lunedì 22 novembre 2010

30 anni dal terremoto in Irpinia; il mio ricordo indelebile

trent'anni dopo


Sono passati trenta lunghi anni da quella maledetta serata, che in pochi secondi portò morte, dolore e distruzione. Io sono nato nella provincia di Napoli, anche se da un bel po' vivo lontano da esse (ora vivo in Emilia); ma uno dei più brutti ricordi della mia infanzia è legato proprio a quella data.

Erano circa le diciannove, quando mi trovavo nella casa di mia nonna materna con la mia famiglia a Portici, un grosso comune dell'hinterland napoletano. Non immaginavo mai che da qui a pochi minuti, un evento cosi terrificante avrebbe lasciato un ricordo indelebile nella mia mente (per la cronaca avevo 5 anni). Giocavo con mio fratello più piccolo quando si udii un forte boato, accompagnato dal tremore classico del terremoto. Mi ricordo le urla di terrore e il panico dei miei parenti; ci fu un bel po' di caos a casa dei miei nonni, con relativa fuga verso l'esterno (abitava al primo piano). In strada guardavo il terrore negli occhi delle persone, chi con le radioline cercava notizie; ma soprattutto, rimase impresso nella mia mente l'immagine della Luna piena e rossa. I giorni seguenti furono un susseguirsi di brutte notizie con i GR e Tg che riferivano il tragico bilancio delle vittime, mentre io con i miei, ho dormito tutta la settimana fuori di casa; stavolta dai nonni paterni che abitavano in campagna, lontano dagli edifici.

Certo a distanza di anni, parlare di un evento così drammatico resta sempre difficile; soprattutto quando uno ha vissuto la realtà dei fatti. Fortunatamente abitavo lontano dall'epicentro; ma il mio pensiero va a chi ha perso i propri cari, la casa e i suoi ricordi. Pochi secondi possono farti cambiare la vita e anche spezzarla; ancora oggi in un Paese sismico come l'Italia non vedo grandi opere di prevenzione, soprattutto sotto l'aspetto del costruire. Bisogna fare di più, progettando con criteri anti sismici e iniziando dagli edifici pubblici; non è possibile vedere un ospedale crollare per primo, quando invece, dovrebbe accogliere i feriti. L’unico modo che abbiamo per sconfiggere i terremoti, resta la prevenzione e con quella che dobbiamo partire.



Photo credit dolce_luna caricata su Flickr  Licenza foto: Creative Commons

8 commenti:

  1. Ciao Cavaliere, capisco benissimo ciò che hai descritto su questo post.
    L'esperienza del terremoto l'ho vissuta anche io trentaquattro anni fa ma il ricordo è sempre in me, non passa sera che prima di addormentarti dico una preghiera affinchè non succeda più questo terribile sconvolgimento della terra e di conseguenza della vita di chi vive questi interminabili momenti di paura.
    Ti lascio l'indirizzo del post che ho dedicato al 6 maggio in Friuli.
    http://lalberodeisassi.blogspot.com/2010/05/friuli-6-maggio-1976.html.

    Buona serata.
    Gabriella

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  2. Posso immaginare quanto il tuo ricordo sia ancora indelebile..in te bambino di allora.
    Sono ricordi che nn potrai mai cancellare...purtroppo.
    ciaooo Web

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  3. Io ricordo i volontari della mia zona che si recarono nelle zone terremotate. E i loro racconti, al ritorno. Non aggiungo aggettivi.

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  4. capisco cosa hai provato.....
    io avevo 10 anni e mi trovavo al 5 piano nel centro di Napoli,dove i palazzi hanno la loro storia da raccontare....
    Scendere quei gradini consumati,velocemente,senza capire perchè tutti corressero all'impazzata per portarsi in strada....al sicuro.
    Noi eravamo a far visita a degli ex vicini di casa,erano infatti 6 mesi che ci eravamo trasferiti in periferia,in case antisismiche.....
    Dovremmo prendere esempio dai Giapponesi....
    buona giornata
    lu

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  5. Caro Cavaliere, hai fatto bene a pubblicare questo post.
    In quegli anni frequentavo Napoli, che conosco abbastanza bene come Benevento, Acerra e Pomigliano d'Arco.
    Quel terremoto fu un monito che purtroppo anche oggi è ancora restato inascoltato,provvedimenti seri che non hanno avuto attuazione. Abbiamo esempi davanti agli occhi molto attuali...
    Buon pomeriggio

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  6. Un ricordo indelebile,per l'anima per il cuore...deve essere stato terribile per un bimbo vivere quegli attimi interminabili di terrore...mi ha colpito tanto la tua storia e ti ringrazio per aver testimoniato questa esperienza che ha coinvolto tante vite.Un abbraccio,buona serata.

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  7. Ciao Cavaliere, bel post.
    Il 23 novembre c'ero anche io.
    Mille ricordi si affollano nella mente... le emozioni indelebili, i segni ancora visibili.
    Nella mia zona, quasi solo paura, ma tutto intorno, dolore e sofferenza...

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  8. @tutti
    Grazie per i vostri commenti e attestati di solidarietà

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