mercoledì 30 dicembre 2015

Che cos’è il PM10?


Articolo da Scientificast.it

Sono giorni di grande preoccupazione per l’ambiente e la nostra salute. L’insistenza dell’alta pressione sul bacino del Mediterraneo sta determinando un lungo periodo privo di precipitazioni (ormai più di 90 giorni) e una persistente cappa di smog che opprime in particolare le regioni del nord e la Pianura Padana.

Tra tutti gli indici dell’inquinamento atmosferico, in questi giorni sta facendo molto parlare di sé il PM10. Ma di cosa si tratta nello specifico e perché dovremmo preoccuparcene?

PM10 è un acronimo che significa Particulate Matter ≤ 10 µm, ovvero materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri; con la stessa origine ma dimensione ancora inferiore, viene considerato un potente inquinante anche il PM2,5. Si tratta in entrambi i casi di materiale allo stato solido o liquido, disperso finemente nella bassa atmosfera e particolarmente stanziale in condizioni meteorologiche simili a quelle attuali.

L’origine di tale particolato può essere naturale: ne fanno parte, per esempio, il particolato espulso durante le eruzioni di vulcani, oppure i prodotti della combustione del legno sviluppati durante gli incendi, oppure ancora i pollini vegetali dispersi nell’aria in primavera. Non sono queste cause naturali, però, a destare preoccupazione in questi giorni invernali: la preoccupazione deve infatti provocarla il nostro forte legame con i combustibili fossili per l’autotrazione e il riscaldamento.
Nonostante si inizino a muovere passi decisi verso una maggiore sostenibilità ambientale, i combustibili fossili hanno ancora un ruolo innegabile nella nostra economia e per il nostro sistema energetico, benché il loro consumo sia in calo nei paesi occidentali. Proprio alla combustione di gasolio, kerosene e benzine dobbiamo la maggior parte del particolato in sospensione nell’aria.

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Fonte: Scientificast.it


Autore: Paolo Bianchi


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Articolo tratto interamente da 
Scientificast.it



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