domenica 31 maggio 2015

Mezzanotte di Giovanni Pascoli

 

Mezzanotte

Otto... nove... anche un tocco: e lenta scorre
l'ora; ed un altro... un altro. Uggiola un cane.
Un chiù singhiozza da non so qual torre.

È mezzanotte. Un doppio suon di pesta
s'ode, che passa. C'è per vie lontane
un rotolìo di carri che s'arresta

di colpo. Tutto è chiuso, senza forme,
senza colori, senza vita. Brilla,
sola nel mezzo alla città che dorme,
una finestra, come una pupilla

aperta. Uomo che vegli nella stanza
illuminata, chi ti fa vegliare?
dolore antico o giovine speranza?

 Giovanni Pascoli

sabato 30 maggio 2015

Per vivere hai bisogno...

Pepemujica2

"Per vivere hai bisogno di lavorare, giusto? E se non stai lavorando, stai vivendo alle spalle di qualcun altro. E la vita di un parassita non è dignitosa, allo stesso tempo però non puoi vivere solo per lavorare e basta. E’ semplice. Perchè la cosa più gloriosa che uno ha è la vita. E anche se è così elementare, troppo spesso ce ne dimentichiamo. Ma ce lo fanno dimenticare la cultura, l'ambiente in cui viviamo e soprattutto quella violenza della società del consumo, che ci fa sembrare che se non saliamo su quel treno, moriremo."

José Mujica

Photo credit Roosewelt Pinheiro/ABr (Agencia Brasil [1]) [CC BY 3.0 br], via Wikimedia Commons

Boston layer-lapse


Boston Layer-Lapse from Julian Tryba on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Norvegia timelapse


Himmel - The Norwegian Skyline from Lanor Productions on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

Proverbio del giorno

 
Prevenire è meglio che curare.
 
 

giovedì 28 maggio 2015

Avviso urgente per i blog: mancano 5 giorni alle nuove norme sui cookie


Il prossimo 2 giugno entrerà in vigore la “Cookie Law”, queste nuove norme, regolano le modalità di tracciamento delle informazioni di navigazione. Nei giorni scorsi ho postato vari articoli e voglio ricordare questo collegamento:

http://websulblog.blogspot.it/2015/05/commenti-liberi-sulla-questione-cookie.html

In questi giorni ho lavorato molto alla ricerca della migliore soluzione per questo spazio; noterete un banner nero a fine pagina e con il collegamento all'informativa estesa, dove ci saranno tutte le varie spiegazioni sui cookie e le modalità per rimuoverle.

L'aspetto giuridico è molto complesso e aspettiamo un po' di chiarezza dal garante e dagli esperti in materia, anche perché le multe sono veramente salate. Girando per il web, ho notato che molti blog sono aggiornati per le nuove norme, ma ancora molti, sono privi di avvisi e informative; mancanza d'informazione oppure altro?

Cari amici e lettori, voi vi siete adeguati e con quale soluzione?



Voglio ricordare i profili sociali di questo blog

Queste sono le pagine sociali del blog in diversi servizi web. Trovate Web sul blog ai seguenti link (cliccate su per accedere):









Se vi piace questo blog aiutatelo a crescere, diffondete anche ai vostri amici i miei link. Grazie a tutti per la vostra fiducia.

Per quanto sta in te di Konstantinos Kavafis




Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Konstantinos Kavafis

Metello: recensione del film



Metello è un film del 1970 diretto da Mauro Bolognini.

Trama

Rimasto orfano, Metello è cresciuto in campagna, ma sceglie di non seguire la famiglia adottiva, quando questa perduta la concessione dei campi decide di andare a lavorare nelle miniere del Belgio. Decide di andare a Firenze, città dove è nato, e trova lavoro, come muratore, nel cantiere di un ingegnere, un padrone "buono" che ben conosce ed apprezza il valore dei suoi operai, adeguandosi tuttavia alla regola generale di sfruttamento del lavoro. Arrestato per essersi scontrato con la forza pubblica, inviata a proibire le bandiere ai funerali di un muratore anarchico, caduto dall'impalcatura, all'uscita dal carcere ne sposa la figliola Ersilia. Intanto, fra gli operai di Firenze s'è fatto strada l'ideale socialista; Metello, che ha conosciuto l'anarchismo grazie a Betto, anarchico ed amico del padre che gli insegna a leggere, segue la strada della coscienza e dell'unità di classe, partecipa a un grande sciopero proclamato per ottenere migliori salari. Durante la lotta, che si prolunga per giorni e giorni senza alcun risultato, Metello intreccia una relazione con Idina, una borghese vicina di casa, ma la stessa Ersilia interviene energicamente a stroncarla. Come gli industriali avevano previsto, tra gli operai, in sciopero da più di un mese, si fa strada lo scoraggiamento, tanto che, il quarantesimo giorno, un gruppo di loro decide di ripresentarsi al lavoro, e tra di essi Olindo suo fratello adottivo, tornato dal Belgio poiché in miniera si è ammalato e al contrario dei suoi fratelli non è riuscito ad inserirsi nella società straniera. Per impedirglielo, Metello ed altri si gettano contro i gendarmi, chiamati a difendere i "crumiri"; un muratore viene colpito a morte da una guardia, ma in quel momento giunge la notizia che i lavoratori hanno vinto la loro battaglia sindacale. Finito, per quel suo gesto, in carcere una seconda volta, Metello promette a Ersilia di non tornare più in galera per le sue lotte politiche, entrambi sanno che non sarà così.

Curiosità sul film

Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Vasco Pratolini e generalmente ritenuto il suo miglior lavoro.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Citazione del giorno


"Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima. È complice."
 
George Orwell
 
 

mercoledì 27 maggio 2015

Orchestra Popolare Rosa Parks - Malarazza

Oggi vi presento un gruppo musicale siciliano; ecco la loro biografia tratta dallo loro pagina Facebook:

OPRP - ORCHESTRA POPOLARE ROSA PARKS è un gruppo musicale di orientamento ska/reggae/WorldMusic composto da 6 musicisti, con diverse esperienze musicali, formatosi a Palermo, nel 2005. OPRP è una delle band Siciliane di maggior successo. Nei loro spettacoli presentano un vorticoso mix di ritmi tradizionali del sud Italia mischiati alle sonorità che spaziano dal reggae al funky. All’attivo due Album Discografici e 2 singoli e si preparano a sfornare due nuovi inediti nel 2015;
l'OPRP si è affermata definitivamente, con il lavoro discografico "UNIVERSO E DINTORNI" ,nel 2013 , presente su iTunes, Spotify, SpundCloud con 8 brani inediti che abbracciano generi musicali differenti lasciando trasparire l'esperienza artistica dei musicisti provenienti dai diversi ambienti musicali.


Il video musicale che vi faccio ascoltare è la famosa canzone malarazza. 

Il brano scelto è rilasciato con licenza Creative Commons.

Credits:

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/oprpteam

Twitter: https://twitter.com/OPRPofficial

Canale YouTube: https://www.youtube.com/user/CantierEmozionale


 


Video credit OPRP Official caricato su YouTube


Questo blog sostiene il Copyleft e quindi anche la musica libera, se sei un artista e vuoi pubblicare il tuo video, basta contattarmi via e-mail.





L’art. 35 dello “Sblocca Italia” non può essere dimenticato


Articolo da Ola (Organizzazione lucana ambientalista)

Intervengono sulla questione “incenerimento rifiuti” il Comitato Diritto alla Salute e l’Associazione Intercomunale Lucania: ” l’incenerimento della “monnezza” non è meno dannoso della filiera petrolifera. Non sembrano affatto terminate le discussioni sulla legge “Sblocca Italia” che hanno sempre fatto primeggiare l’art. 38 sull’art. 35 nonostante le vertenze in materia ambientale siano legate tanto alla questione petrolifera quanto alla questione rifiuti.

L’art. 35 introduce facilitazioni all’insediamento di inceneritori nel nostro Paese così come l’art. 38 facilita le procedure amministrative per il rilascio delle concessioni legate alle attività petrolifere.

Così come l’art. 38 ha avuto bisogno di un decreto attuativo (D.M. 25 marzo 2015) anche l’art. 35 ha urgentemente bisogno di un decreto che lo renda operativo. Un decreto sul quale sono scarse le attenzioni da parte di Associazioni e Comitati che dovrebbero chiedere all’unisono il corretto recepimento della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo, del 19 novembre 2008, che prevede l’ottimizzazione della raccolta differenziata, la riduzione e il riuso del rifiuto e la gestione del rifiuto residuo tramite impiantistica finalizzata al massimo recupero di materia.

Associazioni e Comitati che, in merito all’art. 35, sembrano quasi stanchi di tallonare l’operato di un Governo sempre più lontano dall’Ambiente e vicino al profitto delle multinazionali. Questo assopimento può essere giustificabile per le piccole realtà associative locali, ma meno comprensibile per quasi tutte le grandi Associazioni.

Gli interessi legati agli inceneritori sono elevati al punto che si continua a parlare di “termovalorizzatori”, una parola coniata ad hoc nel solo Paese Italia ed introdotta per evocare la falsa e suggestiva idea che si possa ricavare valore economico dall’incenerimento dei rifiuti. Un valore aggiunto che in realtà non esiste poiché il bilancio energetico sarebbe fallimentare se non ci fossero le tasse dei cittadini continuamente versate in bolletta per sostenere questa forma irrazionale di trattamento dei rifiuti. In assenza di questa tassa, sarebbe di gran lunga inferiore il numero di impianti d’incenerimento presenti sul nostro territorio così costosi nella loro realizzazione e gestione in sicurezza.

La convenienza è stata introdotta, grazie al CIP6, nel lontano anno 1992 con la delibera n. 6 del Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) determinando una maggiorazione del 6% del prezzo dell’elettricità pagato dai consumatori finali. Successivamente, con il d.lgs. n. 387/2003 sono stati estesi i benefici delle rinnovabili, tramite l’incentivazione statale, anche alla produzione di energia tramite combustione dei rifiuti con una nuova suggestiva parola “assimilate”.

Continua la lettura su Ola (Organizzazione lucana ambientalista)


Fonte: Ola (Organizzazione lucana ambientalista)


Autore: Comitato Diritto alla Salute e l’Associazione Intercomunale Lucania


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.



Articolo tratto interamente da Ola (Organizzazione lucana ambientalista)

27 maggio 1993 – Attentato dinamitardo di origine mafiosa in via dei Georgofili a Firenze


Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il 27 maggio 1993 quasi duecento chili di tritolo esplosero da un mezzo parcheggiato in Via dei Georgofili quasi all'angolo con Via Lambertesca, due mesi prima delle bombe posizionate a Roma presso San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano. Cinque persone vi furono uccise, tra cui una neonata e una bambina di nove anni, e 48 rimasero ferite. Il bersaglio dell'attentato era la Galleria degli Uffizi e il Corridoio Vasariano che proprio qui si dirama verso il Lungarno, ma questi edifici ebbero danni non gravissimi, con la distruzione di alcune tele, anche se i capolavori più importanti erano protetti da vetri che attutirono l'urto. L'Accademia, che ha sede nella Torre Pulci, già abitata dallo scrittore Luigi Pulci, fu seriamente danneggiata. I libri dell'accademia invece furono miracolosamente recuperati.
La strage venne inquadrata nell'ambito della feroce risposta di Cosa Nostra all'applicazione dell'articolo 41 bis che prevedeva il carcere duro e l'isolamento per i mafiosi. Analoghi attentati vennero compiuti nella notte tra il 27 e 28 luglio 1993 a Roma (alle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro) e a Milano in via Palestro; in quest'ultimo attacco persero la vita altre 5 persone (quattro vigili urbani, intervenuti sul posto, e un immigrato marocchino che dormiva su una panchina).
Oggi le tracce dell'attentato in via dei Georgofili sono visibili nei palazzi ricostruiti, dove sono stati lasciati dei segni che identificano della parte riedificata. A ricordo della strage è stato posto un "Olivo della pace", con scritte di pace in molte lingue diverse nonché una targa commemorativa con i nomi delle vittime .

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Immagine del giorno

Buongiorno...    Good morning...

Buongiorno!

Photo credit Francesco Carrani caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

martedì 26 maggio 2015

La legge è uguale per tutti?



“La legge è uguale per tutti” è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie; ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l'aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria.

Piero Calamandrei
 
 

Il prossimo 2 giugno entrerà in vigore la “Cookie Law”


Articolo da Wired

Il provvedimento per “l’individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie” (numero 229/2014), ribattezzato “Cookie Law” sta per fare il suo debutto. Restano però poco chiare le reali finalità di quello che sembra essere un pasticcio male interpretato e concepito ancora peggio; tra l’altro con un considerevole ritardo rispetto alla legge madre, approvata dalla Commissione europea nel 2011.

La confusione è tanta sia per chi amministra i siti web sia per gli utenti, questi ultimi chiamati a rilasciare consensi informati sull’uso dei cookie, tema che di norma non conoscono a sufficienza e che non è stato minimamente dibattuto nell’anno di transizione messo a disposizione dalla pubblicazione della decisione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 2 giugno 2014.

La confusione non riguarda tanto i cosiddetti “cookie tecnici”, che permettono la memorizzazione di dati quali nomi utenti e password per l’accesso ai siti o alcune impostazioni particolari quali, per esempio, la dimensione dei caratteri di una specifica risorsa web, ma riguarda più che altro i “cookie di profilazione”, laddove il provvedimento diventa perlopiù inutile e, dal punto di vista degli inserzionisti, persino dannoso.

I cookie di profilazione sono preziosi per motivi pubblicitari, consentono infatti di veicolare messaggi in modo mirato, arrivando potenzialmente ad apparire a quegli utenti che hanno manifestato interesse per un prodotto o un servizio specifico. Si tratta di banner e video che di norma consideriamo noiosi e che, in alcuni casi, rallentano anche la navigazione. Il fatto però che un utente non acconsenta alla ricezione di cookie di profilazione, negando il proprio benestare tramite il banner che appare alla prima visita a un sito, non significa che la sua navigazione sarà esente da pubblicità, significa invece che video e banner non terranno conto degli interessi manifestati, a danno degli inserzionisti e del comparto che fa della pubblicità il proprio core business.

Va considerato che la Rete non è fatta solo da siti di multinazionali, siti di informazione o istituzionali, è densa di risorse preziose e utili pubblicate da persone che, con gli introiti pubblicitari, rientrano anche solo parzialmente dei costi sostenuti.

Continua la lettura su Wired

Fonte: Wired

Autore: Giuditta Mosca

Licenza:
This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

Articolo tratto interamente da
Wired

lunedì 25 maggio 2015

Spagna: fine del bipartitismo e trionfo dei nuovi movimenti

final@FelixMoreno-17

Articolo da Radio Città Fujiko 

Le elezioni regionali e amministrative che si sono tenute ieri in Spagna segnano un cambiamento profondo nello scacchiere politico del paese: il bipartitismo che ha dominato negli ultimi anni è finito. Pp e Psoe, le due forze principali, raccolgono insieme poco più del 50%, mentre crescono i movimenti nati dal basso, Podemos e Ciudadanos.

Che le amministrative rappresentassero un banco di prova importante in vista delle prossime elezioni politiche, lo si sapeva già, sondaggi alla mano. Alla luce dei risultati, però, il voto spagnolo assume ancora più rilevanza: sebbene il vento di cambiamento non abbia avuto la portata rivoluzionaria che molti auspicavano, è tuttavia stato sufficiente per stravolgere il quadro politico della Spagna. Il bipartitismo, di fatto, è stato spazzato via. Popolari (Pp) e socialisti (Psoe), le due forze politiche principali che si sono spartiti i voti negli ultimi anni, hanno ottenuto insieme poco più del 50%. Il Partito Popolare, in particolare, nonostante rimanga quello più votato, esce dalle elezioni molto ridimensionato, avendo perso oltre 2 milioni e mezzo di voti rispetto al 2011.

A fronte di questo calo di consensi il Pp, pur essendo la prima forza nazionale, ha perso la maggioranza assoluta in quasi tutte le comunità in cui governava. Ciudadanos è il terzo partito più votato, e in alcuni casi diventa ago della bilancia per le future coalizioni di governo, come nel caso della comunità di Madrid: "se decide di allearsi con il Pp la candidata popolare diventerà presidente - spiega Luca Tancredi Barone, corrispondente per il Manifesto - se invece decidono di appoggiare i socialisti con Podemos ci sarebbe uno storico cambiamento alla guida della comunità autonoma di Madrid".
Continua la lettura su Radio Città Fujiko


Fonte: Radio Città Fujiko


Autore: redazione Radio Città Fujiko


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Articolo tratto interamente da Radio Città Fujiko

Photo credit ahora madrid caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

 

Proverbio del giorno

 
Sii umile perché sei fatto di terra, sii nobile perché sei fatto di stelle.

Proverbio serbo
 
 

Malta in 4K


Landscapes of Malta 4K from STARGAZE Production on Vimeo.

Photo e video credit STARGAZE Production caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Un giorno a Venezia


A Day in Venezia from Harry Tonge on Vimeo.

Photo e video credit Harry Tonge caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


venerdì 22 maggio 2015

Commenti liberi sulla questione Cookie Law nei siti e blog

In questi giorni la rete è in subbuglio, dal 2 giugno entrano in vigore le nuove norme sula privacy e sui cookie.

V'invito a leggere questi articoli per capire la situazione:

http://nbtimes.it/prime/19746/cookie-law-dal-2-giugno-in-vigore-cosa-ce-da-fare.html


 
http://www.webnews.it/2015/05/06/cookies-istruzioni-policy/

 https://www.assodigitale.it/2015/05/22/come-ottemperare-cookie-law-sanzioni/

Alcuni link utili per inserire un banner:

http://www.ideepercomputeredinternet.com/2015/05/cookie-law-dark-banner-blogger.html

http://www.ideepercomputeredinternet.com/2015/05/cookie-law-blogger-wordpress.html


Molti blogger e gestori di siti, cercano di capire il da farsi, perché alcune norme sono poco chiare e aspettano risposte nei prossimi giorni.

Voglio una vostra opinione sulla questione e inoltre si possono inserire anche link utili per aiutare gli altri.

Avviso importante: il blog Un cavaliere per amico viene disattivato



Voglio avvisare tutti gli amici e utenti di questo spazio, che l'altro mio blog dedicato ai doni e premi ricevuti, viene disattivato e reso privato.
La scelta non è stata semplice e voglio ringraziare tutti gli amici che in questi anni mi hanno donato vari riconoscimenti.

Grazie di cuore!

Barche amorrate di Dino Campana


Barche amorrate

Le vele le vele le vele
Che schioccano e frustano al vento
Che gonfia di vane sequele
Le vele le vele le vele!
Che tesson e tesson: lamento
Volubil che l’onda che ammorza
Ne l’onda volubile smorza
Ne l’ultimo schianto crudele
Le vele le vele le vele

Dino Campana

La pietà è già finita

rescue operation (off the canaries)

Articolo da Il lavoro culturale

La vicenda dell’ultimo naufragio nel Mediterraneo ha già esaurito il suo potenziale di pietà. Alcuni accorgimenti propagandistici messi in atto dal governo italiano hanno prodotto una sorta di slittamento dall’orrore alla pietà e da questa all’identificazione di un nemico necessario contro cui combattere.

Abbiamo assistito, impotenti, alle descrizioni apocalittiche della “più grave tragedia in mare dalla seconda guerra mondiale”, senza che di questa ci giungesse un’immagine. Nessuno ha fornito all’opinione pubblica italiana ed europea un termine di paragone credibile. In effetti, purtroppo, a ricordare le tante stragi di profughi in mare, potrebbe non essere vero che la strage avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 aprile sia la peggiore, né di quelle passate né di quelle a venire. In ogni caso questa caratteristica non dovrebbe aggiungere nulla all’orrore.
Ma questo “uso politico” della morte, come è avvenuto assai spesso, è funzionale a obiettivi che nulla hanno a che vedere con la necessità di salvare gente innocente che fugge da guerre, fame, persecuzioni e carestie. Anzi, al contrario, spesso l’enfasi informativa data ad alcuni episodi è servita all’esatto contrario: preparare il terreno per avventure militari.
Non è necessario tornare in questa sede sull’evidenza: il caso della nave naufragata con un numero imprecisato di persone a bordo, in maggioranza tutte morte, tranne ventotto superstiti, è tutto tranne che un episodio isolato, ma, invece, parte di un drammatico fenomeno antico di decenni.
Vogliono far credere, i nostri governanti nazionali ed europei, di aver “scoperto i colpevoli” di queste stragi: gli scafisti, le reti criminali che sfruttano questo esodo dai numerosi Paesi in preda a guerre di diversa natura. Quindi, sembra necessario “fermare” il traffico, non attraverso delle soluzioni che escano dalla logica emergenziale, ma facendo piani di attacchi militari. Chiunque si fermi un momento a riflettere capirà che non ha senso alcuno dire: fermiamo il traffico in Libia con “attacchi mirati contro le basi degli scafisti”. Cosa sono “le basi degli scafisti” e come identificarle?
In ogni caso non si capisce a cosa servirebbe tutto questo, anche si dovesse raggiungere questo obiettivo. Le ragioni per le quali milioni di persone in Africa come in Medio Oriente sono costrette ad abbandonare le loro case non riguardano certamente l’ultimo anello della catena.

Continua la lettura su Il lavoro culturale

Fonte: Il lavoro culturale 


Autore:

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Articolo tratto interamente da Il lavoro culturale 


Photo credit Noborder Network caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

Scossa di terremoto in Gran Bretagna di magnitudo 4.3

 


La terra ha tremato alle 3,52 ora italiana, a 106 km al sud di Londra e avvertita anche nella capitale britannica. L’Istituto Geologico britannico ha rilevato l’ipocentro a 15 km di profondità e a circa 24 km a nord est da Folkestone, dove il 28 aprile 2007 si verifico un altro sisma. Ricordiamo che la Gran Bretagna viene definita una "terra non sismica" e quindi questa scossa ha colto molti di sorpresa. Oltre a tanta paura, al momento non si segnalano danni e feriti.

Citazione del giorno


"Il mondo è un giardino di culture: ci sono mille fiori, ogni fiore ha un colore e un odore proprio. Distruggere una cultura significa distruggere un pezzo della nostra umanità."
 
Yashar Kemal
 
 

giovedì 21 maggio 2015

Qatar 2022: lavoratori schiavi

 
Articolo da Unimondo.org

Le violazioni e le violenze subite da una parte dei brasiliani per onorare il “Dio pallone” prima dei mondiali del 2014 non sono bastate a far ripensare alla FIFA la macchina organizzativa della Coppa del Mondo che nel 2022 rotolerà in Qatar. Nel piccolo emirato mancano stadi, impianti sportivi, alberghi e negozi, ma non mancano i soldi, grazie alla grande quantità di petrolio e gas che i loro pozzi riescono a sfornare ogni anno. Così le autorità del Paese dal 2010 si sono messe al lavoro assegnando centinaia di appalti a ditte di ogni parte del mondo per riuscire ad accogliere le nazionali e i tifosi che per un mese ne seguiranno le gesta. Il risultato? Nei cantieri dei mondiali di calcio, sotto gli occhi della famiglia reale Al Thani e quelli distratti del presidente della FIFA, Joseph Blatter si sta consumando una vera e propria strage: ad oggi sono già morti 1.200 lavoratori per incidenti ed infarto e poco o nulla è cambiato dopo l’annuncio dell’emirato, 12 mesi fa, di una riforma del lavoro ad hoc per tutelare maggiormente gli operai impegnati nei cantieri.
Gli operai impiegati, più di un milione provenienti da India, Nepal e Filippene, hanno ancora turni di lavoro di 12-16 ore, sono ridotti in condizioni di schiavitù e lavorano con temperature che raggiungono anche 50 gradi all’ombra. Gli atteggiamenti discriminatori nei confronti dei lavoratori migranti in Qatar, poi, sono la norma e le attese novità della riforma del lavoro, come l’abolizione del sistema localmente chiamato "kafala", che impedisce agli operai di lasciare l’impiego o il Paese senza il permesso del datore di lavoro, la creazione di contratti obbligatori per il welfare dei dipendenti e l’introduzione di sanzioni per i datori di lavoro che verranno meno ai propri doveri, quando applicate, non hanno per ora modificato un sistema che rischia di trasformare la Coppa in una carneficina. La Confederazione internazionale dei sindacati ha stimato che, se non si cambia registro, a lavori ultimati saranno quasi 4mila i lavoratori morti nelle operazioni di costruzioni delle infrastrutture del mondiali 2022, una cifra incredibile se si pensa che per l’ultima Coppa del Mondo in Brasile gli operai morti in incidenti sul lavoro (tralasciando le persone assassinate a causa di sgomberi forzati e abusi delle forze dell’ordine) sono stati "solo" 8.
A ricordare all’opinione pubblica internazionale le durissime condizioni di lavoro a cui sono spesso sottoposti i migranti nei cantieri del Qatar è stata nelle scorse settimane un’indagine della una procura francese di Nanterre che ha aperto un fascicolo in seguito alla denuncia dell’organizzazione non governativa Sherpa. La Ong francese, che si occupa della tutela delle vittime di crimini economici, ha infatti accusato un’azienda d’Oltralpe, il colosso industriale Vinci (leader mondiale nel settore grandi opere con un giro d’affari di circa 40 miliardi di dollari e 191mila dipendenti in tutto il mondo) e la sua controllata in Qatar QDVC, di ricorrere al lavoro forzato nei cantieri dell'emirato dove, in vista dei mondiali, si è aggiudicata diversi appalti tra i quali la costruzione della linea tramviaria e della metropolitana. Le accuse, negate dall’azienda che ha querelato per diffamazione Sherpa, sono gravissime: “lavoro forzato, schiavitù e occultamento”. Sherpa ha parlato “della confisca dei passaporti, delle minacce ai lavoratori che si lamentano o reclamano i propri diritti, o che vogliono semplicemente licenziarsi o cambiare occupazione”, ma come ha ricordato il procuratore Catherine Denis “solo se le prove presentate lo consentiranno, sarà aperta un’inchiesta formale”.

Continua la lettura su Unimondo


Fonte: Unimondo.org

Autore: Alessandro Graziadei

Licenza: Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License.


Articolo tratto interamente da
Unimondo.org

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web

video

Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi  la vostra richiesta via  e-mail.


Il vero amore di Ibn Hazm



Il vero amore

Non nasce in un'ora
il vero amore
né dà scintille a comando la sua pietra,
ma lento nasce e si propaga
dopo una lunga complicità che lo rafforza.
Invulnerabile diventa
alla noia e agli abbandoni.
Dura poco quanto vediamo
nascere all' improvviso.
Sono una terra dura e rocciosa,
aspra alla vegetazione;
ma se una pianta vi affonda le radici
non deve temere le piogge di primavera.

Ibn Hazm

Maltempo: violenti temporali al Nord


Una perturbazione in arrivo dal Nord Atlantico ha fatto dimenticare le belle giornate dei giorni scorsi. In queste ore si registrano forti piogge, grandinate e addirittura la neve in varie zone dell’Italia settentrionale.

Vi mostro le immagini caricate su YouReporter.it.

Grandine a Milano



Video credit ufoilgufo caricato su YouReporter.it.

Adige ingrossato a Verona




Video credit nicosan caricato su YouReporter.it.


Come riparare un DVD graffiato


Articolo da WikiHow

DVD e CD di solito mostrano qualche usura dopo alcuni anni di utilizzo. Sono però progettati per non risentire dei piccoli errori sulla superficie del disco. Se trovi dei piccoli graffi sulla superficie del tuo DVD, prova a pulirlo, lucidarlo e incerarlo per ripristinare la sua funzionalità. Scopri come aggiustare un DVD graffiato.

Decidi se il DVD può essere aggiustato o se ha un danno irreparabile.
  • I dischi con graffi che vanno in profondità non possono essere riparati: meglio prenderne uno nuovo. Per valutare l’entità del danno, metti il disco in controluce. Se la luce passa attraverso il graffio, è improbabile che il DVD possa essere riparato.


Continua la lettura su WikiHow

Fonte: WikiHow

Autori: WikiHow tradurre, Ciccio Veronese

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

 

Articolo tratto interamente da WikiHow

Solo per oggi gratis su Giveaway of the Day - Web Site X5 Home 11.0.6


Oggi il sito Giveaway of the Day offre per ventiquattro ore, un software per la creazione di siti web. Vi ricordo di leggere le condizioni e l'uso nel sito, inoltre nel readme scaricato, troverete le spiegazioni per l’attivazione.

Note sul software

Troverete i dettagli delle funzioni a questo indirizzo:

http://www.websitex5.com/en/home.html

Sito web: Giveaway of the Day

Pagina download qui


mercoledì 20 maggio 2015

Una bella giornata!


A Beautiful Day! from Ben on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Cornovaglia


Kernow. from Tim Sprake-Jones on Vimeo.

Photo e video credit Tim Sprake-Jones caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons



Proverbio del giorno


La verità si fa strada da sé.
 
 

Sì definitivo del Senato al ddl ecoreati


Articolo da Greenreport.it

«Per noi oggi è una giornata storica: dopo 21 anni gli ecoreati entrano finalmente nel Codice penale: eco-giustizia è fatta. Da ora in poi gli ecomafiosi e gli ecocriminali non la faranno più franca: grazie ad una norma come questa sarà possibile colpire con grande efficacia chi fino ad oggi ha inquinato l’ambiente in cui viviamo contando sull’impunità». È questo il commento di Legambiente e Libera, presenti oggi nella tribuna aperta al pubblico dell’Aula del Senato. Le due associazioni, che hanno promosso l’appello “In nome del popolo inquinato” sottoscritto da altre 23 sigle associative di cittadini, medici, studenti e di categoria, hanno poi brindato davanti a Palazzo Madama subito dopo il voto favorevole del Senato che ha approvato senza modifiche e quindi definitivamente il disegno di legge sui delitti ambientali nel Codice penale.
«Questo provvedimento, frutto del lavoro parlamentare congiunto di PD, M5S e SEL, è migliorato nel tempo grazie ad una serie di integrazioni nate dal confronto con magistrati, forze dell’ordine, giuristi e associazioni, e costituisce una pagina memorabile della storia del nostro Paese. D’ora in poi si apre, infatti, una nuova epoca per la tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia e dell’industria. L’approvazione di questa legge non può che far pensare a chi, come Mimmo Beneventano, ha pagato con la vita nel 1980 il proprio impegno in difesa dell’ambiente e contro la camorra e alle tante persone che hanno accompagnato le nostre associazioni in questo lungo percorso iniziato nel 1994, alcune delle quali non ci sono più, come Roberto Mancini, Natale De Grazia, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Federico Bisceglia. Anche a loro va il nostro ringraziamento per aver contribuito a raggiungere questo obiettivo straordinario per il nostro Paese».
Soddisfatti gli esponenti di Green Italia Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: «Dopo 20 anni di attesa da parte delle associazioni impegnate sul fronte dell’ambiente e della legalità, da Legambiente a Libera, e dopo due decenni in cui la politica ha fatto poco e niente, oggi finalmente il nostro Paese vede introdotti nel codice penale i reati ambientali. E’ una legge che è stata avversata da nemici potenti e anche da frange di benaltristi, ma che pone finalmente l’Italia al livello dei maggiori stati europei in materia di salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. Troppi imprenditori hanno calpestato per anni il diritto alla salute dei cittadini, e troppo spesso gli ecomafiosi hanno avuto gioco facile nel condurre i loro sporchi affari in un contesto di sostanziale vuoto normativo. Da oggi questo popolo inquinato, avvelenato dall’amianto e dalla diossina, potrà continuare a contare su chi in questi anni coraggiosamente e seriamente si è schierato al suo fianco – magistratura, forze dell’ordine, associazioni ambientaliste – sapendo che ora la legge è esplicitamente dalla sua parte».

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Fonte: Greenreport.it


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Articolo tratto interamente da Greenreport.it


martedì 19 maggio 2015

Immagine del giorno

Alba incantata

Alba incantata

Photo credit BORGHY52 caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


19 maggio 1944 - Strage del Turchino: le SS uccidono per rappresaglia 59 civili

Sacrario del Turchino 19 mag 2012 cippo

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Strage del Turchino è un eccidio di prigionieri politici compiuto dalle SS, durante le prime ore del mattino del 19 maggio 1944 in località Fontanafredda, sulle pendici del Bric Busa, nelle vicinanze del passo del Turchino. Vi trovarono la morte 59 civili italiani.

La strage seguì di qualche giorno l'attentato al cinema Odeon di Genova, che era stato requisito per essere destinato ad uso esclusivo delle truppe tedesche. L'accesso ai civili italiani era vietato e un presidio di militari controllava l'identità di chi entrava. Nell'attentato, compiuto alle ore 19 del 15 maggio da un gappista che si era travestito da tenente della Wehrmacht, morirono quattro marinai tedeschi e altri sedici rimasero feriti, uno dei quali morì nei giorni successivi.
Le modalità di esecuzione della rappresaglia terroristica che ne seguì furono particolarmente dure, giungendo oltre anche al rapporto di 10 a 1 previsto dal bando di Kesselring, già messo in opera nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Prelevate di notte dal carcere genovese di Marassi, le 59 vittime, molte non ancora ventenni, furono trasportate a bordo di camion al Passo del Turchino e di lì, dopo un percorso di un paio di chilometri, condotti fino ai prati del versante meridionale del Bric Busa. In questa località, a gruppi di sei, furono fatti salire sopra delle tavole, disposte su una grande fossa che il giorno precedente un gruppo di ebrei era stato costretto a scavare, in modo che ognuno, prima di cadervi dentro dopo la scarica di mitra, potesse vedere i cadaveri dei suoi compagni.

Tra le 59 vittime, 17 erano scampate alla Strage della Benedicta compiuta solo un mese prima.
Per la Strage del Turchino e per quelle della Benedicta, di Portofino e di Cravasco, dove trovarono la morte complessivamente 246 persone, Siegfried Engel ex-capo delle SS a Genova, conosciuto anche come il «boia di Genova», fu condannato all'ergastolo in Italia nel 1999, ma non scontò mai la pena in quanto la prassi diplomatica tedesca non accettava l'estradizione. Nel 2002, 93enne, Engel è stato processato ad Amburgo e condannato a sette anni di reclusione per crimini di guerra, che non ha tuttavia scontato a causa dell'età avanzata. È morto nel 2006, a 97 anni, senza aver scontato pene detentive.
Nel luogo della strage, lungo la Strada Provinciale SP73 del passo del Faiallo, è stato costruito un monumento commemorativo conosciuto come «Sacrario dei Martiri del Turchino».
Ai Martiri del Turchino è stato dedicato il nuovo tunnel del Turchino, aperto nel 2013.

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lunedì 18 maggio 2015

Via libera degli Stati Uniti alle trivellazioni della Shell nell’Artico


Articolo da Internazionale

L’amministrazione del presidente statunitense Barack Obama ha approvato il piano della compagnia petrolifera anglo olandese Royal Dutch Shell per riprendere le trivellazioni nelle acque dell’Artico, al largo delle coste dell’Alaska. La decisione è stata presa tre anni dopo il blocco delle operazioni della Shell a causa di una serie di errori e contrattempi. Gli ambientalisti hanno promesso manifestazioni per chiedere di fermare il progetto. Ecco quali sono le principali motivazioni.

  • Le trivellazioni nelle acque dell’Artico sono più pericolose rispetto a quelle nei mari più temperati e potrebbero causare disastri ancora più gravi di quello della piattaforma petrolifera Deepwater horizon dell’aprile 2010, quando quasi cinque milioni di barili di greggio si riversarono nel Golfo del Messico.
  • La più vicina stazione di guardia sulla costa con attrezzature in grado di rispondere a una fuoriuscita di petrolio si trova a più di 1.500 chilometri di distanza.
  • Nell’area delle trivellazioni il clima è estremo, le acque sono ghiacciate e spesso ci sono forti tempeste, con onde fino a 15 metri. Il mare inoltre è una zona di migrazione e di alimentazione di mammiferi marini, tra cui balene artiche e trichechi.
  • Nel settembre del 2012 la Shell fu costretta a fermare le operazioni per problemi all’equipaggiamento di sicurezza destinato a contenere le eventuali fuoriuscite di petrolio. Inoltre la piattaforma petrolifera Kulluk, che doveva essere usata per le trivellazioni, s’incagliò dopo essersi sganciata da un rimorchiatore che la stava trasportando verso un porto. La Noble dribbling, che lavorava per la Shell, ricevette una multa da 12 milioni di dollari per inquinamento.

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Fonte: Internazionale


Autore: redazione Internazionale

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Articolo tratto interamente da Internazionale
     

Casida della rosa di Federico Garcia Lorca


Casida della rosa

La rosa
non cercava l'aurora:
quasi eterna sul ramo
cercava altra cosa.

La rosa
non cercava né scienza né ombra:
confine di carne e sogno
cercava altra cosa.

La rosa
non cercava la rosa.
Immobile nel cielo
cercava altra cosa.


Federico Garcia Lorca


Citazione del giorno


"È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre."

Luigi Pirandello
 
 

sabato 16 maggio 2015

Blogger: inserire la navbar per i cookie


Voglio ricordare che dal 2 giugno 2015 l’acquisizione del consenso per l’utilizzo dei cookie nei siti Internet diventerà obbligatorio e si rischiano multe molto salate. Molti mi hanno chiesto cosa devo fare e come mi devo adeguare. Poiché questo post riguarda la piattaforma Blogger, vi avverto che sono mesi che il supporto ha inserito l'avvertimento sulla navbar in alto e basta tenere quella nel blog.
Se non l'avete inserita, ecco come fare:
  1. Andare nella bacheca di Blogger e cercare la voce layout
  2. Una volta aperta la pagina, andate su navbar, modifica e scegliete un colore.
  3. Salvate tutto e troverete la vostra barra inserita in alto.

Inoltre voglio lasciarvi alcuni link utili:


http://blog.html.it/08/05/2015/cookie-law-cookie-tecnici-e-cookie-di-profilazione/

http://blog.tagliaerbe.com/2015/05/cookie-law.html

http://www.ideepercomputeredinternet.com/2015/05/popup-cookie-law-garante-privacy-blogger-wordpress.html


Tropea in timelapse


Tropea, Calabria, Italy from Barry on Vimeo.

Photo e video credit Barry caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

Una settimana in Turchia


One Week in Turkey from lolivito on Vimeo.

Photo e video credit lolivito caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

venerdì 15 maggio 2015

Una profezia sulla scuola...


"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."

Piero Calamandrei

Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950 da Piero Calamandrei.

Si è spento B.B. King

B.B.King

B. B. King è morto questa notte nella sua casa di Las Vegas. Aveva 89 anni, era affetto di diabete da oltre vent'anni e ad aprile era stato anche ricoverato in ospedale.  Ripercorriamo la sua brillante carriera, attraverso una biografia pubblicata su Wikipedia.

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

B. B. King, nome d'arte di Riley B. King (Itta Bena, 16 settembre 1925 – Las Vegas, 14 maggio 2015), è stato un chitarrista e cantante statunitense.

Con una lunghissima carriera alle spalle, è stato uno dei più importanti esponenti del blues della seconda parte del XX secolo e del XXI. Con la sua mitica "Lucille", una chitarra Gibson ES-355 custom, è diventato un'icona stessa del genere musicale già a partire dagli anni cinquanta.

Ha vinto 14 volte il Grammy. Nella rivista Rolling Stone è posto come sesto chitarrista più bravo di tutti i tempi (Lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone). Il suo sound è caratterizzato da suoni caldi e piacevoli che danno vita ad un blues elegante che lo ha contraddistinto per tutta la sua carriera. Il suo stile chitarristico è caratterizzato solo da parti soliste che si alternano al canto, senza mai sfociare in parti di accompagnamento.

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