lunedì 10 gennaio 2011

Rivolta del pane nel Magreb


I comunicati si susseguono a ritmo vertiginoso: Morti in Tunisia, in Algeria, tensioni in Marocco: Aumenti di prezzo per grano, olio, zucchero, oltre che del petrolio. La sommossa ricorda quella dell'assalto al forno delle grucce, di manzoniana memoria. È di nuovo la "rivolta del pane", in tutto il Magreb. C’è chi ricorda che ciclicamente si ripetono le stesse scene, c’è chi invece vede l’inizio di un periodo sempre più negativo sul problema alimentare mondiale.
Ovviamente politologi e sociologi stanno esaminando le cause di fondo del malessere sociale della società dell'area magrebina, con analisi tutto sommato concordi. Gli agronomi si presentano invece, anche a livello scientifico,molto divisi sul più generale problema della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari del futuro.
Dieci anni fa il premio Nobel professor Amartya Sen nelll’allocuzione per il conferimento della laurea honoris causa, era enormemente fiducioso che nel futuro, il problema non sarebbe stato produrre più alimenti, ma solo quello di una equa distribuzione tra paesi ricchi e paesi poveri e tra classi sociali all'interno dello stesso paese. Per contro Borlaug, il grande padre della Rivoluzione verde che aveva moltiplicato la produzione agricola di tanti paesi del mondo, e che era stato anch'esso insignito del Premio Nobel, era enormemente più pessimista: i miglioramenti genetici così rivoluzionari nel secolo scorso (basta in Italia ricordare le Sementi elette di Nazareno Strimpelli) sono vicine al punto di impossibilità di ulteriori miglioramenti. I suoli in tanta parte del mondo vengono distrutti da una cementificazione selvaggia o dalle erosioni ecc.
Il rischio che il Globo, eccessivamente sfruttato, non riesca a mantenere i suoi abitanti diventa reale come ci fa paventare lo spettro dell'isola di Pasqua passata da una società molto florida ad una desertificazione per un eccessivo sfruttamento. Tra le cause dell'aumento dei consumi va tenuto presente che il benessere economico che si sta diffondendo in Cina farà sicuramente modificare il regime alimentare precedentemente basato solo sul consumo diretto di cereali.
Per anni gli scienziati che si identificavano con il Club di Roma sono stati tacciati dalla nomea di catastrofismi senza ragione, ma molti dei dati delle loro previsioni appaiono oggi estremamente attuali.

Fonte:Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Autori:Vari

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8 commenti:

  1. Se gli scienziati hanno fatto queste previsioni perché non sono stati presi provvedimenti?
    Significa che informazione, scienza, politica, economia sono al soldo di una sola cosa: PROFITTO. L'umanità intesa come persone, esseri che pulsano, è solo un fatto accessorio su cui lucrare....

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  2. @I am
    Infatti il profitto porterà alla distruzione dell'umanità.
    @Stella
    Purtroppo è la dura realtà

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  3. Non posso che confermare e condividere. E' il profitto (di pochi rispetto ai molti che hanno fame)che guida le scelte.
    L'uomo non penserà mai a ravvedersi, ma cercherà (sta già cercando) di andare su altri pianeti per perseguire la stessa logica di sfruttamento.

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  4. sono d'accordo con stella, c'e' d'aver paura!!

    ciao cavaliere buon inizio di settimana.

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  5. @Ambra
    I Paese ricchi ,non aiutano quelli poveri e poi quando cibo si butta via
    @nanussa
    Con questo passo ;la fame si espanderà sempre di più

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  6. La faccenda è molto più complessa di come l'hai descritta. Le rivolte in Algeria e Tunisia sono anche dovute a un tasso insostenibile di disoccupazione giovanile, oltre il 30% fra diplomati e laureati. Non a caso, si è iniziato a parlare di tutto questo quando un giovane laureato costretto a lavorare come ambulante si è dato fuoco per protesta..

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  7. @Marta Traverso
    Sicuramente,le cause sono molteplici

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