domenica 5 febbraio 2012

Lacrima di Arthur Rimbaud


Lacrima

Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle villanelle, bevevo,
accoccolato in qualche landa circondata dai boschi di
nocciuoli, in una tepida e verde foschia pomeridiana.

Che cosa potevo bere in quella giovine Oise – olmi senza
voce, erba senza fiori, cielo coperto-, che cosa attingevo alla
zucca di colocasia? Qualche liquor d’oro insipido, e che fa
sudare.

Parevo una brutta insegna d’albergo. Poi l’uragano mutò il
cielo, fino a sera: furono paesi neri, laghi, pertiche, colonnate
sotto la notte azzurra, stazioni.

L’acqua dei boschi si perdeva in sabbie vergini, il vento
scagliava dal cielo ghiaccioli ai pantani… E dire che, come un
pescatore d’oro o di conchiglie, non mi sono dato pensiero di
bere!

 Arthur Rimbaud


4 commenti:

  1. basta un attimo e tutto cambia...

    serena notte.

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  2. Splendida...
    grazie Cavaliere..
    un caro saluto..
    dandelìon

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  3. Grazie per questa perla d'arte e poesia. Buona domenica. Magu.

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  4. Un'intensa visione, che supera in qualità il miglior Romanticismo.

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