giovedì 14 aprile 2016

Sudafrica: il Presidente Zuma dovrà restituire i fondi pubblici utilizzati illecitamente

President Jacob Zuma's Nkandla homestead

Articolo da Global Voices

La Corte Costituzionale sudafricana, la più alta istituzione del paese, si è espressa in accordo con le raccomandazioni dell'autorità anticorruzione e ha rimproverato [en, come tutti i link seguenti] il Presidente Jacob Zuma per aver infranto la Costituzione, dopo la mancata restituzione della somma di denaro pubblico utilizzata per rinnovare indebitamente la sua dimora di campagna a Nkandla, una città nel Kwazulu Natal. La Corte ha condannato il Presidente a ripagare personalmente il suo debito, come determinato dal Dipartimento del Tesoro.

Nel 2014, un'inchiesta dell'autorità anticorruzione sudafricana, Thuli Madonsela, aveva scoperto che il Presidente Jacob Zuma aveva beneficiato, senza averne diritto, di lavori per la sicurezza presso la sua residenza a Nkandla, costati ai contribuenti circa 250 milioni di rand, ovvero 25 milioni di dollari. L'anticorruzione ha chiesto a Zuma di ripagare parte della cifra allo stato.

Tuttavia, il 28 maggio 2015, il Ministro della Polizia Nkosinathi Nhleko, nominato da Zuma, ha pubblicato la sua inchiesta su Nkandla, scoprendo che la piscina, il recinto per il bestiame e per i polli, un centro per i visitatori e un anfiteatro erano stati considerati misure di sicurezza e che il presidente non avrebbe dovuto in questo modo ripagare nessuna somma.

L'inchiesta ha rivelato che il recinto per il bestiame, oltre ad essere sacro nella cultura di Zuma, impedisce agli animali di avviare i dispositivi di movimento e di causare panico, mentre l'anfiteatro ha un ruolo importante nell'ottica della sicurezza in quanto serve da punto di raccolta per la famiglia Zuma in caso di emergenza. Il centro per i visitatori fornisce servizi per la privacy e la piscina ha un ruolo strategico nella prevenzione degli incendi.

All'epoca, i sudafricani hanno espresso la loro rabbia in merito alle rivelazioni e fatto pressioni su Zuma per fargli ripagare la somma. Gli utenti di internet hanno diffuso gli hashtag #PayBackTheMoney (Ridai indietro i soldi) e #WeWantTheMoney (Vogliamo i soldi).
I due principali partiti di opposizione, l'Economic Freedom Fighters e la Democratic Alliance (DA), hanno poi portato la questione davanti alla Corte Costituzionale.

Quando è scoppiato il caso dei “lavori”, il governo ha cercato di mettere a tacere i media dicendo che tutti coloro che avrebbero pubblicato immagini o video della casa di Zuma sarebbero stati arrestati per infrazione del National Key Points Act.

Tuttavia, i media del Sudafrica hanno sfidato il divieto, ed il Times ha pubblicato le foto con il titolo “Ora arrestateci”. Molti utenti di Facebook hanno usato le foto come immagini di copertina sulle loro pagine personali.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il Presidente Zuma ha dichiarato di rispettare tale sentenza e di volersi adeguare. Ha poi porto le scuse alla nazione in una trasmissione televisiva, dicendo di non essere a conoscenza delle irregolarità riguardanti i lavori di sicurezza alla sua residenza.

Importanti figure del Sudafrica, politici dell'opposizione e cittadini comuni hanno disprezzato le scuse, dicendo che invece sarebbero state auspicabili le dimissioni.


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Fonte: Global Voices


Autore: scritto da 
Ndesanjo Macha tradotto da Filomena Pelosi

Licenza: Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported License.


Articolo tratto interamente da 
Global Voices


Photo credit John A Forbes (http://www.panoramio.com/photo/84617082) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons


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