giovedì 26 maggio 2016

In Francia si lotta per i diritti che in Italia ci hanno già tolto

Nuit Debout - Paris - 41 mars 01

Articolo da Fanpage.it

A Parigi accade qualcosa che sembra troppo sconveniente raccontare qui da noi: migliaia di persone sono in piazza da giorni per protestare contro una riforma del lavoro che, per l'ennesima volta in Europa, decide di spostare la bilancia dei diritti dalla parte dei padroni. Il turbocapitalismo europeo che soffia di questi tempi passa anche per la Francia ma lì trova un muro semplice, civico, quasi banale: la gente. Perché la battaglia francese non è solo politica e nemmeno ad appannaggio dei sindacati, ma tiene insieme i lavoratori in una rappresentanza più larga di qualsiasi sigla: è la battaglia sociale che si fa argine.

Perché l'Italia non riesce a girare lo sguardo dalla parte dei francesi? Perché a vederli da qui, quelle 3000 sentinelle che ogni sera presidiano Place de la République a Parigi e i lavoratori che bloccano l'accesso alla raffineria della Esso vicino a Marsiglia, sono probabilmente uno schiaffo all'indolenza italiana che supinamente ha già accettato il nuovo corso di un capitalismo che involve i cittadini in manodopera a prezzi (e diritti) stracciati.

Come racconta bene Michele Azzu nel suo articolo la riforma del lavoro voluta dal governo francese (e adottata, guarda un po', senza passare dal Parlamento) è in molti aspetti addirittura più democratica del nostro chiacchierato Jobs Act: i francesi, ad esempio, non hanno avuto il coraggio di osare la formula dei "voucher" con cui si legittima il lavoratore "al chilo" come un buono sconto da presentare alla cassa del supermercato. Eppure la facilitazione di licenziamenti, l'abbassamento dell'indennità lavorativa e lo sbriciolamento del diritto di reintegro sono bastati per fare saltare il tappo del governo. Le proteste non si fermeranno, dicono i sindacati, finché la legge non sarà ritirata.

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Fonte: Fanpage.it

Autore: 
Giulio Cavalli

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Articolo tratto interamente da Fanpage.it 


Photo credit Olivier Ortelpa [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons


3 commenti:

  1. perché i francesi, nonostante tutto, sono un popolo unito, perché ricordano sempre come ci sono arrivati al benessere ed alla libertà dell' individuo e perché non si fanno gabbare da un presidente, che in corso del suo mandato
    " decide di mettere le mani sul lavoro" se non l'aveva previsto nel suo " programma elettivo" e diventano spietati fino a bloccare la nazione.Gli italiani solo chiacchiere da pallone e nessuna voglia di agire per se e per gli altri.
    Avremmo tanto da imparare dai nostri cugini.

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  2. Articolo molto inteessante che porta a riflettere e compara il comportamento di due popoli Europei totalmente distanti nell'agire. Buona giornata!

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  3. Mah, intanto gli italiani dovrebbero saperlo quello che sta succedendo in Francia, e a quanto pare non se ne sta parlando molto nei canali "mainstream". Per il resto sono pienamente d'accordo con S.

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