mercoledì 15 giugno 2016

Il vigile: recensione del film


Il vigile è un film italiano del 1960, diretto da Luigi Zampa e interpretato da Alberto Sordi.

Trama 

In un'imprecisata cittadina di provincia a qualche decina di chilometri da Roma (gli esterni vennero girati a Viterbo e in prossimità di Frascati, precisamente sulla via Tuscolana) il disoccupato Otello Celletti, grazie ad un caso fortuito (suo figlio salva dall'annegamento il figlio di un assessore comunale) e alla sua ossessiva insistenza, riesce a farsi assumere come vigile motociclista del comune.

L'importanza e il fascino della nuova divisa gli danno modo di vendicarsi degli sfottò subiti e sfogare tutte le sue ambizioni represse, nonostante il rendimento sul lavoro resti modesto. Il destino riserva però a Otello una grande quanto inaspettata occasione: un giorno è chiamato a soccorrere una speciale automobilista in panne, nientemeno che la famosa attrice Sylva Koscina (nella parte di se stessa).

Otello si precipita in aiuto della donna e non si fa sfuggire l'opportunità di fare sfoggio di galanteria, tanto da condonarle la contravvenzione per mancato possesso dei documenti. L'attrice parla dell'episodio durante una puntata de Il musichiere, suscitando le ire del sindaco che, solo in quanto richiamato dal Prefetto, decide di rimproverare Otello per il favoritismo.

Otello lo prende alla lettera, e inizia a mostrarsi inflessibile e ultra-zelante; così, quando pochi giorni dopo ferma la macchina dello stesso sindaco per eccesso di velocità, lo multa nonostante le veementi proteste, credendo si tratti di una prova per testare la sua intransigenza. Il sindaco invece, infuriato perché la faccenda rischia di compromettere la segretezza di una relazione clandestina, il giorno dopo lo fa destituire. Ne nasce uno scandalo, in cui la vicenda viene utilizzata per fini politici. Al processo, Otello è però costretto a fare marcia indietro, dopo aver ricevuto minacce legate alle magagne della propria famiglia.

Il vigile, reintegrato in servizio, adesso ha imparato con chi essere severo e con chi è meglio lasciar correre: infatti, quando vede sfrecciare velocissima la macchina del sindaco si guarda bene dal fermarla, ma dai rumori che si sentono subito dopo sarà la scarpata a mettere fine alla corsa. Il sindaco viene soccorso e trasportato in ambulanza e Otello scorta il mezzo facendogli strada.

Curiosità sul film

Per poter essere distribuito nelle sale la Commissione di revisione cinematografica, presieduta dal sottosegretario di Stato Renzo Helfer, ritenne opportuno censurare due scene: la scena dello scambio di battute tra la moglie del vigile e il figlio: «Ma è un'ingiustizia» «Meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie perché da grande non ti ci abitui più», e la scena in cui l'amante del sindaco appare in abiti succinti distesa su di un letto mentre sta telefonando, in quanto ritenute offensive della morale.

Tali scene sono state reintegrate soltanto nel 2004 dopo un restauro da parte di Sky e della Cineteca di Bologna.

La mia opinione

Una delle migliori commedie dell'Albertone nazionale, che mette in risalto le debolezze italiane. Molto divertente e da ricordare anche l'interpretazione di un grande De Sica.

Voto: 7

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