sabato 5 settembre 2015

Giappone - 120mila in piazza contro la guerra


Articolo da China Files

Almeno 120 mila persone sono scese in piazza domenica 30 agosto all’insegna di questi slogan per protestare contro le proposte di legge volute dal governo di Shinzo Abe per allentare i vincoli di ingaggio delle Forze di autodifesa nazionale — l’esercito giapponese — nelle missioni all’estero. 

Persone di tutte le età, comprese famiglie con bambini, hanno invaso il viale che arriva al cancello principale del parlamento nazionale cantando slogan come “No alla guerra”, “Proteggiamo la costituzione”, “Abe dimettiti”.

In tutto il paese, scrivono i media nazionali, si sono tenute oltre trecento manifestazioni. Tokyo è stata però il vero fulcro della protesta.

Secondo alcune fonti, infatti, oltre 350mila persone avrebbero partecipato alla protesta, oltre il record dei circa 200mila riunitisi nel parco di Yoyogi a luglio 2012 per protestare contro il nucleare a poco più di un anno dall’incidente di Fukushima.

La manifestazione di ieri giunge al termine di oltre due mesi di proteste continue sotto il parlamento nazionale contro le modifiche al trattato di cooperazione e sicurezza tra Usa e Giappone su cui i due paesi hanno trovato un accordo a maggio di quest’anno durante una visita ufficiale del primo ministro giapponese a Washington.

Le proposte di legge, accusano opposizioni, costituzionalisti e società civile, violano l'articolo 9 della costituzione che sancisce la rinuncia del Giappone alla guerra come metodo di risoluzione delle controversie internazionali.

Sono due in particolare i provvedimenti al centro del dibattito: una proposta di legge permanente che agevolerebbe l’invio di truppe all’estero con compiti di sostegno logistico a eserciti stranieri in caso di missioni Onu e una serie di provvedimenti che permetterebbero alle forze giapponesi di ricorrere al diritto all’autodifesa collettiva — quindi di rispondere al fuoco avversario — in caso di attacco a forze alleate anche senza un diretto coinvolgimento dei militari del Sol Levante.

Se approvate, le modifiche potrebbero portare il Giappone nuovamente in guerra a settant’anni esatti dalla resa al termine della Seconda guerra mondiale.

Appena quindici giorni prima, in occasione del settantesimo anniversario dalla fine della Seconda guerra mondiale, il premier Abe aveva rinnovato l’impegno del Giappone nel garantire un futuro di pace e prosperità per l’Asia e il mondo, ma, allo stesso tempo, affermato che "le giovani generazioni [di giapponesi, ndr] che non hanno niente a che veder con la guerra non devono essere predestinate a chiedere scusa". Parole che non sono piaciute da Pechino a Seul.

“Siamo qui riuniti per dire no a queste leggi ridicole, stupide e pericolose. Facciamo cadere Abe e il suo governo”, ha detto di fronte a migliaia di manifestanti Ichiro Ozawa, veterano della politica giapponese oggi guida di un piccolo partito di opposizione.


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Fonte: China Files

Autore: Marco Zappa

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Articolo tratto interamente da China Files



2 commenti:

  1. Il mondo intero dovrebbe riunirsi contro la guerra scatenata in realtà dai politici di tutto il mondo.

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  2. Peccato che nel resto del mondo non si arrivi ad una tale saggezza. Un numero considerevole di persone ha anche sfilato per contestare la ripresa della produzione nucleare, ma ho l'impressione che il primo ministro giapponese voglia continuare sulla sua strada fregandosene altamente dell'opinione dei cittadini. Del resto è così anche in Europa ed in modo particolare in Francia. Ciao Vincenzo e buona domenica.

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