sabato 16 aprile 2011

Recensioni film:Roma città aperta di Roberto Rossellini


Roma città aperta è un film del 1945 diretto da Roberto Rossellini. Viene considerato il manifesto del neorealismo e uno dei capolavori assoluti del cinema mondiale.

La recensione è tratta da Wikipedia:

Trama
Roma il regime fascista è caduto, gli Alleati hanno invaso l'Italia ma ancora non sono giunti nella capitale, dove la resistenza è più attiva che mai. Manfredi, militante comunista e uomo di spicco della resistenza, sfugge a una retata della polizia e si rifugia presso un tipografo antifascista, Francesco. Il giorno seguente, Francesco dovrebbe sposare Pina, una vedova madre di un bambino. La sorella di Pina, Lauretta, fa l'artista in un locale insieme a un'altra giovane, Marina, legata sentimentalmente in passato a Manfredi. Don Pietro, il parroco locale, non nega mai aiuto ai perseguitati politici e fa da portavoce dei partigiani. Rispettato da tutti, compreso Marcello e la sua banda di piccoli sabotatori, riesce a passare facilmente attraverso le linee nemiche, senza destare sospetti. Manfredi sfugge a un'altra retata tedesca mentre Francesco viene arrestato. Pina grida tutta la sua protesta e cade sotto il fuoco dei mitra. Più tardi Francesco riesce a scappare e si nasconde, con Manfredi, nell'abitazione di Marina. Scoppiano i dissapori e cresce il risentimento della ragazza per Manfredi, tanto che Marina, per ottenere della droga, tradisce l'uomo denunciandolo a Ingrid, agente della Gestapo, al servizio dei comandante Bergmann. Manfredi viene così arrestato durante un incontro con don Pietro ed entrambi vengono fatti prigionieri. Manfredi subisce terribili torture e muore. Don Pietro viene fucilato. Mentre Marina e Lauretta cadono sempre più nell'abiezione morale, Francesco, Marcello e i suoi ragazzi continuano la lotta.

Curiosità sul film:
Girato in bianco e nero e considerato uno dei capolavori del neorealismo, il film è il primo della cosiddetta "Trilogia della guerra", poi proseguita con Paisà (1946) e Germania anno zero (1948).
Le riprese del film furono fatte in condizioni precarie, sia per il periodo, i tedeschi erano da poco andati via, sia per la scarsa disponibilità del materiale tecnico compresa la pellicola. Non essendo disponibili gli studi di Cinecittà, già spogliata dalle attrezzature e ridotta ad essere un grande rifugio per gli sfollati, che non potevano essere accolti altrove, Rossellini e la troupe improvvisarono le riprese di alcuni interni nel vecchio teatro Capitani, in via degli Avignonesi 32, dietro via del Tritone.
La scena centrale del film, con la corsa e l'uccisione di Anna Magnani dietro al camion che porta via il marito catturato dai tedeschi, fu girata in Via Raimondo Montecuccoli, al quartiere Prenestino-Labicano, ed è forse la sequenza più celebre del neorealismo nonché una delle più famose della storia del cinema italiano.
Il film presentato al pubblico, nel settembre del 1945 senza alcuna anteprima, ebbe scarso successo, solo successivamente dopo aver ricevuto vari premi e riconoscimenti fu apprezzato unanimemente.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 1946, ottenne il Grand Prix come miglior film. Vinse anche tre Nastri d'Argento, per la miglior regia, la miglior sceneggiatura e la migliore attrice non protagonista (Anna Magnani).
Il film ottenne anche una nomination al Premio Oscar come migliore sceneggiatura originale.

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Photo credit:Fotogramma dal film "Roma città aperta" 1945. Questa immagine viene considerata in Italia di pubblico dominio , essendo fotogramma di una pellicola cinematografica prodotta in Italia oltre 20 anni fa.Immagine tratta da Wikipedia

4 commenti:

  1. Film indimenticabile...la corsa di Pina...lo sguardo mite e intenso di Don Pietro...i ragazzi sulle macerie di Roma...
    gli attori superlativi, la regia che esprime ancora oggi un punto di vista "italiano" sul nostro Paese, ma un "italiano" che sembra schiacciato, nascosto, perduto...
    indimenticabile...
    ciao

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  2. Ricoordo ancora questo splendido film, nonostante siano passati tanti anni. La superba recitazione di Anna Magnani, un'attrice che nessun'altra è ancora riuscita a superare. La scena della sua morte (Pina) è indimenticabile.

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  3. Bellissimo! Il miglior cinema italiano di tutti i tempi.

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