venerdì 18 marzo 2016

I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati


Articolo da Pressenza

Di fronte all’immobilismo e alla mancanza di risposta degli stati europei rispetto alla crisi umanitaria dei rifugiati, il Comune di Barcellona ha stretto un accordo di collaborazione con Lesbo (Grecia) e Lampedusa (Italia), le due isole del Mediterraneo dove negli ultimi anni sono arrivati più profughi, offrendo loro tutto il suo appoggio. Ha inoltre destinato un contributo urgente e straordinario di 300.000 euro agli enti e alla ONG che stanno lavorando nel Mediterraneo per assistere i rifugiati.

Questi accordi, firmati il 16 marzo a Barcellona dal sindaco Ada Colau, dal sindaco di Lampedusa Giuseppina Nicolini e da quello di Lesbo Spyros Galinos, assicurano l’aiuto del Comune di Barcellona per tutti gli aspetti tecnici, logistici e di appoggio sociale e ambientale che queste città possono richiedere per gestire il  forte impatto sul territorio e la popolazione rappresentato dall’arrivo in massa di persone che cercano rifugio in Europa. Prossimamente i tecnici di questo piano visiteranno Melilla (città spagnola in Marocco, dove una barriera di filo spinato ostacola l’immigrazione, N.d.T.) per analizzare possibili azioni da intraprendere in questo ambito.

Ada Colau ha spiegato che questa iniziativa, inquadrata nel piano “Barcellona città rifugio”, nasce dalla necessità delle città di “proteggere i diritti umani. Ci sentiamo direttamente chiamati in causa davanti a un’Unione Europea che sta fallendo, come lo stato spagnolo, impedendo la ricollocazione dei rifugiati e non predisponendo un passaggio sicuro”. Colau ha anticipato che si lavorerà anche per organizzare ricollocazioni dirette tra città.

“Barcellona ha già fatto tutto quello che stava nelle sue mani: abbiamo chiesto allo Stato di agire. Abbiamo aumentato i fondi destinati agli enti che stanno lavorando con i rifugiati e raccolto tutta la solidarietà dei cittadini risvegliata da questa situazione. Adesso però bisogna fare qualcosa di più. Davanti alla lampante inerzia dell’Europa, è ora che le città facciano sentire la loro voce”. Colau ha ringraziato i due sindaci, che stanno gestendo la crisi dei rifugiati nei loro comuni. “Loro sì che ci rappresentano” ha dichiarato.

Il sindaco di Lampedusa, Giuseppina Nicolini, ha espresso la fiducia che l’accordo con Barcellona permetta di gettare le basi per un lavoro comune dei popoli del Mediterraneo coinvolti in questa crisi. “Dobbiamo creare una nuova visione del nostro Mediterraneo e cambiare l’immagine che l’Unione Europea vuole farci vedere, ossia il mare come frontiera.”

Il sindaco di Lesbo Spyiros Galinos ha sottolineato l’importanza di indicare “la vera radice del problema: le bombe che cadono sulla Siria. Le persone che sbarcano sulle nostre coste sono vittime”. Galinos ha rivendicato la necessità che l’Europa fermi il traffico di esseri umani e combatta la xenofobia crescente e ha ricordato che l’isola di Lesbo “non ha perso la sua bellezza, anzi. Continuiamo a conservare la nostra natura e la bellezza della solidarietà della nostra gente”.

Nel settembre scorso Barcellona ha lanciato il piano “Barcellona città rifugio”, davanti alla grave situazione causata dall’arrivo in massa in Europa di persone in fuga da paesi in guerra come la Siria, l’Afghanistan, l’Eritrea e l’Iraq. Molte arrivano via mare e questo sta provocando migliaia di morti nel Mediterraneo e creando una situazione di grave vulnerabilità per chi decide di dirigersi verso nord attraverso i paesi europei.

Nel febbraio di quest’anno il coordinatore del piano Ignasi Calbó e il direttore di Giustizia Globale del Comune di Barcelona David Listar hanno visitato Lesbo e Lampedusa per offrire l’aiuto della città catalana. Questo primo contatto ha portato alla firma dell’accordo attuale, che si andrà sviluppando nei prossimi mesi man mano che si definiranno le necessità dell’isola greca e di quella italiana.

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Fonte: Pressenza


Autore: 
Pilar Paricio - traduzione dallo spagnolo di Anna Polo

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Articolo tratto interamente da Pressenza 



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