. Non sono stati registrati feriti.

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2 commenti:

  1. Nel 1970 avevo solo 8 anni e mi trovavo con mia madre e mio fratello in spiaggia al Lido di Venezia ed abbiamo visto la tromba d'aria arrivare. Mia madre ci ha presi e ci siamo nascosti tutti tre sotto il banco del bar mentre alcuni incoscienti restavano davanti le vetrate per vedere "lo spettacolo". Noi ne siamo usciti senza una scalfittura, ma gli altri sono stati ricoverati in uno stato comunque non grave. Interessantissimo questo tuo post ma mi chiedo: Forse che l'Italia nel 2016 ha avuto una persecuzione ? Tra terremoti ed ora la tromba d'aria penso che il colmo sia stato raggiunto. Un caro saluto.

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