martedì 30 giugno 2015

La vita è fatta di piccole felicità



"La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive."

Banana Yoshimoto
 
 

Solo per oggi gratis su Giveaway of the Day - Photopus Pro 1.3


Oggi il sito Giveaway of the Day offre per ventiquattro ore, un programma per il fotoritocco. Vi ricordo di leggere le condizioni e l'uso nel sito, inoltre nel readme scaricato, troverete le spiegazioni per l’attivazione.

Note sul software

Troverete i dettagli delle funzioni a questo indirizzo:

http://www.photopus.net/


Sito web: Giveaway of the Day

Pagina download qui


Sera d'estate di Rainer Maria Rilke


Sera d'estate

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole.
La sera d'estate, divampa;
riarde di febbre nel volto. ...
Sospira di schianto: « Vorrei.... »;
ma quindi ripete - « Son stanca... »

Sussurran preghiere i cespugli.
Nel folto, una lucciola splende
(eterna fiammella) a mezz'aria.
Recinge ogni candida rosa,
vermiglia raggiera - il tramonto.

Rainer Maria Rilke

 

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web

video

Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi  la vostra richiesta via  e-mail.


Immagine del giorno

Stintino, spiaggia della Pelosa - Sardegna

Stintino, spiaggia della Pelosa - Sardegna

Photo credit Claudio caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

lunedì 29 giugno 2015

Appello di Tsipras al popolo greco e ai popoli liberi d’Europa

Alexis Tsipras in Moscow 3

Articolo da Pressenza

Pubblichiamo integralmente il discorso tenuto ieri al popolo greco dal Primo Ministro Alexis Tsipras,  consapevoli che questo discorso segna una pagina di storia che sarà ricordata per molto tempo, rappresentando a pieno titolo la voce di tutti i popoli che si ribellano ad un sistema economico violento e criminale che da troppo tempo sta schiacciando le persone e le loro aspirazioni di giustizia ed equità sociale.

Greche e greci,
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.

In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.
Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia. Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.
Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.

Continua la lettura su Pressenza


Fonte: Pressenza

Autore: Redazione italiana di Pressenza                                                                      
  
Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale


Articolo tratto interamente da Pressenza

Photo credit Kremlin.ru [CC BY 3.0], attraverso Wikimedia Commons

 

Proverbio del giorno


Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante.

Proverbio africano
 
 

venerdì 26 giugno 2015

Sentenza storica: la Corte Suprema degli Stati Uniti legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso





Oggi è arrivata una sentenza storica dagli Stati Uniti, la Corte Suprema ha stabilito che la Costituzione degli Stati Uniti offre alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi.

Una vittoria di tutto il movimento LGBT americano e non solo, finalmente si sono stabiliti quei diritti d'uguaglianza che ogni essere umano dovrebbe avere, nessuno può decidere la vita di un altro.

Subito dopo la decisione, molte coppie omosessuali in molti stati in cui i matrimoni gay erano vietati, hanno fatto subito richiesta per sposarsi.

La sentenza è l'ultima pietra miliare nel movimento per i diritti dei gay degli ultimi anni. Nel 2010, Obama aveva firmato una legge che permetteva ai gay di servire apertamente nelle forze armate degli Stati Uniti. Nel 2013, l'Alta corte aveva stabilito incostituzionale una legge del 1996, dichiarando che le coppie omosessuali sposate negli stati dove è legale, dovevano ricevere gli stessi benefici delle coppie eterosessuali.

Adesso si attendono risposte da altri paesi, in primis l'Italia.

 

Due settimane per salvare la libertà di panorama in Europa

Freedom of Panorama in Europe NC

Comunicato da Wikipedia, l'enciclopedia libera 



Cosa sta succedendo?
Nel Parlamento europeo è stata avanzata una proposta (emendamento) per limitare la libertà di panorama in Europa. La proposta fa parte di un piano più vasto per armonizzare le leggi sul copyright in vari paesi dell'Unione Europa.


Se la proposta dovesse essere approvata e adottata, significherà che gli utenti su Wikipedia non potranno più caricare fotografie di edifici moderni o opere d'arte pubbliche e usarle all'interno di Wikipedia.


Anche se la libertà di panorama dovesse essere limitata a scopi non commerciali, questo costituisce un problema per Wikipedia. La licenza attuale che utilizziamo su Wikipedia, CC-BY-SA, non è compatibile con le licenze non-commerciali, dato che esse restringono il riuso del materiale.

Libertà di panorama?

Le foto di edifici moderni e opere d'arte pubbliche attualmente possono essere caricate su Commons / Wikipedia e utilizzate nelle voci, solo se queste immagini sono scattate in un paese in cui vige la libertà di panorama (FoP, freedom of panorama), al momento 16 dei 28 paesi dell'UE.

  • Paesi UE con libertà di panorama: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca*, Finlandia*, Germania, Irlanda, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito. (* = solo per gli edifici)
  • Paesi UE senza libertà di panorama: Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Romania e Slovenia.

Nei paesi senza libertà di panorama, l'autore dell'opera creativa (posizionata in maniera permanente in uno spazio pubblico, come edifici, arte pubblica, ecc.) deve autorizzare la pubblicazione della foto, anche nel caso di foto scattate personalmente.

Quale è la proposta?

È contenuta nell'emendamento AM421 presentato da Cavada.

Quando avverrà la votazione dell'emendamento?

Giovedì 9 luglio.

Possiamo opporci in quale modo?

Sì! Rendendo pubblico l'impatto che questo emendamento ha su Wikipedia e il danno che causa all'enciclopedia. Negli ultimi anni è venuto alla nostra attenzione il fatto che molti politici non sono neanche a conoscenza del fatto che è vietato pubblicare sui loro siti web una foto del Parlamento Europeo di Strasburgo senza il permesso esplicito dell'architetto. In primo luogo è importante generare consapevolezza.

È stato preparato un banner CentralNotice e una landing page. Potete creare una pagina simile a sv:Wikipedia:Panoramafrihet o de:Wikipedia:Initiative für die Panoramafreiheit.

Cosa posso fare?

  • Invia una e-mail a uno o più membri del Parlamento Europeo del tuo paese/regione (lista dei membri su Wikipedia e lista dei membri sul sito del Parlamento Europeo (nella pagina di ogni membro è indicato l'indirizzo mail)).
  • Invia un tweet a uno o più membri del Parlamento Europeo del tuo paese/regione (o un re-tweet) nella tua lingua. Chiedi ad esempio se vuole che Wikipedia venga chiusa o privata di migliaia di immagini. O invia un tweet ad un partito politico del parlamento o un tweet generale riguardo questo argomento. Esempi: 1, 2, 3.


Dove si tiene il coordinamento?

Commons:Freedom of Panorama 2015

Sono presenti comunicati stampa, notizie dei media, e altro materiale può essere segnalato / aggiunto / suggerito.

Commenti relativi al banner e alla landing page possono essere inseriti qui: c:Commons:Freedom of Panorama 2015/Proposed messages.


Dove posso avere maggior informazioni?

Leggi l'articolo sul Signpost: Three weeks to save freedom of panorama in Europe
 
Traduzione per Wikipedia a cura di valepert 

Photo credit Made by King of Hearts based on Quibik's work [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Nelle azzurre sere d’estate di Arthur Rimbaud


Nelle azzurre sere d’estate

Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri,
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
trasognato, ne sentirò la frescura sotto i piedi,
e lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro.


Arthur Rimbaud

mercoledì 24 giugno 2015

Jobs Act: la fine del diritto del lavoro in Italia


Articolo da Clash City Workers

Cosa sia e a cosa serva il Jobs Act lo abbiamo detto e ridetto: è la misura che più caratterizza e più è stata voluta dal Governo Renzi, attraverso cui vengono ridefiniti i rapporti tra padroni e lavoratori italiani, sancendo la totale subordinazione dei primi ai secondi.

Gli ultimi decreti attuativi della legge delega di Dicembre, di cui tanto si sta parlando in questi giorni, lo dimostrano definitivamente: dopo essere intervenuto nella fase di accensione del rapporto di lavoro attraverso il decreto del 2014, aumentando la “flessibilità in entrata”, cioè la possibilità per i padroni di assumere come meglio credono; dopo aver aumentato quella “in uscita”, intervento nella fase di chiusura del rapporto di lavoro eliminando l'articolo 18 e rendendo possibile il licenziamento senza giusta causa a Marzo di quest'anno; ora questi ultimi decreti attuativi intervengono nel rapporto di lavoro stesso nell'ambito della cosiddetta “flessibilità funzionale”, rendendo possibile il demansionamento e il controllo a distanza del lavoratore. In questo quadro essere flessibili significa quindi essere alla totale mercé del padrone e a poco servono le rassicurazioni del Governo e della stampa allineata sul rispetto della privacy del lavoratore o sul fatto che in vari casi dovrà essere chiesto previamente il consenso al lavoratore stesso: come ha spiegato bene l'avvocato del lavoro Giovanni De Francesco ai microfoni di Corrispondenze Operaie, a fronte di sempre meno tutele e sempre più grandi ricatti queste formalità sono solo chiacchiere.Abbiamo provato a riassumere questo pericoloso quadro in un video, proprio perché possa crescere la consapevolezza e l'opposizione a questa misura tanto voluta da Renzi, motivo per cui siamo anche andati in giro per l'Italia a spiegarla e raccontarla. Ci sembra che comunque sempre più lavoratori si rendano conto di quali interessi difenda realmente il Governo, come dimostra il recente crollo della sua popolarità!

Sappiamo però che questa ed altre leggi analoghe vengono da lontano, dalla crisi globale del capitalismo, da istituti internazionali come l'OCSE e la BCE e soprattutto dal modo in cui i lavoratori sono stati messi in concorrenza tra loro a livello mondiale negli ultimi trent'anni. Per questo abbiamo pensato fosse importante spiegare quanto sta succedendo in Italia anche al pubblico straniero, scrivendo un'analisi in inglese che prova ad allargare la sguardo ed inserire l'operato del Governo in una prospettiva più ampia. 


Proprio per questo, ripubblichiamo sotto la versione italiana del testo, nella speranza che possa essere utile a maturare gli strumenti necessari a rispondere a quest'ennesimo attacco.


JOBS ACT: LA FINE DEL DIRITTO DEL LAVORO IN ITALIA

Con il Jobs Act, approvato in due parti a Maggio e a Dicembre 2014, il governo Renzi ha realizzato la più importante riforma del mercato del lavoro degli ultimi anni in Italia. Con questo provvedimento il Governo sostiene di voler superare l’ “Apartheid” tra lavoratori precari e garantiti, come ha detto il Premier nel suo discorso alla Camera a Dicembre. In realtà la riforma porta avanti e accelera il processo di flessibilizzazione del lavoro cominciato quasi un ventennio fa, estendendo e generalizzando la condizione di precarietà che sostiene di voler superare. Si cancellano di diritti dei lavoratori conquistati con decenni di lotte, attraverso un duro attacco a tutto il proletariato che vive in Italia.
In questo modo si recepiscono le politiche sociali ed economiche richieste dalla BCE che con la crisi dell’Eurozona è stata costretta ad interventi di politica monetaria molto espansivi per stabilizzare i mercati e assicurare i debiti sovrani dal rischio default, chiedendo in cambio ai governi misure estremamente restrittive per quanto riguarda Welfare e diritti sociali. In Italia, è stata proprio la lettera inviata dalla Bce al governo Berlusconi il 5 agosto 2011 ad aver accelerato una crisi istituzionale che poi portò all’instaurarsi del governo ‘tecnico’ di Monti, a cui sono state appaltate misure durissime, quali l’anticipo del raggiungimento del pareggio di bilancio al 2013, il taglio della spesa pubblica, la riforma delle pensioni e, soprattutto, del mercato del lavoro.
Ma sia il governo Monti, che quello Letta ad esso successivo, sono solo in parte le richieste del grande capitale europeo. Con il recente Governo Renzi i padroni, sia italiani che europei, si sono finalmente giocati una carta importante per tutelare e rinforzare i loro interessi. Renzi è stato il nome, giovane e accattivante, su cui le diverse classi dominanti del paese si sono accordate per sbloccare l’impasse, fare un salto di qualità complessivo e dare una nuova accelerazione ai processi di ristrutturazione del mercato del lavoro già abbozzati negli anni passati.

PICCOLA STORIA DELLE RIFORME DEL LAVORO

Si è cominciati con l’introduzione del Pacchetto Treu (24 Giugno 1997), con cui si sono regolamentati i contratti di apprendistato, introdotto l’istituto del tirocinio e del lavoro interinale (unica forma d’interposizione di manodopera ammessa, dopo che la legge del 1960 le rese illegali). Si è proseguito con le leggi dei governi di centrodestra, a partire dalla liberalizzazione del contratto a tempo determinato (2001) e quindi con la legge Biagi (14 Febbraio 2003) che che interveniva anche sull’apprendistato ed applicava cambiamenti peggiorativi a varie forme contrattuali (part-time, interinale, a progetto). Per poi arrivare alla Legge Fornero (2012) che modifica drasticamente il contratto d’apprendistato (durata massima 6 anni, livelli retributivi più bassi, aumento numero massimo per azienda), elimina del tutto la causale per la stipula del primo contratto a tempo determinato e limita il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo.



LA RETORICA DEL JOBS ACT

Adesso il governo Renzi, perfettamente in linea con i governi del passato, continua e accelera nell’imprimere con forza gli interessi del capitale internazionale a discapito della condizione dei lavoratori. La retorica con cui il governo ammanta la nuova riforma è molto chiara: in un’epoca di mercati globalizzati e competitivi, le aziende devono essere libere di allocare istantaneamente e come meglio credono le risorse produttive, come la forza lavoro. Il sistema ha quindi bisogno di flessibilità. Un mercato del lavoro troppo rigido disincentiva le imprese ad assumere, aumenta la disoccupazione ed ha un effetto negativo sulla competitività dell’intero sistema-paese; inoltre le aziende finiscono per ricorrere alla flessibilità di cui hanno bisogno attingendo ad un bacino di “esclusi”, perennemente penalizzati rispetto ai “garantiti” ed alle loro tutele, tanto da portare l’intero peso della flessibilità di cui il sistema avrebbe bisogno.Se questa è la premessa, in linea con la retorica di Governo e padroni, questa la soluzione: eliminando le rigidità e lasciando così il mercato libero di agire si contribuirebbe a risolvere non solo il problema della competitività del sistema-paese, ma anche quello della disoccupazione e dell’iniqua divisione tra lavoratori garantiti e precari, o anche l’“apartheid” tra “core e periphery workers” (usando il lessico del Senatore Ichino, tra i principali promotori del Jobs Act).

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Fonte: Clash City Workers


Autore: collettivo Clash City Workers

Licenza: Creative Commons (non specificata la versione)


Articolo tratto interamente da Clash City Workers
 
 

Citazione del giorno



"Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri."

Alda Merini
 
 

martedì 23 giugno 2015

Vicenza: oggi inizia il Festival delle Libertà Digitali

 
Logo Festival libertà digitali Wikimedia Italia
 
Articolo da Wikimedia Italia

Oggi, martedì 23 giugno, prende il via la 4^ Edizione del Festival delle Libertà Digitali promosso da Wikimedia Italia all’interno della manifestazione Festambiente di Vicenza, che quest’anno ha come tema il cambiamento climatico. È un’occasione imperdibile per incontrare altri utenti di Wikimedia e Wikipedia, discutere, editare, rilassarsi e seguire i numerosi workshop che organizziamo su vari temi della condivisione digitale. Wikimedia Italia, inoltre, festeggerà i suoi 10 anni proprio a Vicenza, con una wikibirrata, sabato 27 giugno a partire dalle ore 18.00.
 
Questa sera, presso il grande stand allestito al centro del Parco Retrone, che ospita l’iniziativa, si terrà il primo dei numerosi appuntamenti in programma. Dalle 19 alle 20.30 i volontari del progetto “Progetto Vicenza e territorio vicentino” terranno il workshop “Il vicentino su wiki”. Il laboratorio è pensato per scoprire insieme la storia e il territorio del vicentino attraverso Wikipedia, imparando a scriverla e a migliorare le voci già esistenti.
 
I partecipanti sono invitati a portare il proprio PC portatile, laptop o tablet (la rete wireless è disponibile presso il padiglione). Il workshop è aperto a tutti, accogliamo persone fino a esaurimento posti. Per qualsiasi informazione non esitate a contattare l’indirizzo libertadigitali@wikimedia.it.


Fonte: Wikimedia Italia


Autore: Francesca


Licenza: Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.


Articolo tratto interamente da Wikimedia Italia

Photo credit Milena Zanotelli / Diskos http://www.diskos.it (http://www.wikimedia.it) [CC BY-SA 4.0], attraverso Wikimedia Commons

 

Pesticidi e altri veleni

 
Articolo da Altrenotizie.org

Organoclorurati, organofosfati, carbammati, piretoidei, neonicotinoidi, glifosato. Persistenti, si degradano in tempi molto lunghi, ‘insaporiscono’ gli alimenti. E sono fortemente nocivi per la salute umana. Degli agricoltori, delle loro famiglie e di una vastissima fascia della popolazione, perché figlia di un modello di produzione industriale di cibo fortemente dipendente dalla chimica e dall’uso massiccio di pesticidi sintetici.

Dalla ‘rivoluzione verde’ degli anni Cinquanta fino ai giorni nostri, allo scopo di incrementare i raccolti e non deludere la domanda, l’agricoltura è costretta a proteggere le colture, sempre più industrializzate, da infestanti e malattie.

A farne le spese (oltre ai consumatori), frutta, vedi uva e mele (in un singolo campione di suolo raccolto in un meleto italiano sono state rilevate tredici sostanze chimiche diverse e dieci in un campione di acqua), verdure, soprattutto a foglia verde, e legumi.

E anche alcuni animali da allevamento, ‘avvelenati’ da mangimi contaminati, i loro derivati, tipo latte, prodotti caseari e uova. Irrorati su terreni agricoli o nelle aree verdi delle città, i pesticidi possono diffondersi a larghe distanze, dai dieci metri ai centocinquanta dai luoghi di applicazione.

Sebbene sia complesso certificare il diretto rapporto causa-effetto per la presenza di una serie di fattori che interviene nell’originarsi di una malattia, l’associazione statistica tra esposizione (e non solo, vista l’eredità epigenetica) e aumento del rischio di sviluppare malattie gravi non può essere ignorata. Per gli effetti neurotossici: agevolano l’insorgere di patologie neurodegenerative, vedi il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer, e la sclerosi laterale amiotrofica. Per gli impatti significativi sul sistema immunitario: possono portare a un aumento dell’ipersensibilità a certe sostanze chimiche o a fenomeni di immunodepressione. Sono interferenti endocrini: disturbano il funzionamento della tiroide e arrecano un disequilibrio degli ormoni sessuali.

E se questa evidenza deve essere approfondita, gli effetti sul feto e sui bambini molto piccoli sono più riscontrabili. Molti di questi veleni sono noti per la capacità di attraversare la placenta. E raggiugere un sistema nervoso in fase di rapido sviluppo.

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Fonte: Altrenotizie.org


Autore: Tania Careddu


Licenza: Creative Commons (non specificata la versione)


Articolo tratto interamente da Altrenotizie.org

 

Proverbio del giorno



Salute e libertà valgono in ogni città.
 
 

lunedì 22 giugno 2015

Ogni singolo giorno ha il suo valore



"Mi piace svegliarmi alla mattina e non sapere cosa mi capiterà o chi incontrerò, dove mi ritroverò. Secondo me la vita è un dono, e non ho intenzione di sprecarla, non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano, impari ad accettare la vita come viene.. così ogni singolo giorno ha il suo valore!"

Tratto dal film | Titanic



     

È morta l’attrice Laura Antonelli



Questa mattina alle 8.30 Laura Antonelli è stata trovata morta nella sua abitazione a Ladispoli, al momento non si conoscono ancora le cause del suo decesso. Ripercorriamo la sua carriera con una biografia tratta da Wikipedia.

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Laura Antonelli, vero nome Laura Antonaz (Pola, 28 novembre 1941 – Ladispoli, 22 giugno 2015), è stata un'attrice italiana. Ha raggiunto l'apice della popolarità negli anni settanta e ottanta, lavorando dapprima in pellicole erotiche e poi in film d'autore.

Laura Antonelli nasce il 28 novembre 1941 a Pola, città dell'Istria, attualmente in Croazia all'epoca in Italia, in una famiglia istriana, muore a Roma il 21 Giugno 2015. Insieme alla quasi coetanea Femi Benussi e alle più anziane Alida Valli e Sylva Koscina fa infatti parte delle "bellissime quattro" dalmato-istriane. Da bambina con la sua famiglia è profuga durante l'esodo istriano. Compie gli studi superiori a Napoli, presso il Liceo Scientifico "Vincenzo Cuoco", e in seguito si diploma presso il locale I.S.P.E.F (Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica).

Trasferitasi a Roma con la propria famiglia, per un breve arco di tempo svolge l'attività d'insegnante di Educazione fisica presso il Liceo artistico sito in Via di Ripetta. Dopo aver girato alcuni Caroselli per la Coca Cola ed interpretato numerosissimi fotoromanzi, diffusi anche all'estero, esordisce nel cinema interpretando piccoli ruoli in vari film, a cominciare da Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli del 1964 e Le sedicenni di Luigi Petrini del 1965.

La sua prima parte importante le viene offerta, nel 1969, dal regista Massimo Dallamano che la sceglie come protagonista del film Venere in pelliccia, ispirato al romanzo di Leopold von Sacher-Masoch. Ma l'occasione sfuma a causa della feroce censura del tempo, che blocca l'uscita del film, il quale sarà riproposto sei anni più tardi con il titolo Le malizie di Venere. Nel 1971 raggiunge una certa notorietà, recitando nel film Il merlo maschio, interpretato al fianco di Lando Buzzanca e diretto da Pasquale Festa Campanile.

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domenica 21 giugno 2015

Studio americano: il mondo si avvia verso la sua sesta estinzione di massa


 
Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science Advances e condotto dagli esperti della Stanford University, Princeton University e la University of California, mettono in preallarme l'umanità intera, lanciando un grido d'allarme: il mondo si sta imbarcando nella sua sesta estinzione di massa.

Il tasso di estinzione delle specie nel 20° secolo è stato fino a 100 volte superiore a quello che sarebbe stato senza l'impatto dell'uomo.

Molti studi avevano già messo in guardia da anni, che un evento di estinzione di massa simile a quello che spazzò via i dinosauri si poteva verificare, ma questo è legato strettamente agli esseri umani che degradano e distruggono gli habitat.

Uno dei ricercatori ha invitato ad agire presto, rilasciando queste dichiarazioni:

 "Per evitare una vera estinzione di massa richiedono tempi rapidi e sforzi notevoli soprattutto per la conservazione delle specie già minacciate e in particolare la perdita di habitat, lo sfruttamento eccessivo per il guadagno economico e il cambiamento climatico".

Inoltre ricordano che gli esseri umani potrebbero essere tra le prime vittime e quello che ha distrutto negli anni, si ritorcerà contro.



Immagine del giorno

Summer Solstice Sunrise Stonehenge

Solstizio d'estate a Stonehenge

Photo credit
Dave caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


sabato 20 giugno 2015

Oggi è la Giornata Mondiale del rifugiato

RESPINTI

Articolo da Unimondo.org

Di fronte all’immensa tragedia dei profughi, che marchia di fuoco come nessun’altra il nostro tempo, in molti sono tentati da una grande illusione: chiamarsene fuori. Ma se c’è una verità inconfutabile che queste gigantesche fughe di popoli (dai 50 ai 60 milioni di persone, secondo le Nazioni Unite) – che riguardano in misura ridotta l’Europa - ci stanno dicendo è che la pazienza dei disperati e dei poveri è finita. Riflettiamo davvero, almeno oggi.
Dagli scogli di Ventimiglia al passo del Brennero, dagli orrendi naufragi di Lampedusa ai tir di Patrasso sotto i quali si legano i giovani afghani, dall’assalto a tutti i muri costruiti a quello inevitabile che attende tutti quelli in costruzione, dalla frontiere sanguinose del Messico a quelle del Marocco, dalle prigioni disumane in Libia agli immensi campi profughi di siriani e afghani nel minuscolo Libano, dalle disperate navi di fuggiaschi dal Myanmar, che nessuno vuole, ai centomila nuovi fuggiaschi dal Burundi, che nessuno vuole, dalla caldissima frontiera del Sudafrica, che zimbabweani e nigeriani cercano di perforare andando incontro ad assalti xenofobi, alle migliaia di colombiani in fuga cercando un briciolo di pace, ecco, da tutti questi e tanti altri luoghi dolenti di questo mondo si alza un unico grido: vogliamo vivere anche noi, anche noi come voi! vogliamo anche noi un po’ di pace e di benessere, come voi! anche noi vogliamo una casa! Anche noi vogliamo che gli anni che abbiamo da vivere siano un po’ umani. Non vogliamo rassegnarci a morire come topi (ah, i topi del rinnovatore d’Italia!): non ci fermerete, non resteremo qui in queste fogne.
Verremo a disturbare i vostri sonni, vivi o morti. Insultateci, disprezzateci, rifiutateci, fate muri, sparate, rispeditici indietro: non ci fermerete. Torneremo, riproveremo, scavalcheremo, dovrete fare i conti col nostro diritto a vivere. Non vi lasceremo in pace. Questa vostra pace che si nutre delle guerre che a noi hanno tolto tutto, guerre alimentate dalle vostre armi che vi rendono ricchi e potenti. Ma voi non vi vergognate di venderle ai dittatori e ai signori della guerra che ci ammazzano, distruggono le nostre case e le nostre famiglie, e ci fanno scappare.
Questa vostra pace che si nutre della nostra povertà: ma voi non vi vergognate di commerciare, fare affari, muovere miliardi di euro e di dollari anche clandestini con chi opprime i nostri paesi, con chi finanzia le guerre che in Siria o in Africa ci ammazzano e ci spogliano di tutto. La vostra impunità è finita, cari ricchi e cari occidentali.  La nostra pazienza è finita.

Continua la lettura su Unimondo


Fonte: Unimondo.org

Autore: Vincenzo Passerini

Licenza: Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License.


Articolo tratto interamente da
Unimondo.org

Photo credit comunedipignataro caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

Apoteosi


Apotheosis from Henry Jun Wah Lee / Evosia on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Edinburgo


Edinburgh from Barry on Vimeo.

Photo e video credit Barry caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons



Autovelox senza revisione, le multe sono da annullare

Radarvelocidade20022007

Articolo da Befan.it

Se le multe agli automobilisti rappresentano una delle modalità principali usate dai Comuni per ottenere denaro dai cittadini, una recente sentenza della Corte costituzionale potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione del codice della strada.

In particolare, ad essere stati oggetto di tale sentenza sono gli autovelox, apparecchiature che ormai vengono utilizzate in tutta Italia e che riescono a “pizzicare” in flagrante un gran numero di guidatori indisciplinati, che non si accorgono in tempo della loro presenza, finendo per pagare in modo “salato” gli eccessi di velocità.

Ad essere stati messi sotto accusa sono gli autovelox non tarati. In base a quanto indicato dalla stessa Corte, gli autovelox (ma anche gli altri apparecchi che vengono impiegati per l’accertamento dei limiti di velocità) devono essere verificati con regolarità, in modo da certificarne il corretto funzionamento. Infatti, il deterioramento o la cosiddetta “obsolescenza” possono avere conseguenze importanti sulla loro affidabilità.
Queste considerazioni hanno portato la Corte Costituzionale a “bocciare” quanto previsto dall’articolo 45 del codice della strada. Infatti, quest’ultimo non prevede che gli autovelox vengano sottoposti a tale verifiche.
Era stata la Cassazione a sollecitare un intervento della Consulta. La sentenza ha evidenziato come gli strumenti di misurazione, in particolar modo quelli elettronici, possono essere soggetti a variazioni anche importanti dei valori rilevati. Questo è dovuto sia all’obsolescenza che ad eventuali urti, ma anche a shock termici (e meccanici) e a variazioni che intervengono nella “tensione di alimentazione”. Il fatto di esonerare tali strumenti da verifiche periodiche, oppure ad esami successivi ad interventi di manutenzione, viene giudicato come qualcosa di “irragionevole“.

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Fonte: Befan.it


Autore: redazione Befan.it


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.



Articolo tratto interamente da Befan.it

Photo credit Fábio Pozzebom/ABr (Agência Brasil [1]) [CC BY 3.0 br], via Wikimedia Commons

venerdì 19 giugno 2015

Ricorda il tuo sogno



"I sogni sono fatti di tanta fatica. Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie, perdiamo di vista la ragione per cui abbiamo cominciato a sognare e alla fine scopriamo che il sogno non ci appartiene più. Se ascoltiamo la saggezza del cuore il tempo infallibile ci farà incontrare il nostro destino. Ricorda: quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei. Ricorda il tuo sogno."

Sergio Bambarén
 
 

Domani manifestazione internazionale per dire STOP alle trivelle in Adriatico

Articolo da Omissis
 
Sarà una manifestazione internazionale che coinvolge tutti i paesi che affacciano sull’Adriatico, quella che si svolgerà sabato 20 giugno. In concomitanza con la partenza della Goletta Verde, campagna annuale di Legambiente per la tutela del mare, Legambiente ha lanciato questa mobilitazione generale contro le trivellazioni nell’Adriatico.
Organizzata con associazioni di tutta Europa, #stopseadrilling ha raccolto l’adesione di una sessantina di realtà italiane, impegnate nella lotta alle trivellazioni petrolifere, ma anche di associazioni e comitati presenti lungo tutta la costa adriatica, a partire dagli ambientalisti sloveni e croati che si riuniranno in assemblea a Rovigno (Croazia) da dove partirà la Goletta Verde.
 
#stopseadrilling è una mobilitazione generale che in ciascuna città vivrà la propria protesta: Trieste, Rosolina, Venezia, Jesolo, Ravenna, Ancona, Pescara e Polignano a Mare, a Rovigno in Croazia, ma anche a Vlore (Albania), Bar (Montenegro), Neum (Bosnia Erzegovina).
 
Greenpeace e gli ambientalisti croati di  Sos Za Jadran (Sos Adriatico) hanno emanato nei giorni scorsi un comunicato congiunto in cui mettono sotto accusa il governo croato: “Il governo di Zagabria continua a ignorare gli appelli che arrivano da cittadinanza, turisti, personalità pubbliche, esperti e scienziati che chiedono la sospensione del piano per lo sfruttamento intensivo delle riserve offshore di idrocarburi, cominciando con il non firmare i contratti con le compagnie concessionarie dei vari 'lotti' di estrazione. Greenpeace e la coalizione 'SOS for Adriatic' chiedono un referendum affinché i croati possano esprimersi: oltre all'integrità dei mari e delle coste, è in gioco la principale fonte di reddito del Paese, il turismo balneare, che potrebbe subire danni irreparabili dalle trivellazioni in quelle acque. I sondaggi mostrano già oggi come la maggior parte dei cittadini croati sia contraria ai progetti del governo”.
 
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Fonte: Omissis


Autore: redazione Omissis

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Articolo tratto interamente da Omissis
 
 
 

Ad un'ignota di Guido Gozzano


Ad un'ignota

Tutto ignoro di te: nome, cognome,
l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
e sapere non voglio, e non ho chiesto
il colore nemmen delle tue chiome.
Ma so che vivi nel silenzio; come 
care ti sono le mie rime: questo
ti fa sorella nel mio sogno mesto,
o amica senza volto e senza nome.
Fuori del sogno fatto di rimpianto
forse non mai, non mai c'incontreremo,
forse non ti vedro', non mi vedrai.
Ma piu' di quella che ci siede accanto
cara è l'amica che non mai vedremo.
Supremo è il bene che non giunge mai!


Guido Gozzano

I benefici sociali dell’orticoltura


Articolo da Viviconstile
 
L’agricoltura urbana si diffonde a macchia d’olio contendendo ogni giorno centimetri preziosi all’asfalto e al cemento delle nostre città e contribuendo così a ridisegnare il verde urbano in maniera partecipata e mitigare gli effetti dell’impatto ambientale prodotto delle attività dell’uomo. Ma non solo. L’orticoltura condivisa è generatrice di effetti sociali positivi sulle dinamiche di vicinato e di comunità e in alcuni casi ha  addirittura proprietà terapeutiche.

E’ il caso degli orti intergenerazionali di Potenza – gestiti dal locale circolo Legambiente Ken Saro Wiwa insieme all’amministrazione comunale – che vengono coltivati da studenti delle scuole primarie, insegnanti, famiglie, Comitato di quartiere e numerosi cittadini anziani. Proprio agli anziani è affidata la gestione degli orti e la diffusione di antiche colture e metodi di un tempo dando loro la possibilità di svolgere un ruolo da protagonisti nel miglioramento del territorio e delle aree verdi della città. I ragazzi invece hanno la possibilità di sperimentare un approccio innovativo all’insegnamento delle scienze dove "teoria e praticas ono rafforzate dalla trasmissione di antichi valori e tradizioni.

Sempre dal circolo di Potenza arriva un’interessante iniziativa di orticoltura riabilitativa in collaborazione con la Cooperativa sociale Don Uva, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali all’interno del progetto "Comunità a raccolta, oltre il proprio orticello". Alcuni utenti affetti da disturbi mentali si prendono cura di erbe aromatiche e ortaggi insieme ai volontari dell’associazione ambientalista occupandosi della preparazione del terreno, della piantumazione di piante officinali e ortaggi e naturalmente della cura giornaliera dell’orto e della raccolta dei frutti. L’attività si inserisce nel più ampio programma riabilitativo della cooperativa sociale la cui finalità ultima è quella di tendere all’acquisizione di abilità e competenze, stimolare lo sviluppo di capacità di interazione e partecipazione facendo leva su ciò che vi è di sano e non sulla patologia.

A Milano invece nasce Qorto l'orto condiviso di Quarto Oggiaro, uno dei quartieri più popolari della città. Un'oasi resistente al cemento e al grigiume incastonata tra strade e nuovi cantieri ma capace di fare innamorare chiunque ci metta piede e persino quelli che se la godono guardando semplicemente dal balcone!
 
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Fonte: Viviconstile


Autore: redazione Viviconstile

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Articolo tratto interamente da Viviconstile


 

Comunicazione di servizio


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Citazione del giorno


"Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso."

Epitteto
 
 

19 giugno 1996 – La Versilia viene devastata da un'alluvione

Versiliariver

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'alluvione della Versilia è stata un grave evento alluvionale che colpì parte della regione storica della Versilia in Toscana il 19 giugno 1996 a seguito di un fenomeno temporalesco particolarmente violento avvenuto nel passaggio tra la primavera e l'estate.

Il mattino del 19 giugno 1996 il cielo della Versilia era terso: le previsioni davano infatti cielo sereno o poco nuvoloso. In realtà quel giorno era in atto sulle creste delle Alpi Apuane uno scontro di aria fredda proveniente dal Nord Italia con aria calda umida proveniente dalla costa, che causò una rapidissima evoluzione meteorologica, favorendo dunque la formazione di un'apparentemente modesta cella temporalesca alta però 12 km e larga circa la metà, assai carica di precipitazioni (temporale convettivo). Violentissimi nubifragi si scatenarono a partire dal primo mattino sulle Alpi Apuane interessando tutto l’alto bacino dei torrenti Serra e Vezza (questi ultimi confluenti in un unico corso d’acqua a Seravezza, il Versilia) sullo spartiacque occidentale, e tutta la parte alta del bacino del torrente Turrite di Gallicano sullo spartiacque orientale. Le precipitazioni interessarono anche parte del bacino del fiume Camaiore. Tutto questo mentre sulla piana della Versilia cadevano soltanto poche gocce di pioggia. In poco tempo le straordinarie precipitazioni (con punte di oltre 150 mm in un’ora sull’alto bacino del Vezza) causarono svariati smottamenti, e i corsi d’acqua si ingrossarono rapidamente. A fronte di una breve pausa, avvenuta in tarda mattinata, le piogge ripresero a cadere ancora più intensamente nell’arco della giornata che va da mezzogiorno sino al primo pomeriggio, per poi scatenarsi il diluvio. Piogge copiosissime scossero le montagne e i valloni nei pressi del paese di Cardoso dove vari torrenti minori danno origine, presso l’abitato, al torrente Vezza.

Intanto in pianura nessuno poteva lontanamente prevedere quanto stava accadendo: nella zona di Pietrasanta, presso il breve tratto di pianura del fiume Versilia erano caduti appena 5–10 mm di pioggia. Si attivò la protezione civile premurandosi, verso le 14:00, di controllare i valori pluviometrici sulle Alpi Apuane scoprendo che uno degli idrometri presso il centro di Pomezzana nell’alta valle del torrente Vezza, registrava un valore cumulativo di precipitazioni da record, con 440 mm in appena 8 ore e una punta massima di 157 mm in un’ora. Nel timore che si potesse verificare qualche onda di piena improvvisa, vennero subito controllati i livelli dei fiumi, soprattutto il Versilia che ad una prima osservazione risultò essere, dopo la grossa onda di piena del mattino, ingannevolmente in calo.

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giovedì 18 giugno 2015

Come bloccare le richieste per i giochi su Facebook


Sicuramente molti utenti di Facebook sono infastiditi dalle continue notifiche e inviti per giocare e molto spesso si procede alla loro disattivazione. Oggi vi spiego come bloccare in modo definitivo, gli inviti per i giochi su Facebook.


 

Fare il login su Facebook, cliccare sulla freccia in alto a dx e selezionare la voce impostazioni.
 
 Andare nel menù a sx e cliccare sulla voce blocco.

 

Nella pagina aperta, cercare la voce blocco delle applicazioni e nel riquadro inserire il nome del gioco da bloccare. Un volta fatto il tutto, si può ritornare al nostro profilo.




La Vale condannata a pagare 804 milioni di reais per incidenti sul lavoro

 
Articolo da Peacelink 
 
La multinazionale brasiliana accusata dai giudici di "aumentare i suoi profitti a costo degli infortuni dei lavoratori"
 
11 giugno 2015 - Beatrice Ruscio
 
Fonte: Justiça nos Trilhos http://www.justicanostrilhos.org/Vale-e-condenada-a-pagar-R-804
"Vale é condenada a pagar R$ 804 milhões por acidentes de trabalho"
Reporter Brasil
http://reporterbrasil.org.br/2015/06/vale-e-condenada-em-800-milhoes-por-acidentes-de-trabalho/ - 10 giugno 2015
 
Un dipendente della Vale stava effettuando delle riparazioni in una ferrovia quando è stato schiacciato da un vagone che, dopo aver perso controllo gli è andato addosso. I suoi organi sono stati schiacciati e ha subito diverse fratture del bacino. Dopo l'incidente, nel 2004, ha subito numerosi interventi chirurgici, gli è stata inserita una protesi peniena e ora ha bisogno di rimuovere l'urina con una sonda ogni 30 minuti.
Come lui, più di 2000 dipendenti della Vale hanno subito gravi incidenti nel complesso della regione di Carajás dall'anno 2000. L'alta frequenza di casi come questo ha catturato l'attenzione della Giustizia del Lavoro, che ha condannato la Vale a pagare 804 milioni di reais. La decisione è del giudice Jônatas Andrade, della Seconda Corte Federale del Lavoro nel municipio di Marabá. È stato presentato ricorso contro la decisione del magistrato.
Questo complesso è il più grande della società mineraria, che a sua volta è la maggiore produttrice al mondo di minerale di ferro. Il ferro preso dal sud-est del Pará viene trasportato lungo la ferrovia della Vale fino al porto di São Luis, capitale del Maranhão. È stato in questo complesso che cinque lavoratori assunti direttamente dalla società sono morti e 1.018 sono rimasti feriti dal 2000. Il giudice ha inoltre stimato che i dipendenti di aziende fornitrici (in outsourcing), che offrivano servizi alla Vale, avrebbero subito 1.362 incidenti, sette dei quali con vittime.
Il numero di incidenti, secondo il giudice, mostra la "grave violazione delle norme di base e fondamentali di sicurezza, salute e medicina del lavoro". Non si tratterebbe di casi isolati, come sostiene la società nella sua difesa contenuta nella sentenza, ma di un ampio processo di disprezzo per le norme fondamentali di sicurezza. Due esempi sono la mancanza di illuminazione per le attività che devono essere svolte all'alba e barriere di sicurezza per evitare la caduta di dipendenti in mare.
Il giudice ha anche affermato che la società avrebbe aumentato i suoi profitti "a costo degli infortuni dei lavoratori". Infine, il giudice afferma che la società avrebbe alterato e soppresso documenti consegnati al Ministero del Lavoro durante l'inchiesta, il cosiddetto "contenzioso in mala fede".
La Vale non ha voluto commentare la decisione e gli incidenti prima della notifica da parte della Corte.
 
 
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Fonte: Peacelink

 

Autore: Justiça nos Trilhos - Reporter Brasil - traduzione per Peacelink: Beatrice Ruscio

Licenza: Copyleft


Articolo tratto interamente da Peacelink
 
 
 

Jobs Act: via libera alla possibilità di spiare i dipendenti tramite pc, tablet e smartphone


Articolo da Radio Città Fujiko 

Le aziende potranno controllare computer, tablet e cellulari, così come i badge dei lavoratori senza che sia necessario un accordo sindacale o un’autorizzazione del ministero. Per il controllo sugli «strumenti» di lavoro aziendale basterà informare i lavoratori. Cambia così, con un altro dei decreti attuativi del Jobs act, la disciplina dei controlli a distanza, che riscrive lo Statuto dei lavoratori. Dura la reazione dei sindacati
Un altro colpo basso per lo Statuto dei lavoratori. Con un decreto attuativo del Jobs act, viene riscritta la disciplina del controllo a distanza, prevista dall'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori del 1970.

Con il Jobs Act, le aziende sono autorizzate a effettuare controlli a distanza sui propri dipendenti attraverso impianti audiovisivi senza richiedere un preventivo accordo con il sindacato di competenza. L'unica "accortezza" del datore di lavoro è informare i dipendenti che gli strumenti assegnati sono controllati. Ai nostri microfoni, Giorgio Airaudo, deputato Sel ed ex segretario nazionale Fiom, esprime la sua preoccupazione: "Il fatto che lo possano fare, già di per se, è sbagliato. È normale che un lavoratore riceva, sul  telefonino aziendale, una chiamata familiare o privata". Il datore di lavoro, con il potenziamento di nuovi software, può controllare il tempo di attività dei computer, "può osservare una persona: quante volte si sposta, dove va e cosa fa".

Le regole sono "leggermente" diverse per l'installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo: in questi casi serve l'accordo sindacale. Se le imprese contano più unità dislocate in diverse regioni, l'autorizzazione spetta al Ministro del lavoro. Il controllo delle attività dei lavoratori possono essere impiegati per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale. Ma è chiaro che da qui al controllo della vita privata del lavoratore, il passo è breve.

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Intervento audio su Radio Città Fujiko 


Fonte: Radio Città Fujiko


Autore: redazione Radio Città Fujiko


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Articolo tratto interamente da Radio Città Fujiko