giovedì 28 febbraio 2013

Vi segnalo (post interessanti da altri blog)


Oggi vi consiglio:

Morti bianche: dall'incidente all'Ilva di questa mattina alla sentenza d'appello Thyssen tratto da Cronaca e Attualità

Sentenza vergognosa.   

                   
Avast Browser Cleanup, rimuovere fastidiose toolbar ed estensioni browser  tratto da Geekissimo

Ecco un software per rimuovere le toolbar dai browser.


                                     

Citazione del giorno


 
"L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi."

Erich Fromm
 
 

Esce gas dal sottosuolo nel ferrarese


Questa settimana alcuni organi di stampa, hanno segnalato l'attivazione di un geyser a Copparo di Ferrara. Questa zona in passato era ricca di pozzi di metano e proprio in uno di questi, fuoriescono gas metano e acqua a venticinque gradi. Tra l'altro nei dintorni nei giorni scorsi molti hanno assistito a una moria di pesci inusuale e alcuni esperti si sono recati sul posto, per valutare e studiare la situazione.



Video credit Paolo Mandoli caricato su YouTube

martedì 26 febbraio 2013

Ue: un terzo dei giovani a rischio povertà


 
Articolo da Il FattoQuotidiano.it

Un terzo dei giovani a rischio povertà. L’allarme proviene dai dati Eurostat del 2011, che segnalano il 27 per cento degli under 18 “a rischio povertà e di esclusione sociale”. L’Italia, in particolare, supera la media europea col 32,3 per cento. I dati sui bambini e ragazzi superano quindi quelli che riguardano la popolazione adulta. Nell’Unione Europea, infatti, è a rischio povertà il 24 per cento di chi è tra 18 e 64 anni. Percentuale che sale al 28,2 per cento in Italia.
Sono a rischio di povertà, secondo il dossier, il 50 per cento dei ragazzi con genitori che hanno “uno basso livello di educazione“, bel oltre il 22 per cento di chi vive in famiglie con un livello “medio” di educazione e il 7 per cento nel caso di una formazione “elevata”. Il divario è evidente anche considerando le famiglie di immigrati. Tra chi ha almeno un genitore nato in un altro Paese rispetto alla residenza, infatti, nel 2011 il 32 per cento era a rischio di povertà, contro il 18 per cento tra chi vive in famiglie di non immigrati.
Il rapporto Eurostat precisa che è “a rischio di povertà o di esclusione sociale” chi rientra in almeno una di queste categorie: “a rischio di povertà, gravemente privato materialmente oppure chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa”. I Paesi in cui la situazione di bimbi e ragazzi minorenni è più dura sono Bulgaria (52% a rischio povertà), Romania (49%), Lettonia (44%), Ungheria (40%), Irlanda (38%) e Lituania (33,4%), seguita subito dopo dall’Italia. I Paesi in cui la situazione degli under 18 è la migliore sono Svezia, Danimarca e Finlandia (rischio povertà al 16%), poi Slovenia (17%), Olanda (18%) e Austria (19%).


Fonte: IlFattoQuotidiano.it


Autore:


Licenza: Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.


Articolo tratto interamente da IlFattoQuotidiano.it

Che cosa pensano i greci sulle elezioni in Italia?

Ecco alcune interviste fatte in Grecia sul voto italiano, realizzate da YouReporter NEWS.



Video credit  YouReporterNEWStv caricato su YouReporter.it

Ahi serva Italia...

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Quell'anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.

Cerca, misera, intorno da le prode
le tue marine, e poi ti guarda in seno,
s'alcuna parte in te di pace gode.

Che val perché ti racconciasse il freno
Iustiniano, se la sella è vota?
Sanz'esso fora la vergogna meno.

Ahi gente che dovresti esser devota,
e lasciar seder Cesare in la sella,
se bene intendi ciò che Dio ti nota,

guarda come esta fiera è fatta fella
per non esser corretta da li sproni,
poi che ponesti mano a la predella.

O Alberto tedesco ch'abbandoni
costei ch'è fatta indomita e selvaggia,
e dovresti inforcar li suoi arcioni,

giusto giudicio da le stelle caggia
sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto,
tal che 'l tuo successor temenza n'aggia!

Ch'avete tu e 'l tuo padre sofferto,
per cupidigia di costà distretti,
che 'l giardin de lo 'mperio sia diserto.

Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti!

Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura
d'i tuoi gentili, e cura lor magagne;
e vedrai Santafior com'è oscura!
Vieni a veder la tua Roma che piagne
vedova e sola, e dì e notte chiama:
«Cesare mio, perché non m'accompagne?».

Vieni a veder la gente quanto s'ama!
e se nulla di noi pietà ti move,
a vergognar ti vien de la tua fama.

E se licito m'è, o sommo Giove
che fosti in terra per noi crucifisso,
son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?

O è preparazion che ne l'abisso
del tuo consiglio fai per alcun bene
in tutto de l'accorger nostro scisso?

Ché le città d'Italia tutte piene
son di tiranni, e un Marcel diventa
ogne villan che parteggiando viene.

Fiorenza mia, ben puoi esser contenta
di questa digression che non ti tocca,
mercé del popol tuo che si argomenta.

Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca
per non venir sanza consiglio a l'arco;
ma il popol tuo l'ha in sommo de la bocca.

Molti rifiutan lo comune incarco;
ma il popol tuo solicito risponde
sanza chiamare, e grida: «I' mi sobbarco!».

Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde:
tu ricca, tu con pace, e tu con senno!
S'io dico 'l ver, l'effetto nol nasconde.

Atene e Lacedemona, che fenno
l'antiche leggi e furon sì civili,
fecero al viver bene un picciol cenno

verso di te, che fai tanto sottili
provedimenti, ch'a mezzo novembre
non giugne quel che tu d'ottobre fili.

Quante volte, del tempo che rimembre,
legge, moneta, officio e costume
hai tu mutato e rinovate membre!

E se ben ti ricordi e vedi lume,
vedrai te somigliante a quella inferma
che non può trovar posa in su le piume,
ma con dar volta suo dolore scherma.

Dante Alighieri

Tratto da Il canto sesto del Purgatorio di Dante Alighieri

Post originale pubblicato il 18 ottobre 2011

Commenti liberi sulle votazioni



Ecco i risultati definitivi:


http://it.wikinews.org/wiki/Speciale_Elezioni_politiche_italiane_2013


Aspetto un vostro commento sul risultato.

 

Solo per oggi gratis su Giveaway of the Day - Aiseesoft Blu-ray Copy


Oggi il sito Giveaway of the Day offre per ventiquattro ore, un software per la copia dei Blu-Ray. Vi ricordo sempre di leggere le condizioni e l'uso nel sito, inoltre nel readme scaricato troverete le spiegazioni per l’attivazione.

Note sul software

Troverete i dettagli delle funzioni a questo indirizzo:

http://www.aiseesoft.com/blu-ray-copy/


Sito web: Giveaway of the Day

Pagina download qui


lunedì 25 febbraio 2013

Come condividere articoli o post di questo blog

Sicuramente per diffondere un post ci vuole l'aiuto di tutti e soprattutto dei lettori. Per condividere i  post e gli articoli di questo blog sui vari social network, basta cliccare sulle icone presenti.


Questo blog ama la condivisione del sapere e abbraccia il copyleft, che si distingue dal vecchio copyright per la libertà dei contenuti.

I contenuti del blog possono essere riprodotti, rispettando la seguente licenza Creative Commons. Per i siti e blog commerciali interessati, si prega di fare una comunicazione tramite e-mail.




Inoltre voglio ricordare ancora una volta, che si possono pubblicare vostri articoli; per informazioni clicca sul pulsante "segnala e condividi".



Ringrazio tutti, per l'aiuto e la diffusione dei contenuti di questo blog.



Il peggior analfabeta...

Bundesarchiv Bild 183-W0409-300, Bertolt Brecht


"Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali."
Bertold Brecht
 

Photo credit Bundesarchiv, Bild 183-W0409-300 / Kolbe, Jörg / CC-BY-SA [CC-BY-SA-3.0-de], attraverso Wikimedia Commons


Post originale pubblicato il 7 novembre 2012


Aria e terra


Air & Earth from Kent Tate on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons



Incipit del giorno


Il passante che in quella grigia mattina del marzo 1897 avesse attraversato a proprio rischio e pericolo place Maubert, o la Maub, come la chiamavano i malviventi (già centro di vita universitaria nel Medioevo, quando accoglieva la folla degli studenti che frequentavano la Facoltà delle Arti nel Vicus Stramineus o rue du Fouarre, e più tardi luogo dell'esecuzione capitale di apostoli del libero pensiero come Étienne Dolet), si sarebbe trovato in uno dei pochi luoghi di Parigi risparmiato dagli sventramenti del barone Haussmann, tra un groviglio di vicoli maleodoranti, tagliati in due settori dal corso della Bièvre, che laggiù ancora fuoriusciva da quelle viscere della metropoli dove da tempo era stata confinata, per gettarsi febbricitante, rantolante e verminosa nella vicinissima Senna. Da place Maubert, ormai sfregiata dal boulevard Saint-Germain, si dipartiva ancora una ragnatela di straducole come rue Maître-Albert, rue Saint-Séverin, rue Galande, rue de la Bûcherie, rue Saint-Julien-le-Pauvre, sino a rue de la Huchette, disseminate di sordidi hotel tenuti in genere da alvergnati, albergatori dalla leggendaria cupidigia, che domandavano un franco per la prima notte e quaranta centesimi per le seguenti (più venti soldi se si voleva anche un lenzuolo).

Tratto da | Il cimitero di Praga di Umberto Eco (fonte: Wikiquote)

Premi Oscar 2013: il miglior film è «Argo» di Ben Affleck

 

Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Lunedì 25 febbraio 2013

Si è svolta ieri sera (stanotte in Italia) al Dolby Theatre di Los Angeles la cerimonia di premiazione dell'85^ edizione dei Premi Oscar.

Ad aggiudicarsi il premio più ambito, ovvero la statuetta per il miglior film, è stato Argo di Ben Affleck, un thriller incentrato sulle vicende di alcuni diplomatici statunitensi nell'Iran di Khomeini. Il film si è anche aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura non originale e quello per il miglior montaggio.

L'annuncio della vittoria di Argo è stato dato da Michelle Obama dalla Casa Bianca. Nel suo intervento, la first lady ha voluto sottolineare l'importanza che può assumere il cinema nella formazione dei bambini.

Affleck ha commentato la vittoria con le seguenti parole: «Non importa se la vita ti butta giù. L'importante è rialzarsi»

Un po' di delusione per il film Lincoln di Steven Spielberg, che, nonostante fosse plurinominato e fosse anche in corsa per il premio principale, si è dovuto accontantare di due statuette, tra cui quella per il miglior attore protagonista, assegnata a Daniel Day-Lewis. Con quest'affermazione, Daniel Day-Lewis è il primo attore ad aggiudicarsi per tre volte il premio di categoria.

Il premio per la miglior attrice protagonista è invece andato a Jennifer Lawrence per il suo ruolo nel film Il lato positivo. La Lawrence è stata anche protagonista di un poco piacevole "siparietto" al momento della consegna della statuetta: l'attrice è infatti inciampata sul proprio abito mentre saliva le scale, ma si è consolata - oltre che con il premio - anche con il caloroso applauso del pubblico in sala.

Soddisfazione anche per il regista Ang Lee, il cui film Life of Pi si aggiudicato ben quattro statuette, tra cui quella per la miglior regia. Tre statuette, tra cui quella ad Anne Hathaway come miglior attrice non protagonista, sono invece state assegnate al film Les Misérables.

Il premio per il miglior film straniero è andata invece ad Amour di Michael Haneke, già trionfatore, lo scorso maggio, al Festival del Cinema di Cannes.

Infine, si è aggiudicata il premio per la miglior canzone originale Skyfall di Adele, brano della colonna sonora del nuovo film di James Bond.


Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto


Autori: vari

Licenza: Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 2.5 Generic License.


Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Citazione del giorno


"Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli."

Thomas Jefferson
 
 

domenica 24 febbraio 2013

Frammenti di Percy Bysshe Shelley


Frammenti

È forse che in qualche più lucente sfera
ci separiamo dagli amici che qui troviamo?
O noi vediamo passare il Futuro
oltre il vetro affumicato del Presente?
O che cosa è che ci porta a comporre
uno con l'altro i frammenti di un sogno,
parte dei quali diventa vera, e parte
batte e ci trema in cuore?


Percy Bysshe Shelley

Proverbio del giorno


Tutto finisce, le cose buone come le cattive.
 

Tramonti


February Sunset from Tbfxtcxzo on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

giovedì 21 febbraio 2013

Ri-Maflow: un esempio di autogestione lavorativa


Oggi pubblico una comunicazione importante dai lavoratori dell’ex- Maflow di Trezzano sul Naviglio (Milano).

Articolo da Ri-MAFLOW Think gReen!


Vogliamo costituirci in cooperativa, ma non in una cooperativa qualunque, tanto meno di quelle – estremamente negative – utilizzate dalle aziende per dividere i lavoratori, ottenere appalti al ribasso, supersfruttare i dipendenti. Vogliamo anzi riprendere i fondamenti delle storiche ‘società operaie di mutuo soccorso’ dell’800, nate agli albori del movimento operaio: solidarietà, uguaglianza, autogestione.

Ma deve essere anche una cosa nuova, che vuole mandare un messaggio a tutte e tutti coloro che si trovano nella stessa situazione: in primo luogo quelle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori espulsi dal processo produttivo, che hanno cercato di resistere ai licenziamenti (con vertenze, ecc.), i cui ammortizzatori sociali sono al termine e che non trovano più lavoro; ma vogliamo mandare un messaggio anche ai disoccupati, ai precari, ai giovani che un lavoro non lo trovano: uniamo le forze perché le resistenze e le difficoltà sono tante per ottenere Lavoro, quindi Reddito e Dignità.

Non possiamo aspettare di finire in miseria o aspettare illusoriamente che qualcuno trovi la soluzione per noi, dobbiamo darci da fare per cominciare a risolvere il problema, individuando percorsi vertenziali che ci consentano di ottenere i mezzi per poter avviare un’attività, nei confronti dei padroni e delle istituzioni. Noi le occasioni di lavoro le stiamo individuando concretamente, puntando in primo luogo sul versante ecologico, nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente: l’attività di riutilizzo/riciclo-km zero di materiali; è una necessità della società, è un lavoro concreto, è una fonte di reddito e vogliamo essere messi nelle condizioni di avviare un’attività per noi ora e per tutti coloro che ne hanno bisogno in prospettiva.

Noi partiamo in particolare dalla storia della Vertenza della Maflow di Trezzano, in cui – dopo lo sperpero fraudolento di risorse della vecchia proprietà che ha portato all’amministrazione straordinaria un’azienda più che produttiva e con clienti tutt’altro che in crisi – il nuovo padrone polacco Boryszew ha comprato anche lo stabilimento di Trezzano insieme a tutto il gruppo, solo perché la lotta di lavoratori e lavoratrici l’ha imposto come vincolo: passati i due anni di legge, non solo non si è rilanciata la produzione come promesso riassumendo i cassintegrati, ma anche i pochi dipendenti assunti sono stati licenziati e lo stabilimento ha chiuso definitivamente. La proprietà del terreno e dei capannoni è di una società legata a Unicredit.

Ma noi diciamo con forza che questa fabbrica non appartiene nè a Boryszew né a Unicredit, ma a tutti i lavoratori e le lavoratrici Maflow che vi hanno lavorato per anni e che si trovavano in amministrazione straordinaria: ad essi dovrebbe come minimo essere affidata come risarcimento socialee noi lo rivendichiamo. La partita non è affatto chiusa con la fuga del polacco.

Ora è a Unicredit che chiediamo una parte dei capannoni in comodato d’uso per l’avvio della cooperativa: no a speculazioni edilizie, sì all’utilizzo produttivo del sito. Non restiamo con le mani in mano; vogliamo intraprendere da subito una strada di autoproduzione per garantirci un reddito e vogliamo farlo da subito presentando il senso più profondo del progetto di unire le forze per conquistare Lavoro, Reddito e Dignità: per questo da subito ci siamo uniti anche con lavoratori espulsi da un’altra azienda, la Novaceta di Magenta, con cui abbiamo condiviso negli anni un percorso di lotta, e con giovanicon i quali condividiamo la realizzazione del progetto di cooperativa autogestita e che ci aiuteranno sia sul piano tecnico che materiale, a partire dall’autofinanziamento.

Vogliamo quindi alludere alla nascita di un nuovo soggetto, che vada oltre la tradizionale e sacrosanta difesa sindacale del posto di lavoro che ognuno occupa e che vada oltre la rivendicazione politica, altrettanto giusta, del diritto al lavoro e al reddito. Vogliamo dar vita a un Movimento per il Lavoro, il Reddito e la Dignità che unisca lavoratrici e lavoratori espulsi dalla produzione, precari, disoccupati e studenti senza futuro che sperimenti da subito attività lavorative autogestite, ecologicamente sostenibili ed eticamente responsabili, ottenendo dalle controparti private e pubbliche non assistenza ma risorse finalizzate (spazi per lavorare, attrezzature, finanziamenti agevolati, nuove legislazioni di sostegno).

Ci ispirano non solo le società di mutuo soccorso storiche, ma anche le esperienze straordinarie figlie dell’attuale crisi e dei tradizionali squilibri del sistema economico-sociale: dalle fabricas recuperadasargentine, al movimento dei Sem Terra brasiliano, dalle esperienze di autogestione in Grecia e Spagna, paesi a cui l’Italia si sta rapidamente adeguando. Coscienti che senza organizzazione e lotta niente ci verrà regalato, ma sicuri dell’appoggio dell’opinione pubblica e della possibilità di estensione di questo progetto in tutto il paese. In fondo negli anni della ricostruzione post-bellica in Italia esempi simili sono statil’occupazione delle terre dei latifondisti e i cosiddetti ‘scioperi alla rovescia’ (ossia la realizzazione di attività legate a bisogni sociali insoddisfatti, rivendicandone il pagamento dalle istituzioni col sostegno dei cittadini interessati).

I partiti e le istituzioni che ne sono espressione nulla hanno fatto in questi anni per garantire Lavoro, Reddito e Dignità, anzi hanno contribuito a peggiorare la situazione per salvare gli interessi di speculatori e affaristi. Oggi siamo in piena campagna elettorale e diciamo a tutti di evitare di venire a farci promesse: guardatevene bene tutti! Se volete aiutarci – così come qualsiasi soggetto individuale o collettivo, partito o sindacato, ognuno a seconda del suo ruolo e delle sue possibilità – sottoscrivete per la cooperativa, partecipate alle iniziative di autofinanziamento, pubblicizzate la nostra lotta, contribuite a realizzare le condizioni materiali per avviare la nostra attività. Propaganda non ci serve!

Questo non è rifiuto della politica o qualunquismo. Questo è dire No alle vergogne della politica e rimettere al centro i bisogni concreti delle persone.

Quali sono le parole del nostro progetto?

Lavoro, Diritti, Autogestione…per sperimentare una fabbrica senza padroni, dove tutti percepiscono lo stesso salario e dove si attua una rotazione degli incarichi;

‘Le nostre vite valgono più dei loro profitti’: lo ereditiamo dalle nostre vertenze ed è un concetto oggi ancor più valido di ieri

E poi ‘R’ come:


Rinascita della Maflow, Ri-Maflow la nostra cooperativa

Recupero, Riutilizzo, Riciclo km zero: per dire no alla società degli sprechi

Riappropriazione: per riprenderci ciò che è nostro

Reddito: perché la società deve garantire a tutti il diritto a un’esistenza dignitosa

Rivolta il debito: perché il debito non l’abbiamo prodotto noi, noi siamo in credito, sono altri che devono pagare, basta con l’austerità

Rivoluzione: perché il nostro progetto è già una rivoluzione, perché bisogna cambiare le regole del gioco, perché – come diceva il regista Mario Monicelli – ‘ci vuole una bella botta, una Rivoluzione’ appunto

‘R’ è quindi la nostra bandiera…

 
Il presidio permanente della Maflow serve a questo progetto:

far conoscere la cooperativa autogestita

autofinanziarla con iniziative di solidarietà e con prime attività di produzione

rivendicare un risarcimento sociale dalla proprietà e aiuti concreti dalle istituzioni

non vogliamo essere dimenticati, vogliamo lavorare!!!

Occupy Maflow, come a Madrid, a Londra, a New York e in tutto il mondo, per dire basta allo strapotere della finanza, per dire sì al Lavoro, al Reddito e alla Dignità

Il Comitato che gestisce il presidio vuole rappresentare simbolicamente questo percorso nuovo: lavoratrici e lavoratori espulsi, precari, disoccupati e giovani uniti per il diritto al futuro.



Pagina Facebook: Ri-MAFLOW


Fonte: Ri-MAFLOW Think gReen!


Autore: Comitato ‘Occupy Maflow'


Licenza: articolo concesso su autorizzazione degli autori


Articolo tratto interamente da Ri-MAFLOW Think gReen!


Photo credit  pagina Facebook Ri-MAFLOW

 

Licenze CC 4.0: pubblicata la terza bozza


Articolo da CreativeCommons.it

Creative Commons ha pubblicato la terza bozza delle licenze Creative Commons versione 4.0.

Il testo della licenza è nuovamente messo a disposizione degli affiliati di Creative Commons nonché della comunità di utenti e stakeholder CC per la fase conclusiva di raccolta di commenti e feedback.

La redazione del testo, sviluppata a partire dagli obiettivi fissati nel corso del CC Global Summit 2011 di Varsavia, si propone di massimizzare l'interoperabilità, ridurre la proliferazione delle licenze e promuovere la standardizzazione, garantendo, nel contempo e quanto più possibile, longevità e semplicità di impiego. In particolare, le licenze 4.0 si presenteranno nella sola versione internazionale (Unported), recependo le diverse esigenze venute alla luce nel corso delle procedure di adattamento ai vari ordinamenti nazionali e definendo alcuni specifici aspetti relativi, tra gli altri, ai diritti sulle banche dati, ad altri diritti connessi e ai diritti morali.

Sono disponibili online:

L'annuncio ufficiale della pubblicazione;

La pagina wiki CC dedicata alla discussione della terza bozza;

La bozza delle sei licenze 4.0.


Fonte: CreativeCommons.it


Autore: Claudio Artusio

Licenza: Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.


Articolo tratto interamente da CreativeCommons.it

mercoledì 20 febbraio 2013

Bread and Roses: recensione del film



Bread and Roses è un film del 2000 diretto da Ken Loach.

Trama

Il film comincia sul confine tra Stati Uniti e Messico dove Maya, nelle mani dei coyote ("contrabbandieri" di clandestini), passa la frontiera per raggiungere la sorella Rosa, già stabilitasi da tempo a Los Angeles dove ha messo su famiglia. Purtroppo il marito è malato ed è Rosa che lavorando come donna delle pulizie mantiene la famiglia.
Rosa riesce a far assumere la sorella per la stessa impresa di pulizie per cui lavora. Il lavoro è precario e privo di qualsiasi tutela. È sufficiente risultare sgraditi al capo o arrivare in ritardo per ritrovarsi licenziati senza troppe cerimonie. Tra i colleghi di Rosa e Maya vi sono persone anziane, ragazze madri ed altri immigrati.
Nella routine quotidiana del lavoro fa irruzione Sam, un giovane sindacalista che, tramite Maya, riesce ad organizzare un'assemblea dei dipendenti dell'impresa di pulizie per poter ottenere condizioni di lavoro migliori e salari più elevati, simili a quelli di altre imprese analoghe. L'impresa, saputo dell'assemblea, licenzia alcuni dipendenti e minaccia ritorsioni verso gli altri.
Ciò nonostante l'assemblea riesce ad organizzare una manifestazione che incontra l'interesse dei mass media e l'impresa di pulizie è costretta a cedere alle rivendicazioni dei dipendenti. Maya però non riesce a festeggiare con i suoi colleghi; viene arrestata ed espulsa.

Curiosità sul film

Fu presentato in concorso al 53º Festival di Cannes.


Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

martedì 19 febbraio 2013

Verrà un giorno...


"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo."

Giordano Bruno

 

Giorno dei Martiri Etiopi

 
Articolo da M a r g i n a l i a

In Etiopia il 19 febbraio è ricordato come Sema’etat Qen (Giorno dei martiri o Giorno della memoria), ovvero l'anniversario di uno dei più efferati massacri perpetrati dagli italiani durante l'impresa coloniale fascista in Etiopia: il 19 febbraio 1937, come rappresaglia per il fallito attentato contro il vicerè Rodolfo Graziani (che già si era distinto per la brutalità nell'occupazione della Libia, tanto da meritare l'appellativo di "macellaio del Fezzan"), si scatenò per le strade di Addis Abeba una vera e propria "caccia all'indigeno" , che non risparmiò nessuno - uomini, donne,bambini/e - e fu condotta "coi sistemi del più autentico squadrismo fascista", come ricorda uno dei testimoni di quella vicenda, il giornalista Ciro Poggiali. Dopo la guerra, su richiesta dell'Etiopia Graziani venne inserito dall'Onu nella lista dei criminali di guerra (per l'uso di gas tossici e bombardamenti degli ospedali della Croce Rossa), ma non venne mai processato per questi crimini. Da anni la comunità etiopica si adopera affinché anche in Italia - dove ancora è forte la resistenza a fare i conti con il proprio passato coloniale - il 19 febbraio diventi una data-simbolo. Pubblichiamo dunque l'appello diffuso in questi giorni per il Sema’etat Qen, invitando tutte/i a diffonderlo: "La data del 19 febbraio, rappresenta per il popolo etiopico il “Giorno della Memoria” in cui sono state commesse atrocità terribili durante il periodo dell’aggressione e dell’occupazione da parte dell’Italia fascista (1935-1941). Questa giornata è stata assunta a simbolo di tutti quegli anni in cui gli etiopi hanno dovuto subire sofferenze, sacrifici e lutti indimenticabili. Gli accadimenti di quel giorno e di quelli immediatamente successivi riguardano in particolare la spietata e diabolica rappresaglia scatenata dai fascisti per vendetta, in seguito ad un attentato, compiuto dai patrioti etiopi, contro il viceré Rodolfo Graziani ed altri gerarchi del suo seguito ed avvenuto nella capitale Addis Abeba occupata e martoriata. Il 19–20 e 21 febbraio 1937 sono stati massacrati senza pietà alcuna più di 30.000 cittadini etiopi, quasi tutti civili, anziani, donne, bambini e mendicanti. Alcuni di loro furono addirittura bruciati vivi nelle proprie case, i tradizionali “tucul” di fango, legno e paglia, dove cercavano rifugio nascondendosi dai scatenati criminali militari e civili italiani che risiedevano nella capitale. Oltre ad essere ricordata nel nostro Paese, l’Etiopia, la ricorrenza è celebrata nelle maggiori città del mondo dove sono presenti e vivono numerosi cittadini della diaspora etiopica. Quest’anno la ricorrenza è particolarmente sentita, in particolare a dimostrazione della più assoluta condanna da parte delle comunità etiopiche, a causa dell’edificazione ad Affile, un paesino situato sull’altipiano di Arcinazzo, a 60 km circa da Roma, di un monumento in onore di colui che è definito il “macellaio d’Etiopia” e cioè proprio il generale Graziani, riconosciuto anche dalle Nazioni Unite come criminale di guerra e responsabile, al pari di Mussolini e ad altri gerarchi ed ufficiali fascisti. Fra gli altri atroci e numerosi crimini ordinati dal Graziani, ricordiamo l’assassinio di più di 1.200 monaci e chierici cristiani, alcuni di questi giovani orfanelli, della più importante città conventuale dell’Etiopia, Debre Libanos, distante circa 100km da Addis Abeba. Vi invitiamo a partecipare ed a promuovere questa iniziativa, per dimostrare come gli onesti e democratici cittadini italiani non tollereranno mai che vengano onorati i criminali ed offese più di un milione di vittime, come i martiri e resistenti patrioti Etiopi".


Fonte: M a r g i n a l i a


Autore: M a r g i n a l i a




Articolo tratto interamente da M a r g i n a l i a

Solitudine di Graziella Carletti


Solitudine

La casa è deserta,
Il tetto ferito si volge alla luna
che rapida sfugge alla morsa
di nuvole scure.

Il vento vi penetra urlando
e si abbatte impietoso
sui rami contorti di un albero nudo

duettando col lugubre verso di un gufo.

Sul lieve chiarore
di un borgo lontano
si staglia una nera figura
curvata agli schiaffi del vento

....lontano è il suo focolare

Graziella Carletti



Autore: Graziella Carletti

 
Licenza: concessa su autorizzazione dell'autrice


Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via e-mail.

Citazione del giorno


"Nel paese della bugia, la verità è una malattia."

Gianni Rodari
 
 

Valle dei Templi in timelapse

Questo timelapse ci porta nella Valle dei Templi in Sicilia. Vi consiglio la visione a schermo intero e dove presente in HD.

 
VALLEY OF THE GODS | TIMELAPSE 2012 | IGOR MITORAJ from KINEDIGITAL on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

lunedì 18 febbraio 2013

Le ali del tempo di Concetta Giugno


Le ali del tempo

Ho camminato sulle ali del tempo

ridisegnando parole mute,

ho inseguito pensieri sfuggiti,

ho assemblato l'arcano e il nuovo

nel concerto durevole

dei sogni mai sopiti.

Ho riscritto nella tela del vento

furioso e lieve;

danzando senza veli

ho rivisto la mia anima

nuda ed indifesa

sfidare la Gorgone fiera

combattendo nel rifugio della mente

dove reconditi pensieri

stringevano il cuore

nel tumulto passionale dei sensi.

Poi nel buio del mistero

ho ricamato una trina d'argento

e nel gioco della vita

cristalli d'acqua frantumati

han velato l'inquietudine ed il tormento

nell'altalena magica di un armonioso sogno.
 
 
 

 


Licenza: concessa su autorizzazione dell'autrice


Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via e-mail.


 

Secondo voi questo cielo è normale?




Video credit plaisart caricato su YouTube


Per maggiori informazioni:

Scie Chimiche (Chemtrails) - Tanker Enemy ✈



Deep Impact: recensione del film

BlueSpace

Deep Impact è un film del 1998 diretto da Mimi Leder e prodotto da Steven Spielberg.

Trama

Leo Beiderman, un quattordicenne con l'hobby dell'astronomia, una sera scopre uno strano corpo celeste col telescopio. Inviate le informazioni all'osservatorio astronomico un anno dopo viene a sapere, insieme all'intera Umanità, l'incredibile verità: il corpo celeste è una cometa che si sta dirigendo verso la Terra e che la colpirà con conseguenze devastanti per l'intera biosfera.
I governi di tutto il mondo uniscono subito i loro sforzi per realizzare una missione spaziale allo scopo di neutralizzare la meteora: un vettore spaziale, il Messia, atterrerà sulla cometa e la farà esplodere con delle testate nucleari.
Nel frattempo le esistenze di vari personaggi si incrociano nell'attesa dell'imminente catastrofe: Jenny Lerner, giornalista della MSNBC, la quale è in rotta col padre, Leo e la sua ragazza Sarah, l'anziano astronauta Spurgeon 'Fish' Tanner, alla guida del Messia ed il Presidente degli Stati Uniti d'America Tom Beck, testimone dolente dell'intera vicenda, il quale annuncia che nel Missouri il governo ha fatto costruire delle caverne sotterranee nell'eventualità della collisione con un asteroide che possono ospitare fino a un milione di persone, che verranno selezionate da un computer. Fra queste vi sono Leo e Jenny: Leo, giunto alle grotte con la sua famiglia, all'ultimo momento decide di tornare indietro perché Sarah (con la quale si era sposato in modo di farla includere in questa "lista") decide di rimanere con i suoi genitori che, al contrario di lei, non sono inclusi; Jenny, invece, decide di lasciare il proprio posto ad una collega di lavoro e alla sua bambina, dopodiché (già scossa per la morte della madre) decide di riconciliarsi con suo padre, prima che sia troppo tardi.
Alla fine i tentativi di fermare la cometa falliscono e la missione del Messia serve solo a spaccarla in due parti. La Terra ha ancora una possibilità di salvarsi: vengono lanciati numerosi missili Titan, per deviare le comete, ma anche questo tentativo fallisce e gli impatti, oramai, sono inevitabili. L'equipaggio del Messia nota però qualcosa: l'esplosione precedente ha creato nella cometa più grande una cavità: se riuscissero a portare le ultime bombe in quella cavità queste la disintegrerebbero. Non possono fare niente per la cometa più piccola, ma così la Terra avrà una speranza. C'è però un problema: possono portare le bombe nella cavità, ma non avrebbero abbastanza carburante per ripartire, così decidono di sacrificarsi. Intanto, il frammento più piccolo della cometa impatta nell'Oceano Atlantico, nei pressi delle Bermuda, creando un enorme megatsunami che distrugge ogni cosa sul suo cammino. Leo, Sarah e il suo fratellino sopravvivono, ma Jenny, suo padre, i genitori di Sarah, e milioni di persone lungo le coste atlantiche di tutta America, dell'Europa e dell'Africa muoiono. L'altra parte della cometa, più grossa, che provocherebbe la fine della vita vegetale e animale (quindi dello stesso Genere Umano), sta per colpire la Terra: è adesso che l'equipaggio del Messia (dopo aver dato il drammatico addio alle famiglie) compie l'eroico sacrificio andando a schiantarsi contro di essa facendola esplodere. Dopo qualche tempo, quando le acque dell'Oceano Atlantico si sono ormai ritirate, nonostante l'incalcolabile numero di vittime, il Presidente, lancia un commovente messaggio di speranza a tutto il mondo, che esorta a ricominciare una nuova vita.

Curiosità sul film

È uscito quattro anni dopo la caduta della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove.


Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Photo credit chiaralily caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web

video

Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi  la vostra richiesta via  e-mail.





La televisione non è la verità!


Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.
Quindi, se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru. Andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l’unico posto dove troverete mai la verità vera! Sapete, da noi non potrete mai ottenere la verità. Vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna: noi vi diremo che Nero Wolfe trova sempre l’assassino e che nessuno muore di cancro in casa del dottor Kildare! E per quanto si trovi nei guai il nostro eroe, non temete: guardate l’orologio, alla fine dell’ora l’eroe vince. Vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire! Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero! Ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede. Conoscete soltanto noi. Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui. Cominciate a credere che la tv è la realtà, e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la tv vi dice: vi vestite come in tv, mangiate come in tv, tirate su bambini come in tv, persino pensate come in tv! Questa è pazzia di massa! Siete tutti matti! In nome di Dio, siete voi altri la realtà. Noi, siamo le illusioni. Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora. Spegneteli immediatamente! Spegneteli e lasciateli spenti! Spegnete i televisori proprio a metà della frase che sto dicendo adesso, spegneteli subito!


Monologo tratto dal film Quinto potere di Sidney Lumet

Proverbio del giorno


L'unione del gregge costringe il leone a coricarsi affamato.

Proverbio africano
 

venerdì 15 febbraio 2013

Pioggia di meteoriti nei cieli russi


Una pioggia di meteoriti nei dintorni di Cheliabynsk (Russia) ha seminato il panico per diversi minuti. Le stime parlano di 1200 feriti e molti edifici danneggiati.

Vi mostro alcuni video caricati in rete.



Video credit Rubi Extra caricato su YouTube



Video credit IMHOKNIFE caricato su YouTube

Aggiornamento

Si segnalano pioggia di meteoriti anche in altri luoghi della Terra.

http://www.corriere.it/esteri/13_febbraio_15/cuba-tv-esploso-corpo-celeste_56f1fa5c-7782-11e2-a4c3-479aedd6327d.shtml

http://www.inmeteo.net/blog/2013/02/15/meteoriti-kazakistan-russia/



giovedì 14 febbraio 2013

Fermiamo il femminicidio!




Articolo da Global Voices

Nel mondo una donna ogni tre è vittima di violenza nel corso della sua vita. Considerando che attualmente la popolazione mondiale tocca i 7 miliardi, significa che almeno un miliardo di donne sono costrette a confrontarsi con la violenza o a subirla in prima persona. Ancora, oltre 603 milioni di donne vivono in Paesi dove la violenza domestica non è reato, e secondo una nota della campagna “Unite to end violence against women” patrocinata dal segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon, addirittura il 70% delle donne subisce una qualche forma di violenza. Inoltre la probabilità che una donna tra i 15 e i 44 anni sia violentata o subisca vessazioni domestiche è più alta della probabilità per la stessa donna di ammalarsi di cancro o di malaria, di avere un incidente d'auto o trovarsi coinvolta in una guerra.
L'associazione V-Day [en], ha deciso di non restare a guardare e ha organizzato la campagna mondiale One Billion Rising [en]. Il movimento, cresciuto molto rapidamente, si impegna per la cessazione della violenza contro le donne, così come per la totale parità di trattamento fra donne e uomini. L'idea è quella di mandare un segnale comune per sensibilizzare quante più persone possibile.
Per questo oggi 14 febbraio più di un miliardo di persone in tutto il mondo si troveranno per protestare insieme. Donne e uomini sciopereranno e balleranno nelle piazze per esprimere la loro solidarietà [en].

La campagna One Billion Rising riguarda tutti: attualmente sono previste 13.000 manifestazioni in più di 190 Paesi e ogni giorno vengono annunciate nuove iniziative.

La blogger svizzera Nathalie Sassine-Hauptmann scrive sulla rivista online Clack [de, come nei link successivi, eccetto ove diversamente indicato] a proposito di quella che definisce un'”ondata femminista” :

Zurzeit feiern weibliche Proteste grosse Erfolge – zumindest in den Medien. Nach ≠Aufschrei kommt jetzt der Aufstand. Lokale Aktionen und globale Resonanz zeichnen «One Billion Rising» aus: Um gegen Gewalt an Frauen zu protestieren, werden 190 Länder am «day to rise», dem 14. Februar 2013 an einem gigantischen Flashmob teilnehmen. Niemand ist darüber mehr überrascht als Eve Ensler, Initiantin und Autorin der «Vagina-Monologe». «Es geht über Klassen, soziale Gruppen und Religion hinaus. Es ist wie ein enormer feministischer Tsunami.» berichtete sie dem englischen «Guardian» gerührt.

Nell'ultimo periodo le proteste femminili hanno registrato un grande successo, quantomeno nei media. Dopo #Aufschrei è il momento di questa manifestazione. Azioni locali e risonanza globale contraddistinguono “One Billion Rising”: il 14 febbraio 190 Paesi prenderanno parte a un gigantesco flashmob per protestare contro la violenza sulle donne. Nessuno è più stupito del risultato di Eve Ensler, una delle organizzatrici e autrice de “I Monologhi della vagina [it]“. “È un risultato che supera le distinzioni tra classi, gruppi sociali e religioni. Sarà un gigantesco Tsunami femminista.”, ha dichiarato al “Guardian”.
 
Tra le varie proteste locali sono previsti: il primo Flashmob della storia a Mogadiscio, in Somalia, una marcia di protesta sull'isola scozzese di Bute, grandi manifestazioni in India e un gigantesco Flashmob danzante in Bangladesh [en].

Nella sola Germania sono previste più di 120 iniziative tra manifestazioni danzanti, catene umane, rappresentazioni teatrali, seminari contro la violenza. In Svizzera  l'Organizzazione Femminista per la pace (cfd) e PeaceWomen Across the Globe (PWAG) hanno allestito una piattaforma comune perché gli organizzatori e organizzatrici di tutta la Svizzera possano scambiarsi idee e progetti. La piattaforma viene continuamente aggiornata: flashmob danzanti sono previsti per ora a Basilea [en], Berna, Zurigo, Ginevra [fr], WorbThun, Lugano [it], Biel/Bienne, Losanna e Muri bei Bern. Si tratta di un movimento incredibilmente dinamico, grazie all'uso dei social media, nonchè all'impegno e alla creatività dei partecipanti.

Sul canale Youtube di V-Day è possibile trovare 138 contributi video di donne e uomini da tutto il mondo che raccontano i loro motivi per partecipare. Anche la blogger Helga Hansen di Braunschweig, che scrive sul magazine online Mädchenmannschaft ha lasciato il suo contributo video:

http://youtu.be/fLSgnjQNlGM

Sharon Adler, premiata nel 2012 come donna dell'anno dalla città di Berlino e fondatrice della rivista online AVIVA-Berlin spiega:

http://youtu.be/JbjLGe5ms6k

Il blog Die Münchnerin riporta altre dichiarazioni di uomini e donne da tutta la Germania.

La blogger Luziehfair scrive su Die Ausrufer:

Nachdem ich in der letzten Zeit unter anderem Diskussionen um Unwörter des Jahres verfolgen durfte und die aktuelle Sexismusdebatte in den Medien (vermutlich auch an den Stammtischen, aber das ist ja nicht mehr mein Millieu) die skurrilsten Formen annimmt und sich zeitgleich überall auf der Welt Tragödien wie in Indien abspielen, möchte ich mal konstruktiv werden:
„Eine von drei Frauen auf diesem Planeten wird im Laufe ihres Lebens geschlagen oder vergewaltigt. Das sind eine Milliarde Frauen, denen Gewalt angetan wird … ein unfassbares Greuel. Am 14. Februar 2013 läd der V-Day eine Milliarde Frauen dazu ein, raus zu gehen, zu tanzen und sich zu erheben, um das Ende dieser Gewalt zu fordern. [...] Wir zeigen der Welt unsere kollektive Stärke und unsere globale Solidarität über alle Grenzen hinweg. [...]“
Das ist der Aufruf der Kampagne One Billion Rising und ich finde, er gehört gehört. Soll Gehör bekommen.

Mi è capitato recentemente, mentre seguivo un dibattito sulla parola più offensiva dell'anno, di pensare che la discussione sul sessismo assume nei media (e probabilmente anche ai tavoli dei bar, ma questo non è il mio milieu) le forme più volgari. Allo stesso tempo però si assiste a tragedie mondiali come quella in corso in India. Per questo vorrei dare il mio contributo contro questa situazione:
“Una donna su tre è vittima, nel corso della sua vita, di violenza. Si tratta di un miliardo di donne che subiscono violenze di vario tipo…un'orrore inconcepibile. Il 14 febbraio 2013 V-Day invita questo miliardo di donne a uscire, ballare e sollevarsi, per chiedere la fine di quest'atrocità. [...] Mostriamo al mondo la nostra forza e la nostra solidarietà al di là di tutti i confini. [...]“
Questo è l'appello della campagna One Billion Rising e io credo che si meriti di venire ascoltato.

Luziehfair rimanda anche al trailer del cortometraggio di Eve Ensler (TriggerWarning):

http://youtu.be/gl2AO-7Vlzk

E sul blog Frauenblog c'è anche chi pensa già al dopo:

Und hier kommt die Frage nach dem Danach ins Spiel. Macht es Sinn, diese Entwicklungen in Gang zu setzen und danach die Aktion zu beenden? Wünschenswert wäre es mit Sicherheit, hier eine Kontinuität anbieten zu können. Doch nicht jeder Event kann auf Dauer angelegt werden, dafür haben wir einfach nicht genug Kapazitäten und Kraftreserven. Aber: Ein solcher „Event“ entsteht ja auch nicht aus dem Nichts, sondern es ist eingebettet in bereits vorhandene Strukturen, die auch am Tag danach noch existieren und ihre gewohnte Arbeit fortsetzen. Sollten sich im Anschluss an One Billion Rising […] Frauen finden, die sich dieser Bewegung anschließen, sei es als regionale V-Day-Gruppe oder als Verstärkung in den bereits existierenden Frauengruppen vor Ort, so wäre dies neben unserem öffentlichen Statement:„Wir sind hier, wir sind überall, wir sind stark, wir sind laut, wir lassen uns nicht mehr zum Schweigen bringen“ ein großartiger Erfolg.

E qui sorge la domanda su come continuare. Avrà senso aver messo in moto queste manifestazioni? Ci si augura certamente di riuscire a mantenere una continuità. Ovviamente non abbiamo la capacità e la forza di rendere ognuno degli eventi continuativo. Tuttavia le iniziative locali non nascono dal nulla ma si sviluppano su strutture, che continueranno a esserci il giorno dopo e continueranno il loro lavoro. Se dovessero riuscire, grazie a One Billion Rising, ad entrare in contatto con donne interessate al progetto, si potrebbe lavorare a gruppi regionali di V-Day o al potenziamento delle associazioni femministe locali. Si potrebbe dire: “Siamo qui, siamo ovunque, siamo forti, urliamo ancora più forte e non ci lasceremo zittire mai più“. Sarebbe un successo meraviglioso.

Infine, questa la pagina italiana [it] di “One Billion Rising” con tutte le iniziative previste per il 14 febbraio.


Fonte: Global Voices


Autore: scritto da Claudia Blaser · tradotto da Silvia Protti       
      

Licenza: Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported License.


Articolo tratto interamente da
Global Voices


Video credit vdayorg caricato su YouTube