venerdì 30 ottobre 2015

La Voyager 1 esce dal sistema solare

Voyager

Articolo da Media Inaf

Ufficialmente ha superato il confine dell’eliosfera da almeno tre anni, ma continua a “slittare” in un residuo di campo magnetico che l’accompagnerà fino al 2025, quando finalmente (si spera) raggiungerà una regione di spazio interstellare incontaminata.

Questa l’ipotesi suggerita da uno studio appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters, firmato da un gruppo di ricerca della University of New Hampshire, e che cerca di rispondere alla domanda sul perché la sonda NASA Voyager 1 abbia raccolto dati discordanti sul campo magnetico uscendo dal Sistema Solare e fluttuando verso lo spazio interstellare.

Voyager 1 è stato il primo veicolo umano a entrare nello spazio interstellare. Lo ha fatto verso la metà del 2012. In volo da quasi 40 anni e ormai distante più di 20 miliardi di chilometri dal Sole, Voyager 1 ha  oltrepassato eliosfera ed eliopausa, viaggiando per circa un anno nel plasma e nel gas ionizzato, presente nello spazio tra le stelle. Ora è uscita dunque dalla “bolla” magnetica del Sistema Solare? La cosa è oggetto di discussione.

Su forme e dinamiche di comportamento dell’eliosfera c’è poca chiarezza. Sappiamo che è alimentata dall’attività della nostra stella, il Sole, e sappiamo che protegge l’intero Sistema Solare in movimento all’interno della Galassia dal caldo ma rarefatto vento interstellare, come una “bolla” magnetica (vedi MediaINAF).

Nel suo volo verso lo spazio interstellare Voyager 1 ha registrato in sequenza tre onde d’urto, una delle quali (quella di aprile 2013) ha confermato ai ricercatori NASA l’entrata nello spazio interstellare (il 25 agosto 2012). Si diede per oltrepassata l’eliopausa, il confine estremo del nostro sistema planetario entro cui i venti solari vengono bloccati dal mezzo interstellare. Gli anelli di plasma incontrati da Voyager 1 erano 40 volte più densi di quelli precedentemente misurati. Dato fondamentale per affermare che la sonda aveva oltrepassato la frontiera dello spazio interstellare.

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Fonte: Media Inaf


Autore: Davide Coero Borga

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Articolo tratto interamente da Media Inaf

Photo credit NASA (NASA website) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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