sabato 28 maggio 2016

28 maggio 1974 - Brescia: esplode una bomba in piazza della Loggia durante una manifestazione sindacale provocando 8 morti e 101 feriti



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La strage di piazza della Loggia è stato un attentato terroristico compiuto il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale piazza della Loggia. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista con la presenza del sindacalista della CISL Franco Castrezzati, dell'On. del PCI Adelio Terraroli e del segretario della camera del lavoro di Brescia Gianni Panella. L'attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue.

Dopo molti anni di indagini e processi, vennero condannati o riconosciuti colpevoli alcuni membri del gruppo neofascista Ordine Nuovo; esecutori materiali vennero riconosciuti responsabili Ermanno Buzzi (nel frattempo assassinato in carcere) e Maurizio Tramonte (condannato in appello, come la "fonte Tritone" dei servizi segreti), assieme ai già deceduti Carlo Digilio (addetto agli esplosivi) e Marcello Soffiati (trasportatore della bomba). Come mandante è stato condannato, in appello, il dirigente Carlo Maria Maggi. Gli altri imputati, tra cui Delfo Zorzi, il generale Francesco Delfino e l'ex segretario del MSI e fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo Pino Rauti furono assolti.

È considerato uno degli attentati più gravi degli anni di piombo, assieme alla strage di Piazza Fontana del 1969 (17 morti), alla strage del treno Italicus del 4 agosto 1974 (12 morti) e alla strage di Bologna del 1980 (85 morti).


Nel 2012 i periti balistici della Corte d'Appello di Brescia il generale Romano Schiavi ed il professor Alberto Brandone hanno ribadito la loro precedente perizia che la bomba era costituita da una miscela di gelignite e dinamite, mentre nel 2010 i periti del processo che portò all'assoluzione in forma dubitativa di Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti e Francesco Delfino hanno affermato che la bomba era costituita in gran parte da tritolo.

Le vittime furono:
  • Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante di francese.
  • Livia Bottardi in Milani, 32 anni, insegnante di lettere alle medie.
  • Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante di fisica.
  • Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante.
  • Euplo Natali, 69 anni, pensionato, ex partigiano.
  • Luigi Pinto, 25 anni, insegnante.
  • Bartolomeo Talenti, 56 anni, operaio.
  • Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio.
La camera ardente di sei delle otto vittime venne allestita nel salone Vanvitelliano del municipio, il funerale si svolse nella stessa piazza della Loggia luogo dell'attentato alla presenza del capo dello stato Giovanni Leone, del presidente del consiglio Mariano Rumor e dei principali leader di partito. La cerimonia venne officiata dal vescovo di Brescia Luigi Morstabilini, gli oratori furono il sindacalista Franco Castrezzati che era presente all'esplosione della bomba, il deputato socialista bresciano Gianni Savoldi del comitato antifascista e il segretario della CGIL Luciano Lama a nome di tutti i sindacati e il sindaco di Brescia Bruno Boni. Alla cerimonia parteciparono mezzo milione di persone e venne interamente pagata dal comune alle famiglie delle vittime.

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2 commenti:

  1. Me ne ricordo bene, come ricordo anche la forte partecipazione alla manifestazione indetta poco dopo: mai visto così tanta gente insieme!!

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  2. E come si può dimenticare? NON SI DEVE!!!!!!!

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