martedì 27 gennaio 2015

Liberté: recensione del film

Bundesarchiv Bild 146-1989-110-29, Renningen - Leonberg, Polizei bei Razzia

Liberté, il cui titolo è anche Korkoro in lingua romaní, è un film del 2010, scritto e diretto da Tony Gatlif.


Trama

Il film è ambientato nel 1943 ed inizia con una carovana zingara che giunge, come avviene ogni anno, in un villaggio nel centro della Francia sperando di trovare lavoro durante la stagione della vendemmia ed un posto dove vendere i loro prodotti. Un piccolo orfano di nove anni, Claude, i cui genitori sono scomparsi dall'inizio della guerra, si aggrega agli zingari che lo accolgono e lo sfamano. I componenti della carovana iniziano a chiamare Claude, Korkoro, quello libero. Claude resta troppo affascinato dallo stile di vita nomade e decide di rimanere con loro. Theodore è veterinario e sindaco di questo villaggio nel centro della Francia occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Le nuove leggi del regime collaborazionista di Vichy vietano il nomadismo ed i documenti di identità posseduti dalla famiglia non sono più sufficienti a dimostrare la loro identità e garantire la loro sicurezza. Theodore, repubblicano, decide di permettere alla famiglia di stanziarsi in un campo temporaneo. Grazie all'aiuto di una insegnante ed impiegata comunale, mademoiselle Lundi, riesce a fare in modo che i bambini degli zingari ricevano un'educazione presso la scuola del paese. Da parte sua il piccolo Claude, che nel frattempo ha ricevuto l'aiuto di Theodore, fa amicizia con Taloche, uno zingaro trentenne bohemien, mentalmente ritardato, che va in giro con il suo violino sulla spalla. Più tardi, quando Theodore curando un cavallo ha un incidente al di fuori del villaggio, viene salvato dai Rom, che curano il sindaco con le loro tradizionali pratiche di guarigione. L'amicizia creatasi tra il sindaco ed i nomadi si accresce ma nel frattempo i controlli di identità imposti dal regime di Vichy si moltiplicano e gli zingari, popolo nomade, non hanno più la libertà di circolare liberamente e vengono rinchiusi in un campo di accoglienza con decine di altre persone della loro etnia. Theodore decide allora di restituire il favore ricevuto e di cedere ai componenti della carovana per il costo simbolico di 10 franchi la sua vecchia casa e la terra che apparteneva a suo nonno. Grazie all'atto di proprietà si dimostra ai gendarmi di regime che, in quanto proprietari di un immobile, i nomadi hanno il diritto di lasciare il campo. Gli zingari accettano di stabilirsi nella nuova dimora nonostante la loro tradizione di libertà e l'immotivata paura dei fantasmi che attanaglia lo stravagante Taloche. Nel frattempo il piccolo Claude appare sempre più affascinato dallo stile di vita degli zingari e dall'enorme libertà di cui godono i bambini. Ma la gioia e la spensieratezza sono di breve durata. Il paese si divide infatti in due fazioni, una che accetta ed accoglie i Rom, l'altra che li vede come degli intrusi ed un pericolo. Scoppiano alcuni diverbi e nonostante i gesti amichevoli di Theodore e di mademoiselle Lundi i Rom mostrano di amare troppo la loro libertà, considerando la vita in un posto fisso e le regole di educazione formale come una sorta di reclusione. Mentre la milizia francese continua le sue scorribande con l'aiuto delle truppe tedesche Theodore e mademoiselle Lundi si rivelano essere membri della resistenza francese e vengono arrestati interrogati e torturati. La famiglia zingara decide infine di fuggire dal villaggio e di rifugiarsi nella foresta. Claude, che era stato preso in affido da Theodore, sceglie di andare con i Rom che vengono rintracciati dai nazisti e collaborazionisti, arrestati e deportati nei campi di concentramento.
 
Curiosità sul film

Basato su un aneddoto della seconda guerra mondiale dallo storico romaní Jacques Sigot, il film è ispirato alla storia vera di un rom fuggito dai nazisti con l'aiuto e la compassione di contadini francesi e narra del tema del Porajmos (l'Olocausto dei Gitani), raramente trattato da altri film. Oltre ai Rom, il film ha un personaggio che rappresenta la resistenza francese. Il personaggio si ispira alla storia vera di Yvette Lundy, una insegnante francese che era stata deportata per aver falsificato i passaporti per i Rom. Gatlif intendeva realizzare un film documentario, ma la mancanza di documenti e fonti sufficienti lo hanno convinto a trarne un dramma.
La critica ha paragonato "Korkoro" al film di Steven Spielberg Schindler's List soprattutto per la figura di Rosier che si sacrifica per proteggere i Rom dai nazisti. Una critica di Moving Pictures ha definito il film uno Schindler's List tranne che il lieto fine. Scott Tobias ha scritto che la scena di apertura, l'immagine di recinzioni di filo spinato tese tra lunghi pali di legno, con le baracche del campo di internamento in background, è un'immagine comune a molti film sull'Olocausto.
Il film non è stato ancora distribuito nelle sale italiane.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Photo credit Bundesarchiv, Bild 146-1989-110-29 / CC-BY-SA [CC BY-SA 3.0 de], attraverso Wikimedia Commons

2 commenti:

  1. Deve essere veramente un bel film da vedere .....Buona giornata Cavaliere ....

    RispondiElimina
  2. Se anche fa venire i brividi al solo pensare, ma è bello da vedere.
    Ciao e buona giornata caro Vincenzo.
    Tomaso

    RispondiElimina

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione.